Tre beneventani aggrediscono un extracomunitario e lo colpiscono alla testa con una pietra: identificati. Le reazioni di politica e società

- Cronaca IlVaglio.it
Ponte sul Sabato
Ponte sul Sabato

Ieri sera nel Rione Libertà di Benevento un ragazzo extracomunitario, 22enne del Gambia, lungo il ponte sul fiume Sabato, è stato aggredito e colpito alla testa con una mattonella della pavimentazione da tre giovani beneventani, tutti identificati, due dei quali noti alle forze dell'ordine sono stati denunciati per lesioni gravi. Fortuna ha voluto, per la vittima inseguita dai tre, che operatori della locale Protezione civile, in azione per l'emergenza neve, abbiano assistito alla scena: sono intervenuti e hanno chiamato la polizia. L'aggredito è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale Fatebenefratelli.

Non è stato ufficializzato il motivo dell'aggressione. Intanto stamattina i componenti del centro sociale L@P ASilo 31, che opera in Via Firenze nel medesimo quartiere, hannp organizzato sul luogo dell'aggressione un presidio antirazzista.
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L'ufficio stampa della Provincia di Benevento in merito ha diramato la seguente nota: "Il Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci ha espresso la più ferma condanna per l’episodio criminale che ha visto per involontario protagonista un immigrato nel pomeriggio del 26 febbraio nella città capoluogo". "Si tratta di un episodio inquietante” – ha dichiarato Ricci -. Segnala un imbarbarimento della vita pubblica in città che è estranea alla storia e alla cultura di Benevento. Ricordo quanto fecero, a titolo volontaristico, tanti immigrati a favore dei cittadini beneventani pesantemente colpiti dall’alluvione dell’ottobre del 2015 e ricordo quanto fanno tutti i giorni tanti beneventani e tanti nostri concittadini a favore di esseri umani assai più sfortunati di noi con un altruismo altrettanto sublime. Mi auguro che, al più presto, le Autorità competenti, individuando i responsabili dell’aggressione, facciano piena luce su quella appare in tutta evidenza come un’esplosione di rabbia razzista”.

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Anche i candidati sanniti di “Liberi e Uguali” condannano nettamente quanto avvenuto ieri in città: “L'aggressione di ieri, nella nostra città, ai danni di un giovane immigrato, è un fatto gravissimo, un chiaro sintomo dell'atmosfera di odio che si respira nel paese, il frutto avvelenato, prodotto dalle peggiori pulsioni razzistiche e fascistiche, che forze politiche senza scrupoli utilizzano, per bassi fini elettoralistici, sfruttando il disagio e il malessere diffusi.
Si condanni senza se e senza ma l'aggressione, si esca dal silenzio che, alla lunga, diventa complice e si scelga, finalmente, di applicare le leggi”.

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"Un giovane immigrato, mentre faceva ritorno a casa, è stato aggredito lunedì sera, nei pressi del ponte sul fiume Sabato, da due persone che, senza un motivo apparente, lo hanno violentemente percosso. Notizie di stampa riferiscono che uno degli aggressori è molto probabilmente un militante di Forza Nuova. La Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo esprime il proprio sdegno per quanto accaduto e ribadisce la più convinta condanna di ogni forma di violenza, ancor più quando perpetrata in danno di persone sole ed indifese. La comunità beneventana non ha sin qui conosciuto episodi di grave intolleranza nei confronti degli immigrati accolti nella nostra città: questo segno distintivo di civiltà va preservato, isolando le manifestazioni di odio razziale quale che sia la ideologia che le ispira. Il tema della gestione dei flussi migratori è di grande complessità, per le inquietudini che suscita nella popolazione e per la conseguente necessità di elaborare nuove modalità di integrazione e convivenza: tuttavia sono totalmente inaccettabili comportamenti dominati dai più bassi e feroci istinti di negazione della dignità umana. Isolare facinorosi e violenti è per tutti un dovere morale".

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Scrive la Cgil di Benevento: "La vile aggressione di ieri al Rione Libertà di Benevento del cittadino straniero ad opera di tre giovani (come al momento è stato ricostruito) con inseguimento, lancio di pietre e ferita alla testa (in pieno stile “squadracce” del “ventennio nero”) non deve passare sotto silenzio né essere considerato un episodio ordinario.
I cittadini, la nostra democrazia non possono abituarsi a questa “ordinarietà”.

Quando si semina odio (e lo fanno pezzi di politica nazionale e locale);

quando organizzazioni che si richiamano a “valori” fascisti possono presentarsi alle elezioni democratiche e, conseguentemente, occupare le piazze per trasmettere il loro truculento messaggio;

quando, in una società dove aumentano le disuguaglianze a causa della sua organizzazione, si addebitano le responsabilità ai più deboli, agli immigrati che, quindi, vanno ricacciati via;

quando la diversità delle culture non è considerata, da parte di chi si candida a governare il Paese, una ricchezza, ma il male da battere;

quando si minimizza, e non solo da destra, sul pericolo dei rigurgiti fascisti, rifiutando l’approvazione di provvedimenti legislativi ormai urgenti per fronteggiare tali fenomeni;

quando, e ancora non solo da destra, si sono alzate barricate contro l’approvazione della elementare legge (cosiddetta “ius soli”) che avrebbe consentito l’attribuzione della cittadinanza italiana ai tanti che sono nati in italia, qui crescono, giocano, studiano insieme a tutti i loro coetanei “italiani”;

quando si sfruttano le preoccupazioni e le paure per le difficili condizioni economiche in cui versa buona parte d’Italia e per le incertezze sul futuro costruendo un nuovo capro espiatorio, l’”agnello sacrificale”: i migranti;

allora è necessario che le organizzazioni democratiche e i cittadini si interroghino e avvertano i rischi di una deriva democratica.

Tutto ciò potrà tradursi in voti, ma le macerie rischiano di seppellirci tutti.

La CGIL è convinta che il popolo italiano sia in maggioranza di sentimenti democratici, antifascisti, antirazzisti e deve essere messo in condizione di poter esprimere tali sentimenti.

In tal senso sono state occasione (una bella ventata di aria pulita) le tante manifestazioni seguite ai fatti di Macerata (vergognoso il fatto – sparatoria di un militante della destra contro cittadini di colore – e le giustificazioni di tanti politici interessati esclusivamente a “cavalcare la tigre”), culminate nella grande Manifestazione nazionale di sabato 24 febbraio a Roma, “Mai più fascismi, mai più razzismi”, convocata dalle 23 organizzazioni promotrici della raccolta delle firme per la campagna “Mai più fascismi”, tra le quali l’ANPI e la CGIL.

La campagna di odio (con chiare venature di fascismo) va fermata con l’intervento deciso dello Stato, con l’applicazione puntuale delle sue leggi (se necessario anche nuove), ma decisiva è la partecipazione dei cittadini.

Nel 70° anniversario della Costituzione della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza al regime nazi-fascista, non si possono tollerare mistificazioni, negazionismo, riduzionismo.

Va ricordato con forza che il fascismo,

con le violenti azioni per la presa del potere, con l’uccisione, incarcerazione, costrizione all’esilio di politici, intellettuali, cittadini oppositori del regime o che semplicemente la pensavano diversamente, con l’assalto alle sedi sindacali e dei partiti, con la cancellazione di tutti gli strumenti e i luoghi di democrazia, con il mantenimento del potere usando metodi violenti e con la fascistizzazione dello Stato e della società, con l’instaurazione di una violenta dittatura e l’eliminazione di tutte le libertà, con l’emanazione delle vergognose leggi razziali del ’38, con l’alleanza con il nazismo che lo rese complice e responsabile dei massacri della II guerra mondiale, dell’occupazione tedesca dei territori italiani, delle tante stragi perpetrate nelle nostre città, delle torture, delle retate ed invio in campi di concentramento di migliaia di ebrei,

è stato il periodo più buio e criminale della nostra storia.

Quando il fascismo e il razzismo si trasferiscono dai banchi di scuola alle piazze, cioè dallo studio del passato alla cronaca quotidiana, è indispensabile che si scenda in campo e vengano manifestati i sentimenti antifascisti e di solidarietà".

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“Senza ipocrisia, credo che ogni atto di violenza vada condannato in maniera ferma, senza sé se senza ma. La politica ed il mondo delle associazioni devono essere unite, con un unico obiettivo comune, in una unica azione volta a fronteggiare fenomeni di degrado e devianza sociale. Nessuno si tiri indietro. Servono chiarezza, responsabilità e fermezza”.
Con queste parole Carmine Valentino ha stigmatizzato i fatti di Benevento dove, ieri sera, un ragazzo è stato brutalmente picchiato da tre persone.