Tutti i partiti concordi per un biblioteca a Palazzo Paolo V. Se andava fatta, bisognava aprirla in un'altra zona di Benevento

- Cultura Spettacolo IlVaglio.it

E vissero tutti felici e contenti. Nessun consigliere comunale di Benevento ha fatto mancare, nella specifica assemblea di palazzo (Mosti), il suo sostegno all'istituzione della Biblioteca Comunale, che avrà sede a palazzo Paolo V: proposta e regolamento hanno ottenuto l'unanimità dei voti dei presenti in aula. Si potrebbe dire che l'evento (15 gennaio 2018) giunge con un qualche ritardo, per un'aspirante Capitale della Cultura, ma le accuse di disfattismo sono dietro l'angolo e converrà salutare adeguatamente almeno il varo del progetto, per non turbare la convergenza bipartisan.

Le biblioteche, è risaputo, possono essere luoghi rivoluzionari perché in grado, con i loro contenuti, di offrire chiavi di interpretazione della realtà non sempre allineate. Corrono il rischio di essere scomode, quindi, non c'è di meglio che tenerle sotto il controllo 'fisico' magari ospitandole in uno dei palazzi del potere costituito. Locali gratuiti spese ridotte hanno sottolineato i rappresentanti del popolo. Come se stringere la cinghia solo sul versante dell'educazione debba essere un giusto corrispettivo di normalizzazione delle istanze culturali.

Se proprio si doveva fare un'altra biblioteca - operando a Benevento già la 'Antonio Mellusi' al Corso Garibaldi, quella della Provincia, più o meno a 300 metri da Palazzo Paolo V - delocalizzarla poteva essere una risposta al diffuso degrado e alla marginalizzazione di alcune zone. Aspetti che si combattono coltivando adeguatamente il valore della domanda di crescita della comunità pure attraverso l'opportunità di offrire servizi di grande importanza materiale e incommensurabile ricchezza immateriale.

C'era ad esempio da battersi perché la Mediateca della Spina Verde fosse (anche) una biblioteca, così come altri non-luoghi di Benevento, ma a quanto pare il compito della solidarietà esula dalla vicinanza istituzionale ed è appaltato solo alle comunità ecclesiali.

Comunque, con tutti e proprio tutti a favore in Consiglio Comunale, si rischia solo di passare per irriconoscenti e oltranzisti per partito preso: bipartisan vuol dire non dire nulla in senso contrario su argomenti che paiono travalicare la routine burocratica/amministrativa e se ne elevano al di sopra, facendo così scoprire una comune, convergente sensibilità istituzionale (spendibile nell'urna, oltretutto). Viva la biblioteca.