Cgil dura con Mastella e la Trotta Mobility: si ponga fine all'andazzo

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La segreteria provinciale Filt Cgil ha scritto al sindaco di Benevento e all'AD della Trotta Mobility la seguente lettera inoltrata ai giornali: Da notizie di stampa l’assessore Serluca ci porta a conoscenza che la Trotta Mobility ha regolarizzato il pagamento del DURC e che pertanto sarà la stessa Trotta a liquidare lo stipendio ai lavoratori. La stesso assessore dichiara di aver convocato le organizzazioni sindacali per informarle di quanto avvenuto. Chiariamo che neanche questa volta, come già successo in un’altra occasione, la FILT CGIL e la FIT CISL sono state invitate e men che meno aggiornate della situazione che si stava delineando. Questa circostanza rappresenta un fatto gravissimo che lede le prerogative sindacali e mira a dividere le organizzazioni che rappresentano i lavoratori.

La vicenda della Trotta Mobility è la rappresentazione plastica dell’inadeguatezza dell’Amministrazione Comunale e della stessa società che gestisce i servizi . La società romana ha serie difficoltà nel farsi rilasciare il DURC, non versa le quote per il Fondo di previdenza complementare Priamo pur trattenendo le quote ai lavoratori, non accredita all’INPS con regolarità e correttezza i contributi previdenziali e assistenziali, lo stesso avviene con l’INAIL, non paga gli straordinari ai lavoratori, i mancati riposi ed i servizi navetta per lo stadio, commettendo pesanti inadempienze contrattuali e normative.

L’Amministrazione Comunale si era fatta garante del pagamento degli stipendi nella riunione in sede prefettizia, ma le procedure ai sensi del DpR n.207/2010 o non sono mai state aperte oppure , da quando si evince dalle cronache locali, si sono perse nei meandri della burocrazia amministrativa.

Ma ancor di più stupisce che si possa continuare con questo andazzo che si protrae da un anno e oltre, nel mentre la Giunta non interviene a diffidare ed eventualmente revocare il contratto di servizio alla Trotta Mobility.

Questa situazione penalizza seriamente l’utenza e i lavoratori e rischia di esplodere da un momento all’altro.

La manutenzione è ridotta al minimo e garantita solo dall’abnegazione degli operatori, le condizioni igienico-sanitarie dei mezzi sono drammatiche; è stata interrotta da parte della GESESA l’erogazione dell’acqua con drammatiche conseguenze sulla pulizia dei mezzi e la corretta preservazione del deposito.

A questo punto ci chiediamo perché non si procede e non si usano i propri poteri per salvaguardare i lavoratori e i servizi all’utenza? Non vorremmo che possa accadere qualcosa di irreparabile e che la rabbia dei lavoratori possa sfociare in azioni non più controllabili. Ora basta!

I lavoratori non vogliono essere più presi in giro e vedere calpestati i propri sacrosanti diritti. Essi vogliono lavorare in condizioni corrette e legali, vedersi riconosciuti tutti i diritti legati alla propria prestazione lavorativa. In uno Stato di diritto, questa è la normalità. Se Benevento continua a far parte dell’Italia, anche i cittadini e i lavoratori di questa città esigono lo stesso trattamento.

È giunto il momento che si obblighi la Trotta Mobility ad operare secondo legge, in caso contrario diffidare la stessa ed eventualmente risolvere il contratto di servizio, anche perché corre voce che la società Trotta ha intenzione di partecipare alle gare per l’assegnazione dei servizi avvalendosi di un grosso player internazionale. Se questi sono i presupposti, sarebbe la fine del trasporto pubblico urbano.