Dopo il voto Mastella cavalca l'onda : "Non è possibile che uno di colore stia davanti ai bar"

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Tranne il rapporto di parentela, e una carica politica fino all'altro ieri estranea a bandiere di partito, Clemente Mastella e le elezioni politiche 2018 appena consegnate agli archivi hanno poco in comune... Eppure, il sindaco di Benevento e consorte della novella senatrice Alessandrina Lonardo, era al tavolo dei conferenzieri forzisti nella seduta di commento del voto del 4 marzo. A quale titolo sedesse lì, non è dato sapere. Forse nella sua qualità di primattore della scena politica o “da referente provinciale di Forza Italia, visto che il partito si è completamente consegnato nelle sue mani”, ha scritto Ottopagine, pur se “non decido io gli equilibri del partito dove bisogna tenere conto di tutti”, ha scritto in controtendenza Gazzetta di Benevento. Sia come sia si è lasciato andare a un'analisi degli scenari delineatisi domenica scorsa e/o possibili nel futuro. Fin qui solo chiacchiera politica, niente di rilevante.

Mastella però ha anche provato a indossare i panni del leghista, se non più estremi. L'ognora dichiarato cattolico sindaco di Benevento, purtroppo, pare proprio che il vangelo secondo Matteo (Salvini) l'abbia già sul comodino. Mastella parlando del successo della Lega in città, infatti, ha detto che c'era da aspettarselo, anche se non nelle proporzioni emerse, perché, ha aggiunto “Ci sono problemi che insistono anche a Benevento; voglio dirlo anche ai miei amici della Giunta e del Consiglio Comunale: uno di colore che stia davanti ai bar, davanti ai negozi, lo dico alla polizia e agli altri, non è possibile... (e qui la moglie-senatrice ha applaudito convinta, ndr). Questa non è accoglienza... Ma quello là (sempre quello nero davanti al bar o ai negozi, ndr) o quello che magari va a ricattare la signora dopo che è stata al parcheggio, gli chiede... se no, si incazza, questo non è possibile". Le parole riportare sono testuali, purtroppo...

Il lettore lasci da parte, per il momento, il giudizio sul fastidio che possa o meno dare una persona, ferma davanti a un negozio, che chieda carità. Ammesso e non concesso, la cosa più brutta in assoluto è che Mastella abbia detto che uno nero, "di colore", là non può stare. Ma cosa c'entra nel poter questuare o meno il colore della pelle? Non è illegale chiedere la carità sostando in strada ma, se anche Mastella riuscisse a mobilitare a Benevento, come ha chiesto stamattina, polizia e altri contro i mendicanti, perché farlo solo contro quelli neri?

In tale edificante contesto, il sindaco ha poi aggiunto che nemmeno può fare il parcheggiatore abusivo. Tali illegali richieste vanno perseguite, ma agendo contro tutti coloro che le avanzano, indipendentemente dal colore della pelle (e a Benevento di abusivi bianchi, tra l'altro, ce ne sono molti di più...).

Ma dove andremo a finire se anche un sindaco parla così, in un periodo storico in cui, in Italia, i sentimenti di intolleranza verso gli extracomunitari, quanto non di esplicito razzismo verso le persone di colore, sono quasi all'ordine del giorno? Del resto anche a Benevento la Questura sta indagando sulle motivazioni di una recente aggressione ai danni di un ragazzo del Gambia...
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Mastella ha pure denunciato che "durante la campagna elettorale ci sono stati (esponenti di, ndr) partiti che hanno utilizzato strutture comunali per quanto li riguarda, nonostante fossero allocati là per ragioni diverse, questo non è possibile... Metteremo mano anche a questa cosa qua, per una stagione che si afferma di diritti e di doveri". Sempre parole testuali. Gli antagonisti beneventani sono avvisati...

E i cittadini pure: ora dunque è il tempo del volto truce e dell'intolleranza, modalità che, tra l'altro, hanno ingrossato il consenso elettorale. Modalità che comunque - Mastella si rassegni - non riusciranno a mascherare il progressivo e incessante sfaldamento della capacità di governo di Benevento.