12 Febbraio, elezioni politiche: note odierne delle liste e dei candidati sanniti

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Scrive Angelo De Marco (Liberi e Uguali): "Siamo stati presenti alla manifestazione organizzata dal comitato civico “Viabilità Negata”, durante la quale numerosissimi cittadini del Fortore hanno esibito, in modo pacifico ma forte, le gravissime problematiche che riguardano le strade di quella zona. In particolare le strade SP-45 e SP-50 che collegano Montefalcone a Benevento versano in condizioni drammatiche: fondo completamente dissestato, cunette sporche e inesistenti, frane e smottamenti e, a complicare le cose, l' assoluta mancanza di segnaletica sia orizzontale che verticale. Questa è la descrizione fornita dal comitato sulle condizioni delle loro strade. Il Presidente della Provincia, contattato telefonicamente, ha bollato come “show” la manifestazione. Risposte che oramai non sorprendono, essendo nota l’arroganza di una certa classe dirigente, il cui obiettivo unico é autoconservarsi. Un Presidente, ricordiamolo, non eletto dai cittadini, ma frutto delle disastrose riforme della passata legislatura. Un Presidente che è stato addirittura bocciato dai suoi elettori quando per la seconda volta si è proposto come Sindaco di San Giorgio del Sannio, e che oggi rappresenta l’ente Provincia ed ignora le istanze di centinaia di cittadini che, banalmente, chiedono solo che vengano rispettati i diritti elementari di una società e di uno Stato civile. Occorre rovesciare il paradigma delle politiche economiche finora intraprese, privilegiando, rispetto e grandi opere spesso inutili, investimenti sulla messa in sicurezza del territorio, la salvaguardia del suolo. Lo stato in cui è ridotta la viabilità del Fortore é l’ennesima dimostrazione del fatto che la tanto vantata filiera istituzionale non ha prodotto benefici ai nostri concittadini, ma probabilmente sarà servita a qualcuno per tutelare i propri interessi quelli di qualche amico".

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Bozza – 10 Volte Meglio: "Questa campagna elettorale, anche nel Sannio, vede gli schieramenti politici tradizionali impegnati nell’antica pratica delle reciproche accuse, nell’arte di imbonire i cittadini-elettori con dati di sondaggi anziché spiegare, semplicemente, a sostegno di quali idee e di quali proposte di programma si candidano. D’altronde ciò è reso complicato anche dalla lunga carriera politica che questi vantano. Dovrebbero promettere ancora, dopo averlo fatto per decenni e dopo aver avuto abbondantemente la possibilità di mantenere le parole date. 10 Volte Meglio, estraneo a queste prassi, ha invece elaborato un programma concreto, consapevole che l’Italia può essere un Paese in cui si può sognare, studiare e fare ricerca, investire e fare impresa. In cui si può essere onesti, lavorare ed avere riconoscimenti e soddisfazioni. Seppur si avvertono timidi segnali di crescita permangono grandi difficoltà che nel nostro territorio si acuiscono. È nostra intenzione intervenire definitivamente sulla tassazione diretta ed indiretta delle imprese, che oggi in Italia è tra le più alte al mondo. Faremo un patto con le imprese di riduzione delle tasse a fronte di un aumento di imponibile congiuntamente ad una vera e giusta azione di recupero dell’evasione. Chi si candida a governare il paese ha il dovere di impegnarsi per favorire il desiderio di tanti italiani di fare e rifare impresa, sostenendo quelle esistenti e favorendo la nascita di nuove realtà. Personalmente mi batterò perché la prima azione parlamentare del gruppo di 10 Volte Meglio sia l’abolizione della partita Iva per chi fattura meno di 80 mila euro! Solo così si può incoraggiare un giovane a realizzare un proprio sogno concorrendo contestualmente allo sviluppo e al benessere del proprio territorio".

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Scrive Antonella Dragotto, candidata di PiùEuropa al Collegio plurinominale Campania 1 Senato: "Bisogna far ritornare agli imprenditori la voglia di investire. Siamo un paese che ha molte medio piccole imprese con un potenziale di crescita elevato. E questo vale anche per la Campania. E poiché l'Italia è in una fase di crescita economica, è necessario approfittarne. Le imprese più piccole dovrebbero lavorare insieme, mettendo in comune quelle attività che possono essere messe in comune. Questo aiuterebbe a risparmiare costi e ad essere più competitivi. In Campania ci sono tante piccole aziende che potrebbero trarre benefici dalle reti di impresa. Io vendo latte a te che produci formaggio e insieme andiamo all’estero a vendere. Secondo gli ultimi dati in Campania cresce il turismo, migliora il clima di fiducia delle imprese aumentano gli investimenti produttivi migliora la qualità del credito. La Campania è sulla strada giusta e non deve disperdere questo patrimonio. Più Europa offre una scelta chiara e responsabile perché vuole creare un ambiente favorevole alle imprese: meno oneri burocratici, più funzionamento della giustizia civile, più infrastrutture, più formazione".

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Scrive Pasquale Maglione, candidato del M5S al collegio proporzionale della Camera Avellino-Benevento: "Nell'inconsapevolezza generale, Sannio e Irpinia stanno subendo proprio in queste ore l'ennesimo affronto sul tema delle risorse idriche. Nei giorni scorsi è stato posto l'ultimo tassello che mancava al quadro di potere che deciderà il futuro, prossimo e anteriore, di questo settore vitale. Si tratta della nomina del Direttore dell'Ente Idrico Campano (Eic), l'ente cui la legge regionale 15/2015, fortemente voluta dal governatore De Luca e dal Partito democratico, assegna pieni poteri sull'intero ciclo dell'acqua. Per intenderci: definizione del fabbisogno, ripartizione della risorsa, fissazione della tariffa e scelta del gestore, d'ora in avanti saranno tutte decisioni assunte dall'Ente Idrico che subentra agli Ato e alla Regione stessa. In tale quadro, il ruolo del Direttore assume una particolare valenza in quanto la legge gli attribuisce compiti di fondamentale importanza nella vita dell'Eic, tanto che finora l'Ente non ha potuto essere operativo proprio a causa della mancanza di tale figura. La scelta è caduta su Vincenzo Belgiorno, docente universitario di Salerno. Il presidente dell'Ente idrico, Luca Mascolo, ha dichiarato pubblicamente nelle scorse ore che “non si è trattato di una scelta discrezionale ma basata su requisiti strettamente tecnici e curriculari”. Legittimo dunque domandarsi quali siano stati i requisiti che hanno portato Belgiorno a prevalere sugli altri 47 candidati in lizza, tutti in possesso di curriculum di assoluto rispetto. Ma è un interrogativo che non troverà mai risposta. Mascolo ha infatti candidamente ammesso che la riunione che ha portato alla scelta si è svolta “a porte chiuse”, e che “trattandosi di giudizi sulle persone e sulla propria professionalità non possiamo entrare nel merito”. Ecco, adesso sì che è tutto più chiaro... In pratica non sapremo mai in base a quali valutazioni è stato scelto il massimo dirigente tecnico, amministrativo e contabile del più importante organismo pubblico in materia di risorse idriche. I cittadini si fidino e basta, senza star troppo a chiedersi cosa abbia Belgiorno che gli altri 47 papabili non hanno. Anche perché, ci sarà un motivo se il docente salernitano è risultato già assegnatario negli ultimi tre anni di due importanti designazioni da parte del presidente De Luca: commissario dell'Ato Vesuviano – Sarnese nel 2015; direttore del dipartimento provinciale dell'Arpac di Salerno lo scorso anno. Come dire: non esattamente una figura mal vista dalle parti del Partito democratico... Del resto proprio il Pd esprime gran parte dei componenti del Comitato esecutivo dell'Eic, compreso il presidente Mascolo del quale a questo punto ci sembra persino superfluo indicare l'appartenenza partitica: un renziano di ferro... Merita invece una riflessione la provenienza geografica di Mascolo, sindaco del Comune napoletano di Agerola. Senza nulla togliere al bellissimo paese dei Monti Lattari, non ci pare di poter dire che si tratti di un territorio centrale nelle dinamiche idriche della Campania. Al contrario invece dell'Irpinia, in particolare, e del Sannio, che da sole producono acqua sufficiente a soddisfare il fabbisogno di quattro province e due regioni. Ma nel risiko delle nomine che si è appena completato, non c'è traccia di Avellino né di Benevento. E' evidente che se solleviamo tale tema non è per aspetti sterilmente campanilistici. La gestione del ciclo integrato delle acque è il tema numero uno da mettere in agenda, perché da essa dipenderanno i servizi ricevuti da centinaia di migliaia di famiglie e i relativi costi. Il Movimento Cinque Stelle lo sta facendo da tempo, in particolare con le dettagliate denunce alla magistratura del parlamentare Carlo Sibilia e di Francesca Maio, portavoce del meet up di San Giorgio del Sannio che è tra i più attenti alla problematica. Ovviamente continueremo a essere in prima linea su questo fondamentale tema, augurandoci che anche le altre forze politiche abbandonino la caccia alle poltrone e si dedichino finalmente alla tutela dei nostri territori. Nessuno più dei cittadini sanniti e irpini alle prese con Alto Calore sa cosa significhi avere un servizio da terzo mondo e bollette da capogiro. Ma purtroppo, quanto accaduto finora con il carrozzone clientelare spolpato dai vecchi partiti potrebbe rivelarsi non tanto grave quanto ciò che ancora ci attende: i colossi del settore sono già sull'uscio pronti a carpire il business dell'acqua e defraudare definitivamente le comunità locali di quel poco che resta in termini di autodeterminazione su un tema tanto cruciale. Eloquenti sono in tal senso le affermazioni rese non più tardi di due giorni fa dallo stesso Mascolo a un giornale on line irpino: “Far passare il concetto che l'acqua pubblica era gratis è stato l'errore fatale del populismo imperante. I costi degli impianti vanno caricati sull'utenza”. E poi non dite che non vi avevano avvisato...".

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Scrive Federico Paolucci, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia: "La vicenda dell'accorpamento ASL rappresenta solo una delle punte di un iceberg che si muove sott'acqua da tempo nell'indifferenza della politica e delle istituzioni. Forse pochi ricordano che già nel 2012, nella legge Monti della spendig review, si prevedeva addirittura l'accorpamento delle provincie di Avellino e Benevento. Ai cittadini va detta la verità; al di là delle ratifiche e delle smentite, su questo o quel problema, è evidente che esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica porteranno sempre più all'accorpamento di vari enti sul territorio sannita-irpino. Questa è una partita che già va avanti da oltre dieci anni: il primo gol lo segnò proprio Viespoli mantenendo a Benevento la sede della Dogana. Avellino poi ha pareggiato con la Banca d'Italia. Nel frattempo è ancora in corso di definizione la questione Camera di commercio. Il Sannio ha due strade: o percorrere la strada di uno sterile campanilismo, con il rischio di vederci sottratti gli enti uno alla volta (secondo il meccanismo della "foglia di carciofo") in ossequio al principio del numero inferiore degli abitanti, o scegliere la strada del dialogo istituzionale per individuare un percorso che preveda un riequilibrio delle funzioni che eventualmente dovranno essere accorpate, di modo che le scelte non siano sempre prese a scapito del Sannio. E' innanzitutto una questione di metodo. Fratelli d'Italia ritiene che se non c'è collaborazione tra i territori rischiamo una "guerra tra poveri" che porterà solo scelte calate dall'alto. Le istituzioni, i partiti e i candidati di Benevento ed Avellino escano allo scoperto e si esprimano innazitutto su questo".

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Scrive Sandra Lonardo: "Credo che la candidata del PD Giulia Abbate debba acquisire ancora un po’ di dimestichezza con la nuova legge elettorale, o con la coerenza politica. In alternativa, infatti, gli elettori potrebbero pensare che l’esponente renziana lancia moniti e suggerimenti che non valgono per lei. Mi spiego. La candidata ha segnalato nelle scorse ore, come con un voto espresso a sostegno di Forza Italia nel collegio uninominale del Senato, favorisca a cascata l’elezione di Claudio Lotito, numero due al plurinominale, colpevole però secondo la Abbate di essere poco vicino al territorio. “Laddove eletta non lascerò il posto ad altri”, ci tiene a chiarire la Abbate. Commovente l’attaccamento al posto, che comunque decideranno gli elettori se affidarle, ma la Abbate dimentica di ricordare che proprio i suoi voti sono finalizzati all’elezione di “altri”. In particolare, ogni preferenza espressa per la Abbate è un voto per l’elezione in Parlamento di Valeria Fedeli, capolista Pd nella lista plurinominale del Senato, tra i ministri meno brillanti di sempre, di certo non beneventana. Volendo comparare curricula dei due candidati, va detto che mentre le attività imprenditoriali del romano Lotito spaziano su tutta Italia con concentrazioni importanti proprio qui in Campania, la candidata-ministra del Pd, catapultata nel Sannio per essere eletta senza fatica, è della provincia di Bergamo e nulla la lega al Sannio. Anche se decisamente riduttivo, questo è il parametro scelto dalla Abbate per criticare i suoi avversari, lo stesso che non utilizza quando si tratta dei suoi capolista. Stigmatizza, sempre la Abbate, la presenza di Lotito nel collegio per condurre la propria campagna elettorale: “qualche visita in vista del voto”, minimizza la candidata Pd. Che ancora una volta dimentica di utilizzare lo stesso criterio e rispondere al quesito: dove è la Fedeli che nemmeno in campagna elettorale si è fatta viva? Della ministra, in verità, rimane indelebile il ricordo della fuga che lo scorso ottobre la vide protagonista qui a Benevento. La Abbate avrà forse dimenticato ma fu la stessa CGIL sannita, organizzatrice dell’evento, ad esprimere “la propria incredulità per l’abbandono del Convegno da parte della Ministra Fedeli, che considerano gravissimo e irrispettoso nei confronti di tutti gli intervenuti, oltre che degli organizzatori”. “Una figuraccia” ancora secondo la ricostruzione della CGIL, prodotta da assenza di argomenti come si evince dalla cronaca del sindacato: “Al termine del confronto con gli studenti che ha riguardato esclusivamente l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro, la ministra è rientrata in sala, dove era attesa dai relatori e dall’uditorio e, invece di recarsi al tavolo della presidenza, ha imboccato l’uscita laterale ed è andata via, senza motivarlo né salutando, lasciando tutti esterrefatti”. Insomma la Abbate lo ha dimenticato o era distratta, ma la Fedeli da questo territorio è già scappata, e ben prima della sua elezione. Gli elettori hanno la possibilità di chiederne conto, ed il prossimo 4 marzo possono concretamente offrire un’occasione alla Fedeli e ai suoi sostenitori di restare a casa propria, che sia a Bergamo o altrove.

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La società della Forza e Coraggio parteciperà all’incontro dal titolo “Giovani e lo Sport – L’importanza delle società sportive nella crescita dei Giovani” che si terrà martedì 13 febbraio alle 19:00 all’auditorium “Cilindro Nero” di San Giorgio del Sannio. Tema dell’incontro, come si evince facilmente dal titolo, l’importanza che le società sportive, specie in ambito territoriale, ricoprono nel tessuto sociale e il loro contributo alla crescita dei giovani. All’incontro parteciperanno i candidati Sandra Lonardo, Fernando Errico e Claudio Lotito con quest’ultimo che, vista la sua grande esperienza come dirigente sportivo in qualità non solo di presidente della Lazio ma anche di membro del direttivo Figc, non solo porterà il suo vissuto in prima persona ma spiegherà anche quali sono le nuove strategie che potrebbero essere applicate in modo da rendere più efficace e soprattutto meno problematica l’azione delle società sportive. La Forza e Coraggio, visto il momento di crisi in cui versa il movimento calcistico sia in ambito regionale che nazionale, spera nella partecipazione numerosa dei componenti di tutte le società del Sannio in modo da dare risalto all’evento ma anche di poter partecipare alla costruzione di un qualcosa di nuovo e positivo che possa rendere il lavoro degli addetti meno faticoso e più proficuo.