Candidature M5S: rimpianti per la mancata convergenza e significato del ridotto numero di partecipanti

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Nicola Sguera, Sabrina Ricciardi e Pasquale Maglione
Nicola Sguera, Sabrina Ricciardi e Pasquale Maglione

Benevento, si sa, è la periferia dell'impero, anche di quello a cinque stelle, ma la pubblicazione – a giochi abbondantemente fatti e candidati esclusi innominati – dei risultati delle 'Parlamentarie' dei grillini o ex tali relativi al Sannio non rende diverso il giudizio che, nel complesso, l'aspirante MoVimento di governo del Paese ha guadagnato sui media, con l'eccezione di quelli vicini poiticamente: una ristretta cerchia di amici e conoscenti ha deciso pigiando un tasto la collocazione nei listini plurinominali e determinato addirittura la possibilità di accedere a un seggio parlamentare, in presenza di un buon risultato dalle urne del 4 marzo.
I numeri nel loro complesso sono arcinoti, all'indomani dell'ufficialità resa dal blog di partito: quasi quarantamila i partecipanti, per chi candidare alla Camera che al Senato. Altrettanto risaputi sono gli esiti dei 'big': il presidente (campano) del Consiglio in pectore, Di Maio, vanta la benevolenza di 490 persone; il presidente (campano) della Commissione Vigilanza Rai, Fico, risulta un po' meno popolare (305 voti) – per esempio.

Meno noti, al contrario, i voti nelle periferie, appunto. Sappiamo che sono due i candidati della nostra provincia nella corsa marzolina a palazzo Madama e Montecitorio, entrambi attivisti non della ultima ora: Sabrina Ricciardi, beneventana, e Pasquale Maglione, airolano, rispettivamente. Collocati entrambi al terzo posto del listino, ovvero – come già si è avuto modo di constatare – fuori dai possibili giochi.

Ricciardi, che corre nel collegio Benevento-Avellino-Caserta, ha ottenuto 96 preferenze on line, gungendo al quarto posto utile - divenuto poi il terzo per l'alternanza di sesso all'interno del listino -: la senatrice uscente Wilma Moronese, di Santa Maria Capua Vetere e capolista, ha ottenuto 280 preferenze. Scorrendo un po' l'elenco dei partecipanti, senza particolari pensieri, ci si imbatte in qualche altro, e risaputo, nome sannita: una elementare operazione di 'convergenza' su un solo candidato avrebbe potuto dettare ben altro esito (magari pure più voti alla Ricciardi rispetto alla Moronese).

Maglione, dal canto suo, nel collegio Avellino-Benevento, ha totalizzato 193 'clic', terzo in assoluto (come terzo, per l'alternanza, è rimasto), non distante dal capolista, l'irpino e deputato uscente Carlo Sibilia (253 e scranno in vista). Che, anche sommando qualche altro sannita renitente alle tre preferenze, non gli sarebbe riuscito di superare (a quel punto, comunque, lo sforzo sarebbe stato minimo se ben sostenuto...).

Naturalmente la reale 'consistenza' del M5S nel Sannio non va circoscritta a questa sorta di “condominiarie”, però può essere affidato alla curiosità di un lettore anche il pensiero che il docente universitario della Federico II di Napoli Luciano Brancaccio ha reso all'edizione domenicale (4 febbraio) di Repubblica Napoli: “I numeri per indicare le candidature denotano una consultazione interna assolutamente chiusa... una gestione fortemente centralizzata”. Dunque, numeri “in contraddizione con la retorica di una formazione che si dichiara aperta alla funzione di reclutamento”.