Mastella e De Caro, surclassati a Benevento dal M5S, e con la severa lezione ricevuta tutta da elaborare

- Opinioni di Carlo Panella
Clemente Mastella e Umberto Del Basso De Caro
Clemente Mastella e Umberto Del Basso De Caro

La valutazione generale del voto del 4 marzo potrò farla quando tutti i dati saranno ufficialmente disponibili. Uno però c'è già ed è quello relativo alla città di Benevento. Nell'analizzarlo parto da due frasi che spiegano finanche meglio delle cifre la sonora sconfitta rimediata sia da Umberto Del Basso De Caro, storico capo del PD sannita, che da Clemente Mastella, neoleader di Forza Italia nel Sannio. Entrambi stesi al suolo dalla tumultuosa e impressionante avanzata del M5S. Come riportato da Gazzetta di Benevento e non smentito, nella manifestazione di chiusura della campagna elettorale del PD a Benevento, De Caro ha detto: "Non essendo un depresso e non avendo tempo da perdere, non mi sono mai incamminato sui social". Sulla sua pagina Facebook 'Clemente Mastella Sindaco' stamattina il ceppalonese ha scritto: "Sandra è stata eletta senatrice a Benevento e anche a Napoli. Grazie a chi l'ha votata".

I due politici, ininterrottamente in prima fila da oltre un quarantennio, hanno dimostrato immediatamente di non aver recepito e capito la volontà maggioritaria dei cittadini sanniti espressa nelle urne; la loro distanza dal sentimento popolare è inversamente proporzionale alla loro vicinanza, al loro attaccamento al potere.

De Caro è arrivato a definire depressi e perditempo le centinaia di migliaia di persone che anche nel Sannio operano, e comunicano, e si esprimono sui social network. Può sorprendere, apparentemente, ma al di là della boria sicuramente dimostra che lui non sta dove sta la gente comune. E tacciamo sull'atteggiamento che ha assunto nei confronti di una seria patologia come la depressione.

Mastella, con quella frase in cui da sindaco parla di sua moglie eletta in una fazione, palesemente dimostrando di non essere, in tal modo, sindaco di tutti i beneventani, tenta di nascondere o camuffare la realtà dei fatti. Alessandrina Mastella non è stata eletta direttamente dai cittadini di Benevento, ha perso nel collegio comprendente il capoluogo e, sempre con notevole distacco, ha perso pure nelle 72 sezioni beneventane, sconfitta da Angela Ianaro, al suo esordio in politica, nel M5S. Come Umberto Del Basso De Caro, anche Alessandrina Mastella andrà in parlamento, ma solo perché capolista bloccata nel listino proporzionale. Questo dicono i fatti: incontrovertibilmente.
***
Il M5S nella città di Benevento al Senato è volato dai 7.893 voti del 2013 ai 15.255 di ieri, dal 25,09% al 48,71%; alla Camera dai 9.472 voti del 2013 ai 16.799 di ieri, dal 26,90% al 48,49%. I pentastellati praticamente si sono raddoppiati; è indubbio che anche qui abbiano beneficiato del successo ottenuto in tutta Italia e in particolare nel sud, ma le cifre della città sono tra quelle più alte.

Non solo per la città ovviamente, ma anche grazie a essa, due beneventane sono diventate parlamentari: Danila De Lucia si è imposta nel collegio uninominale al Senato superando la moglie del sindaco Mastella e l'ex consigliera regionale del PD Giulia Abbate; Angela Ianaro ha sconfitto l'ex consigliere regionale e sindaco di San Nicola Manfredi Fernando Errico di Forza Italia e Carmine Valentino, segretario provinciale del PD e sindaco di Sant'Agata dei Goti.
***
Il centrodestra, come coalizione, ha perso poco in termini di voti e percentuali passando alla Camera dai 9.800 consensi di cinque anni fa ai 9.395 di ieri (dal 27,83% al 27,12% attuale). In realtà, andando a vedere i voti dei singoli partiti, scopriamo che ciò è dipeso dall'improvvisa comparsa di 1.864 voti per la Lega (5,64%), a fronte dei soli 40 di cinque anni fa (0,11%); Forza Italia è infatti scesa nettamente dagli 8.109 voti (dell'allora PdL pari al 23,03%) del 2013 ai 5.773 del 2018 (17,49%); di poco invece è cresciuto Fratelli d'Italia passati in cinque anni da 956 voti (2,71%) a 1.192 (3,61%).

Né può essere taciuto ciò che, nel frattempo, è accaduto nel centrodestra a Benevento. Mentre nel 2013 era all'opposizione, dal 2016 governa Palazzo Mosti. Per la precisione mastelliani e forzisti, allora ancora in due partiti benché alleati, nel 2016 ottennero 10.000 voti pari al 26%, stavolta ripetiamo il totale è stato di 5.773 voti pari al 17,49% (il numero dei votanti alle Comunali fu superiore di quasi 5 punti percentuali). Se non si vuol considerare questo di ieri come un primo giudizio sull'operato della giunta Mastella, a 21 mesi da quel voto, sicuramente il Mastella candidato ha dimostrato di essere molto più attraente del Mastella sindaco...
***
E veniamo al centrosinistra. I dati sono drammatici. Alla Camera la coalizione è passata dai 10.657 voti del 2013 pari al 30,26% ai 5.678 voti di ieri pari al 16,39%, un disastro. Come la coalizione anche il PD si è quasi dimezzato passando dagli 8.240 voti (23,40%) del 2013 ai 4.262 suffragi di ieri (12,91%).

Siamo di fronte a una crisi solo in parte emersa alle Comunali del 2016, pure perse dopo dieci anni di governo di Palazzo Mosti, nelle quali le due liste del PD comunque ottennero 9.554 voti (24,85%). Ieri sono arrivati a meno della metà. Se questo partito non cambierà, se non si supererà la monolitica guida De Caro, cominciando a essere un soggetto plurale, aperto, permeabile, realmente di sinistra, al passo coi tempi, appare chiaro fin da ora quale sarà il prosieguo di questa tendenza autodistruttiva (o, coi termini usati da De Caro, 'depressiva'...).
***
Non ha avuto successo l'esperienza di Liberi e Uguali: alla Camera 1.142 voti (3,29%); al Senato 724 voti (2,31%). Nel 2013 la sola SEL, una delle componenti di LeU (assieme ai fuoriusciti del PD), ottenne 1.391 voti (3,95%) alla Camera e 996 suffragi (3,17%) al Senato.

Tra le altre liste da segnalare l'esordio di Potere al Popolo 536 voti (1,54%) alla Camera e 423 voti (1,35%) al Senato. Le due formazioni di estrema destra, Casapound e Forza Nuova, sono passate alla Camera dai 169 voti (0,48%) del 2013 ai 405 voti (1,16%) di ieri.

La percentuale dei votanti a Benevento è stata quasi identica a quella di cinque anni fa. Ieri è andato alle urne il 73,63%, nel 2013 il 73,74%.