Consiglieri di FI chiedono al sindaco di FI di cacciare l'assessore di FI: un minimo di chiarezza, please...

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Patrizia Maio
Patrizia Maio

Lasciamo perdere le implicazioni più strettamente collegate all’attualità elettorale. Ma non appare nella tempistica una mossa efficace recarsi in “paranza”, come accaduto nei giorni scorsi, dal sindaco (Mastella) per sfiduciare l’assessora del proprio partito (Maio). Quel Forza Italia che è oggi ufficialmente anche il partito del sindaco dopo che la di lui consorte è stata candidata al Parlamento sotto le insegne berlusconiane. Mastella ha annunciato a Napoli il passaggio in Forza Italia in sede di presentazione regionale dei candidati alle Politiche, L’ufficialità, data alla richiesta di licenziamento di Patrizia Maio non giova affatto alla causa forzista. Delle due, l’una: o il sindaco ascolta i 'suoi' consiglieri e provvede alla revoca immediatamente, constatato lo sfilacciamento del rapporto di fiducia essenzialmente partitico, a questo punto; o il sindaco temporeggia e rinvia il tutto a dopo le elezioni del 4 marzo per non arrecare danno all'immagine: propria, riflessa, di partito e, al limite, di coalizione.

Insomma, tutta questa storia dell’assessore ai servizi sociali Patrizia Maio investita dal malumore dei consiglieri comunali di Forza Italia Antonio Capuano, Vincenzo Sguera, Anna Orlando, Luigi Scarinzi, Nanni Russo debitamente rapportato a Mastella, per ora è lunga un solo capitolo - che funge solo da elemento introduttivo della trama, senza un suo scioglimento.

Non entriamo nel merito delle questioni, soprattutto di quella ultima che pare essere stata l'elemento scatenante la rottura tra forzisti: le scelte dell'assessora Maio in merito alla vicenda della sospensione del trasporto di alcuni disabili di Benevento in un centro di S. Agata dei Goti, con le conseguenti scelte radicali da lei fatte che, effettivamente, non convincono affatto, anzi...

In questa sede più in generale constatiamo che le lamentele riguardano l’assenza “di contezza dell’attività amministrativa svolta dall’assessore (ma l'attività propriamente amministrativa dovrebbe essere svolta dagli uffici dell’ente, Ndr), che non li informerebbe mai (magari un consigliere può a proprio volta recarsi nella sede dell'assessorato, Ndr).

Oltretutto, la Maio – scrive Il Mattino – non ha mai concordato un’impostazione programmatica (ci si domanda, allora: perché individuare un assessore e non fare assessore un intero gruppo partitico?, Ndr).
Insomma, sintonia zero tra assessora e consiglieri, che si rifletterebbe negativamente in termini di efficienza sull’attività del settore demandato a Maio (non è il caso di chiedere come magari il ‘decisionismo’ – o pure la sua assenza - di un assessore possa influire sull’andamento ordinario di un ufficio e sull’apporto minore o maggiore di capacità lavorativa degli addetti: non è spiegato, Ndr).

Si può infine provare a capirci qualcosa, come forse è giusto, perché l’opinione pubblica vanterà pur qualche minimo diritto all’informazione. Non resta che fare riferimento alle illuminanti parole, sempre affidate al Mattino, della consigliera Anna Orlando: “L’assessorato alle Politiche sociali è uno dei più importanti, tocca aspetti molto delicati delle famiglie. Non intendo dare giudizi, ma è fuor di dubbio che vada gestito diversamente. Invece, con l’assessore Maio abbiamo visioni antitetiche”.

Dunque: pur non volendolo esprimere, viene espresso comunque un giudizio, e negativo, su come sia stata finora la gestione; ma soprattutto questa gestione, che dovrebbe essere diversa, non viene spiegata nella sua ‘diversità’. Un aiuto alla chiarezza, insomma. In parole povere: chiedete pure la testa di Maio ma spiegatene chiaramente il perché!

C'è poi la questione che Patrizia Maio "esonerata" così, come in precedenza, Gerardo Giorgione e Amina Ingaldi, dopo aver ricevuto tanti voti ed essere entrati in Consiglio Comunale, potrà ritrovarsi del tutto fuori dal palazzo (Mosti). Ma è un'altra storia e comunque l'avrà voluto lei, come i due citati. Erano stati votati dal popolo per fare i consiglieri e dal Consiglio nessun avrebbe potuto mandarli via, per 5 anni. Hanno invece preferito, diventando assessori, affidarsi totalmente ai voleri del sindaco e chi va per questi mari questi pesci piglia...