Il Comune dice di voler aiutare i commercianti del centro agevolando la sosta delle auto. Si aprano due parcheggi (ci sono già...)

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Indubbiamente le grandi strutture di vendita hanno dalla loro il vantaggio di una altrettanto grande opportunità (prevista per legge, con tanto di parametri): il parcheggio. Infatti è piuttosto difficile immaginare un centro commerciale in pieno centro. Questa sorta di percepita ingiustizia dalle attività cittadine deve essere stata alla base di una sintetica nota diffusa da palazzo Mosti. nei giorni scorsi. In cui si ricordava che “il sindaco Clemente Mastella, d’intesa con l’assessore alle Attività Produttive, Luigi Ambrosone, e con l’assessore alla Mobilità, Felicita Delcogliano, ha dato mandato al Settore Mobilità, alla Polizia Municipale e al redattore del nuovo piano di mobilità cittadina affinché si studi una soluzione che consenta di creare degli spazi di sosta temporanea nei pressi delle attività commerciali cittadine compatibilmente con le esigenze di sicurezza e di traffico e, comunque, limitatamente agli orari di apertura delle attività commerciali”.

Non ha avuto l'eco che si meritava, questa nota. Chissà, qualcuno avrà pensato che, a meno di un mese dalle urne, tale buon proposito di San Valentino intendeva innamorare all'idea di un'attenzione istituzionale una categoria importante, in termini elettorali. Ma... si può mai dissentire, soprattutto quando si parla di sopravvivenza, prima ancora che di vitalità, di un settore produttivo messo in ginocchio dalla grande distribuzione? No, non si può.
E così, mentre si apprende con piacere che è allo studio un piano mobilità nuovo, al tempo stesso s'apprezza “l'ottica di riequilibrio” adottata dal Comune, quantomeno per provare ad assottigliare la differenza con chi trae “inevitabilmente dei vantaggi” dall'offrire ampi spazi per la sosta perché in tutta agiatezza sia poi possibile aggirarsi per il tempio dei consumi.

Non è cosa semplice, però. La maggior parte dei negozi cittadini, per esempio, è spalmata lungo arterie stradali puntellate di strisce blu, o stalli riservati a residenti: di qui le eventuali criticità evidenziate dalla nota sopra ricordata, cioè, rendere compatibile la sosta – per quanto temporanea - con “le esigenze di sicurezza e traffico”.
Si aggiunga a ciò che il 'salotto buono' beneventano, il centro storico, è del tutto pedonalizzato e nel suo comprensorio 'allargato' (vista la distanza non proibitiva) si possono magari far rientrare la zona dei viali in alto (quartiere Mellusi), quella di corso Vittorio Emanuele e, perché no, la parte alta di viale Principe di Napoli – insomma un nucleo abbastanza corposo di insediamenti commerciali con problemi di parcheggio risaputi.

Ora: non pare qui il caso di avanzare suggerimenti soprattutto perché al lavoro si porranno certo comprovati esperti, ma la classica modesta proposta non farà del male a nessuno. E d'altra parte, si legge su Gazzetta di Benevento, “il Centro Elaborazione Dati (Ced) del Comune di Benevento realizzerà, a breve, un ingresso, un link, sul portale del Municipio dove sarà possibile, per cittadini ed Associazioni, lasciare dei suggerimenti al tecnico … per modo che su ogni strada ci possano essere delle considerazioni che saranno utili ed esaminate nella predisposizione del Pianio Traffico e di Sosta che sarà così partecipato”.

Ecco, allora, che una soluzione potrebbe essere quella di aprire due grandi strutture, anche multipiano e servite da un reticolo di scale mobili, che fungano da megaparcheggi dai quali (a piedi o pure attraverso qualche bus-navetta) poi raggiungere quelle aree, come le ricordate, su cui insistono svariate attività commerciali. Due strutture, quindi, da collocare nei pressi di via Rummo - via Porta Rufina per quell'area vasta mercatale che affonda le radici nei luoghi, nel tempo e nella memoria cittadina, e, per il centro, di via del Pomerio.

La capienza non sarebbe dissimile dal parcheggio di un centro commerciale e d'altra parte poi ci si muoverebbe a piedi come si fa anche nei centri commerciali, stavolta però per una sorta di “centro commerciale naturale”, dove l'anonimato della struttura edilizia è sostituito da un fondale di pregio urbanistico.

Attenzione, infine: nessun particolare merito va riconosciuto alla estemporanea trovata da questo sen fuggita perché non si tratta di vederci lungo, ma di pianificare esaltando la cultura della buona amministrazione attraverso la funzione da levatrice della politica. Speriamo in bene.