Contraddiciamo le affermazioni rosa sul cancro al seno e di noi non si parla

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Qualche giorno fa, col rilievo che evidentemente meritava una circostanza del genere, l'Asl di Benevento ha presentato il Registro tumori, che “accoglie, archivia e analizza i dati relativi ai casi di neoplasia in una determinata popolazione”, ha avuto modo di spiegare la responsabile, Annarita Citarella. “Dal confronto con i dati degli altri registri è risultato che nel territorio della Asl di Benevento i nuovi casi di tumore hanno un’incidenza molto inferiore a quella del pool dei Registri d’Italia e simile rispetto a quella del pool registri Campania”, ha avuto modo di illustrare la nota diffusa dall'Asl alla stampa.

Ed è “uno strumento estremamente importante perché rappresenta uno studio epidemiologico che ci consente di attuare un percorso di prevenzione mirato nel tempo. Non è un’iniziativa a se stante, non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per una sanità di qualità, un’azione inquadrata nell’ambito di un percorso di cura avviato in collaborazione con tutte le strutture sanitarie del territorio”, ha avuto modo di ricordare il manager della struttura sanitaria sannita, Franklin Picker. Sanità di qualità per una qualità della vita.
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“Mi chiamo Rosanna Esposito e sono un medico. Fisiatra. Ma purtroppo sono anche un paziente. Ho un cancro al seno metastatico. Mi sono ammalata a giugno 2016 : esordio metastatico con particolare commissione fegato e ossa. Ho fatto radioterapia di sostegno per lo scheletro dorsolombare e teste femorali per grave rischio di frattura. Chemioterapia diversi tipi.

Attualmente sono in uno studio clinico con un nuovo farmaco a bersaglio recettoriale. Sono in un gruppo di donne metastatiche al seno creato per la condivisione, il conforto reciproco ed il confronto. È nata la consapevolezza del fatto che di noi non si parla. Siamo quelle scomode. Siamo quelle che contraddicono le statistiche ufficiali e le affermazioni rosa che di cancro al seno non si muore più. Si muore e si muore tutti i giorni. Ne abbiamo salutate tante.

E si vive con farmaci aggressivi finché l'organismo tollera e il mostro viene tenuto sotto controllo. E si vive pagando un prezzo alto che è una vita a metà perché combatti per avere forza di fare le cose quotidiane, perché molte perdono il lavoro, spesso le famiglie sono distrutte dal carico di dolore. Ma noi non esistiamo. Di noi nessuno parla”.
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Giusto per cambiare registro
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