Anziano beneventano bastona autista di bus, ma il problema sono gli extracomunitari: la (brutta) aria che tira

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Se l’informazione in tempo reale ha parlato di motivi ancora da chiarire, pur raccontando l’episodio nei suoi risvolti purtroppo spiacevoli per il malcapitato autista, la cronaca dei quotidiani locali, il giorno dopo, ha provveduto a illuminare quel lato oscuro citato in avvio: “Autista del bus centrato al capo con un bastone per una sosta extra”, ha titolato Il Mattino del 14 febbraio. Aggiungendo che il lavoratore della Trotta Bus è stato colpito al capo con un bastone e costretto a ricorrere alle cure dei sanitari, all’esito di un diverbio “con un utente… Ora, per ricostruire l’accaduto nei dettagli sono al lavori i carabinieri, che lavorano all’identificazione dell’uomo che lo ha colpito, un anziano”. Evidentemente beneventano.

Ma la storia sembra quasi costituire un antefatto, per via delle valutazioni e degli attestati di solidarietà (sacrosanti) giunti in seguito, che però hanno – di fatto – evocato come… effetto collaterale un tema oggetto di forti discussioni, in particolare in giorni come questi, che conducono al marzo delle elezioni. E così leggiamo del sindaco Mastella che, sia pure solo di passaggio, condanna “chi compie azioni di questo genere, extracomunitario o meno che sia... In ogni caso, è bene sottolineare che un conto è l’accoglienza e altra cosa, invece, è mettere in atto atteggiamenti che mal si conciliano con la convivenza civile...”. Poi c’è il sindacato Fit Cisl: “Ultimamente, gli autisti e gli stessi operatori di controllo hanno grossa difficoltà ad espletare il proprio dovere a causa di una massiccia presenza sugli autobus di extracomunitari privi del titolo di viaggio” (Gazzetta di Benevento). Ed anche il direttore della ditta che gestisce il servizio, Volpe, che, sempre sul Mattino, tra i problemi coglie “il tentativo di alcuni viaggiatori di non pagare il biglietto, e tra questi in modo consistenti ci sono gli extracomunitari”.

Il punto di partenza è “un anziano”,beneventano, quello d’arrivo è rappresentato da altri indizi di colpevolezza, che si inseriscono a pieno titolo nel dibattito sulla 'sicurezza' cittadina al tempo delle migrazioni. Al punto che sembra, anziano bastonatore a parte, che gli unici 'portoghesi', quelli che infastidiscono o sono minacciosi - e che sono controllati sempre e comunque -, siano gli extracomunitari, non appena mettono piede su un mezzo pubblico.

N.B.: tutto ciò al netto dell'applicazione delle misure necessarie per arginare il fenomeno - il biglietto va fatto pagare, senza se e senza ma - e naturalmente della condanna di un atto di violenza, che non ha colore, meglio ribadire...