20 Febbraio, elezioni politiche: note odierne delle liste e dei candidati sanniti

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Sulla questione specifica del presunto "Sant’Alfonso smantellato", come dichiarato dai candidati del centro-destra, entrambi già rappresentanti in seno al Consiglio Regionale della Campania, replica Carmine Valentino, sindaco di Sant’Agata de’ Goti, Segretario Provinciale del Partito Democratico e candidato alla Camera dei Deputati nel Collegio Uninominale di Benevento. “Nelle ultime settimane - le parole di Valentino - è diventato di stretta attualità l’argomento ‘ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori’ che per molti anni chi oggi ne parla non ha mai affrontato, né ha creato le condizioni o si è reso disponibile per affrontarlo con chi, come me, da oltre un decennio conduce questa battaglia. Ed infatti, le mie richieste di confronto, avanzate anche nei luoghi istituzionali ai quali mi sono rivolto, sono state spesso trascurate. Emblematica è stata la nostra opposizione ferma e decisa, anche in sede giudiziaria, nei confronti del decreto 33/2016 (e del decreto 30/2016) del commissario ad acta Polimeni che depotenziava fortemente il Sant’Alfonso, destinandolo alla chiusura nel giro di qualche anno. E’ per questo che non posso restare in silenzio su di un argomento, quello della sanità, che per la sua fondamentale importanza merita rispetto e serietà di confronto e non di diventare oggetto di una strumentalizzata disinformazione da propaganda elettorale da parte di chi, negli ultimi anni, non lo ha mai messo al centro della sua agenda politico-amministrativa. Ebbene bisogna constatare che dal 7 novembre 2017, all’indomani del decreto 54/2017, che tra l’altro riconfermava la istituzione anche del Polo Oncologico presso il Sant’Alfonso, numerose volte è stata prima convocata, poi aggiornata e quindi rinviata l’assemblea dei sindaci, ad oggi non ancora svoltasi. Sono ancora in attesa che questo incontro avvenga per mettere a confronto i sindaci ed anche per dare l’opportunità a qualche amministratore, diventato improvvisamente paladino delle ragioni del Sant’Alfonso, di dirci qual era e quale è stato il suo ruolo negli ultimi anni, e quali le azioni le proposte della sua parte politica, visto che da qualche decennio è a guida di un Comune dell’area ricompresa nel naturale bacino di utenza del presidio ospedaliero stesso. Lo sciacallaggio che si sta mettendo in campo, però, non mi meraviglia più di tanto. Persegue evidentemente interessi diversi da quelli che dovrebbero guidare l’azione amministrativa di chi ha responsabilità di governo. Dico questo perché provo grande amarezza nel constatare che oggi parlano proprio coloro i quali per molti decenni sono stati protagonisti assoluti delle sorte della sanità sannita. Ed oggi gli elettori pagano sulla loro pelle le conseguenze di quella gestione politica. A qualche anno di distanza da quella amministrazione regionale che li ha visti protagonisti, e dopo un periodo di buio e silenzio, eccoli che si ricordano della salute dei cittadini. E mi chiedo: ma dov’erano costoro all’indomani del piano ospedaliero messo in campo dalla giunta Caldoro nel 2010? Dove erano all’indomani del decreto 70 del 2015 che dettava i criteri per una nuova pianificazione regionale, anche con riferimento alle macro-aree? Dove erano all’indomani dei decreti 33/2016 e 30/2016 ai quali il sottoscritto si è opposto? In una tabella riassuntiva abbiamo elencato i dati del DCA 8/2018, tratti dal Burc del 12 febbraio scorso, e li abbiamo messi a confronto con quelli del DCA 33/2016 e del Piano della Giunta Caldoro del 2010. L’intento era quello di dimostrare quella che è l’essenza di una grande sfida che definita in tempi rapidi crea una prospettiva notevole al Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e realizza una nuova visione dell’ospedale unico della Provincia di Benevento, l'azienda ospedaliera Rummo. Spicca un dato su tutti: quello del + 100% dei posti letto totali. Con una Terapia intensiva con posti letti triplicati e l’Oncologia che mette finalmente piede in quell’ospedale in modo serio. Certo, si tratta di una visione nuova, di una sanità moderna che mette a sistema due strutture per fare di due una sola grande forza nell’interesse della comunità e del territorio. Rispetto alla verità dei numeri, fredda quanto si vuole ma reale, e che dà prospettive al Sant’Alfonso verso il traguardo più ambizioso del Polo Oncologico, qualcuno, in fase distruttiva, si esercita in esercizi di economia, discettando sulle cifre delle risorse finanziarie occorrenti. Chi vi parla, invece, ha lavorato e sta lavorando all’obiettivo in coordinamento con le massime istituzioni del territorio che rientra nel bacino di utenza dell’ospedale (che va ben oltre i confini provinciali, raggiunge il milione di abitanti e abbraccia quall’area tristemente nota come ‘Terra dei fuochi’) con le quali sono stati attivati Protocolli istituzionali per arrivare all’attuazione degli Accordo di Programma Quadro (APQ) previsti dalla LR 6/2016 (articolo 22 comma 3) e, quindi, all’attivazione del Polo Oncologico al Sant’Alfonso. Finora ho avuto modo di esprimere questi concetti solo in occasione dell’incontro promosso dall’Ordine dei Medici dove, più che di un futuro immaginifico, si è parlato degli obiettivi perseguiti e raggiunti in questi anni. Questo confronto lo avrei voluto anche con chi ancora una volta si ostina a parlare di questi argomenti nei vari luoghi, raccontando un’altra storia. A questi da tempo, se non da anni, ho chiesto di confrontarmi in modo pubblico e l’ho fatto anche con chi all’indomani del decreto 54/2017, aveva anche a mezzo stampa chiesto la convocazione dell’assemblea dei sindaci, e parlo del sindaco Errico, e con chi quell’assemblea l’ha prima convocata e poi rinviata togliendo l’opportunità ai cittadini di essere partecipi di un confronto così importante. Quel confronto con i cittadini che io ho sempre ricercato, come quell’impegno che ho sempre portato avanti e che rinnovo quotidianamente nel mio essere non solo amministratore ma anche politico attento alle ragioni della nostra gente. All’inizio di questa campagna elettorale avevo deciso di tenere fuori questo argomento dal terreno di battaglia della propaganda ma se la competizione – questa è per me la campagna elettorale – deve coinvolgere anche questi argomenti allora mi sia riconosciuto il sacrosanto diritto del riconoscimento di quell’impegno messo in campo insieme a tante persone, associazioni, istituzioni ed esponenti politici che non solo hanno sposato una causa, ma hanno sentito il dovere di intraprendere un percorso comune che ad oggi ha già dato frutti importanti. L’unico dato che conta è che il Sant’Alfonso è un ospedale salvo con un futuro ambizioso ed importante, già nei fatti pienamente operativo. Una storia questa, che è di dominio pubblico. L’abbiamo raccontata e documentata nei mesi. Ma sono pronto a raccontarla di nuovo, magari in un confronto pubblico. Quel confronto che chiedo a tutte le forze impegnate in questa campagna elettorale ormai da settimane. Oggi, che l’argomento sanità ha richiamato a valle anche assenti competitori, rivolgo a tutti i candidati questo mio appello. Disponibile al confronto fino all’ultimo giorno".

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"L'Università del Sannio può davvero fare la differenza nei processi dell'innovazione tecnologica d'impresa". Giulia Abbate, candidata al Senato nel collegio uninominale Benevento-Santa Maria Capua Vetere, dopo aver partecipato alla presentazione del laboratorio di malware analisys, affronta ancora una volta il discorso dell'innovazione tecnologica come chiave per creare sviluppo e occupazione sul territorio. "L'Ateneo sannita - spiega Giulia Abbate - con il Dipartimento di Ingegneria è Dipartimento di eccellenza Miur con gruppi di ricerca in grado di offrire ai processi produttivi delle imprese soluzioni sempre più avanzate per ridurre i costi e semplificare la produzione. Un'opportunità importante sia per le aziende che già hanno investito in innovazione sia per quelle che sono in ritardo su questi temi e devono essere stimolate con politiche non solo nazionali ma anche territoriali che mettano a disposizione competenze e capacità di sperimentare. Si pensi alle implicazioni positive che potrebbe avere l'innovazione nell'industria agroalimentare in un territorio che è a forte vocazione agricola: non solo la fabbrica intelligente, ma anche la fattoria intelligente. La tecnologia che consente di affiancare sia la produzione agricola che le attività connesse alla trasformazione dei prodotti con un notevole aggravio di spese e la semplificazione del lavoro. Chiaramente, le politiche di innovazione vanno affiancate con investimenti ex ante per riqualificare il lavoro: quello che deve essere riconvertito e la formazione per le nuove figure professionali". "L'Unisannio - continua la candidata al Senato - è prima in Campania tra gli Atenei per il gruppo di ricerca di Ingegneria Energetica e nel comparto dell'Ingegneria Edile innovativa. Benevento potrebbe diventare uno dei punti di riferimento e sperimentazione principali nell'utilizzo di tecnologie avanzate e d'avanguardia. E la politica ha il dovere morale di sostenere il mondo accademico e, di conseguenza, quello produttivo locale se vuole che l'economia del Mezzogiorno abbia un ruolo determinante per il Paese".

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Scrive Ida Santanelli, candidata alla Camera, collegio proporzionale Benevento-Ariano Irpino-Avellino:"La scorsa legislatura si è caratterizzata come quella che ha visto il più alto numero di cambi di casacca, con la continua transumanza di deputati e senatori da un partito all'altro, compresi i presunti onesti del movimento 5 stelle. Il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia- fonte Openpolis, il Sole 24 ore- si é caratterizzato non solo per la compattezza e coerenza ma anche per il suo indice di produttività legislativa, risultando il primo partito per numero di disegni di legge e di emendamenti proposti. In particolare, l'on.Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia è risultato il deputato più produttivo in Campania. A dimostrazione che nelle Istituzioni la presenza fisica se non è sostanziata da professionalità, dedizione ed esperienza non é solo inutile ma rischia di diventare dannosa. Per certificare ulteriormente la nostra affidabilità, domenica scorsa Giorgia Meloni ha promosso, con tutti i candidati di Fratelli d'Italia, una manifestazione contro ogni governo di "inciucio". Anche io ho sottoscritto il patto con il quale mi sono impegnata a rifiutare un'eventuale ipotesi di accordo che non rispetti il programma condiviso con gli alleati del centro destra e con il quale ci siamo presentati agli elettori. Se il centro destra non dovesse avere la maggioranza per andare al governo, i parlamentari di Fratelli d'Italia non saranno disposti ad avallare alleanze trasversali e inconciliabili dal punto di vista valoriale e progettuale, restando convintamente all'opposizione. Senza "se" e senza "ma". Perché noi crediamo in un impegno politico leale, onesto e libero. Noi non tradiamo gli elettori!".

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ota di Sandra Lonardo, candidata al Senato con Forza Italia alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo: “La scuola, sempre più di frequente alla ribalta per notizie di cronaca, ha invece bisogno innanzitutto delle attenzioni sollecitate dai lavoratori del comparto. Un’emergenza sulla quale si concentrerà il mio impegno nella prossima legislatura sarà la condizione degli insegnanti delle scuole primarie, immessi in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento (Gae) ed ora a forte rischio dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, il quale ha stabilito che non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002. Una condizione di incertezza delle regole che sebbene in presenza di un titolo considerato abilitante, non consente più l’immediato accesso al ruolo per tanti docenti. Un problema serio che non deve sfuggire al dibattito della campagna elettorale, visto che il prossimo Governo dovrà affrontarlo.
Identico impegno sarà richiesto dalle nuove assunzioni previste dalla 107 con il FIT. Il percorso pensato per i giovani che coraggiosamente scelgono di dedicarsi all’insegnamento, diventa sempre più ostico ed incerto. Tre anni di attività formativa che possono essere vanificati da un ultimo giudizio negativo e che rischiano di ricominciare identici.
Disciplina adeguata, poi, meritano i requisiti di accesso proprio al percorso formativo: oltre alla laurea sono richiesti 24 crediti universitari che irrimediabilmente comporteranno spese e tempo. Una previsione che rischia di alimentare gli istituti che, a fronte di un pagamento, finiranno per concederli facilmente.
Una galassia, quella della scuola, che richiede attenzioni a partire dalla posizione dei propri vertici: i dirigenti scolastici, motore dell’innovazione, sono attualmente soggetti a tre distinti regimi di retribuzione. Tuttavia a ciascuno di loro è richiesto il medesimo carico di lavoro e di responsabilità.
Le certezze che riusciremo ad assicurare ai lavoratori della scuola avranno effetti sul futuro delle generazioni formate nei prossimi anni. Priorità a cui solo un governo forte ed autorevole, come quello che realizzerà il centrodestra, potrà rispondere in modo chiaro ed organico”.
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“Occorre realizzare una assistenza domiciliare efficace e capillare e un nuovo modello di organizzazione dei beni comuni. Pensiamo all’infermiere di condominio, a servizi alla persona messi in comune, spazi concepiti diversamente per la semi-autosufficienza. Una nuova economia del terzo settore”. Così Assunta Mele, candidata alla Camera dei Deputati con Civica Popolare che interviene sulla tematica dell'assistenza: “Gli anziani rappresentano una delle principali sfide che le società moderne ed economicamente avanzate si trovano ad affrontare. Bisogna curarli, assisterli e mantenerli attivi: oggi in Italia si contano 14 milioni di over 65 di cui 4 milioni di non autosufficienti e nei prossimi anni questi numeri sono destinati a moltiplicarsi; si stima che entro il 2050 si invertirà il rapporto tra attivi ed inattivi. Per questo bisogna immaginare un modo diverso di rappresentare l’assistenza alle persone, l’assistenza domiciliare integrata con l’assistenza sanitaria e anche come mantenere la socialità di una popolazione over 75”.Secondo l'assessore alla Sanità del Comune di Limatola bisognerà puntare inoltre sulla Share Economy dell’HeathCare: “è ormai necessario proporre un nuovo modello di welfare, un welfare di comunità. In tale ambito l'idea di Civica Popolare è quella di creare un fondo vincolato per il sociale in modo che le Regioni non possano spenderli in altro modo. Accanto a tale misura proponiamo un piano nazionale esiti, per un’analisi qualitativa dei servizi erogati e dei costi standard per il lavoro nel comparto. I Servizi Sociali dovranno entrare poi nella competenza del Ministero della Salute, non possono infatti più rimanere sotto la competenza del Ministero del Lavoro”.L'esponente di Civica Popolare in corsa per la Camera dei Deputati nel collegio Sannio – Irpinia infine propone “di valorizzazione l’attività privata di assistenza agli anziani, considerando ogni mese di assistenza anche a fini dei contributi previdenziali”.
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Appuntamenti del 20 febbraio del M5S - A San Giorgio del Sannio gli attivisti e i candidati illustreranno i 20 punti per la qualità della vita degli italiani nel mercato cittadino. Alle 18,00 a Solopaca ci sarà un incontro con i cittadini. Sarà presente Carlo Sibilia. Alle 19,30 una parte dei candidati incontreranno i cittadini di Torrecuso discu-tendo dell’emergenza idrica. Sempre alle 19,30 un’altra delegazione del M5S si recherà a Forchia. Alle 19,30, nella sede del Meetup “Grilli Sanniti”, si svolgerà il consueto incontro settimanale degli attivisti beneventani con la cittadinanza.