Il vento che gira intorno a Benevento che non sta andando a destra, lo è sempre stata...

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Corso Garibaldi dall'alto
Corso Garibaldi dall'alto

Il bagno di folla, questo sì che c'è stato - e va riconosciuto. E' tornato ad avvertirsi nell'aria il profumo di un facile successo, subito annusato dagli elettori beneventani e quindi, con la puntualità tipica dell'opportunità da cogliere, le masse, immortalate da uno scatto o riprese nello sfavillio di ampi sorrisi e nessun imbarazzo, si sono riversate al teatro Massimo per la presentazione ufficiale dei candidati di Forza Italia nei collegi locali. Potrebbe essere stata – tale gioiosa affluenza - la prima spia di quella delocalizzazione politica che alcuni sondaggi intendono accreditare, il passaggio da un 'centro' all'altro sia pure più ammiccante a destra, dal Pd del potere decennale ben poco in ascolto dell'ambiente su cui è andato a innestarsi alla Forza Italia 'mastellizzata' capace di anestetizzare l'elemento dell'alleanza con Salvini e Meloni, come fase terminale appunto di un falso movimento, non avendo mai storicamente avuto Benevento spiccate caratteristiche di apertura a idee progressiste: la cartina al tornasole sarà il collegio uninominale, con la sfida fra Valentino (PD) ed Errico (FI) che sottotraccia è vista come un eventuale passaggio di testimone. Il vento fa il suo giro, insomma, ma alla fine gira in tondo.

Piuttosto, l'unanimità dei titoli e degli interessi mediatici si è concentrata, oltre che sul resoconto della serata di gala, sull'assenza della deputata beneventana Nunzia De Girolamo, il cui contributo alla discussione è avvenuto per immagini. Ma la vera notizia, in fondo, sarebbe stata la sua presenza. Dopo aver fatto fuoco e fiamme all'indomani della sua retrocessione nel plurinominale alle spalle del capolista irpino Cosimo Sibilia, che ha avuto il significato riflesso di un cambio di leadership nel Sannio verso un conosciuto indirizzo di Ceppaloni; dopo aver speso la sua irritazione in ogni luogo del panorama mediatico; dopo aver riaffermato con forza la centralità della sua figura in una conferenza stampa dai toni poco melodici; ebbene, sarebbe apparso del tutto incongruente il suo posizionarsi sul palco fianco a fianco con quel coordinatore regionale De Siano del quale ha chiesto, per ora inutilmente, la testa per il gesto di lesa maestà e con la prediletta famiglia Mastella. E se proprio con quest'ultima, nei giorni scorsi, il tentativo raffazzonato di ricucire i rapporti comunque c'è stato, nell'interesse superiore della vittoria elettorale e soprattutto per non creare frizioni sul territorio, coabitare con De Siano sarebbe apparsa una prova suprema di ipocrisia politica che la realtà dei fatti e la ragione non le avrebbero perdonato.

A proposito: paradossalmente la De Girolamo è stata la più berusconiana di tutti anche senza esserci. Del suo mentore di Arcore, infatti, ha colto ancora una volta una modalità affermata, diffusa, esaltata dalle cronache: l'appalesarsi in una convention attraverso un videomessaggio...