"Vita ardimentosa di una prof": il nuovo libro di Isabella Pedicini

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Scrivono gli organizzatori: Debutto sannita per il nuovo libro di Isabella Pedicini, edito da Laterza, dal titolo “Vita ardimentosa di una prof”. Ben due le presentazioni in programma nel territorio beneventano. La prima si terrà sabato 31 marzo, alle ore 18, presso l’auditorium “Vergineo” del Museo del Sannio di Benevento. In dialogo con l’autrice, la giornalista Melania Petriello, accompagnata da Gianluigi Cirocco, Francesca Collarile, e Anna Chiara Serino, tre studenti del Liceo Classico “Giannone” di Benevento che leggeranno brani tratti dal testo. La seconda presentazione avrà luogo, invece, martedì 3 aprile, alle ore 18:30, presso il circolo ARCI “Il Bibliofilo” di San Giorgio del Sannio (BN). In quest’occasione, Isabella Pedicini converserà con il fotografo Lorenzo Palmieri, mentre il medico Angelo Nenna chiuderà l’incontro con una “recensione dada” del libro della giovane scrittrice.

In “Vita ardimentosa di una prof” Isabella Pedicini racconta il percorso a ostacoli necessario in Italia per diventare docenti e lo fa attraverso il suo diario, ironico e scanzonato, di giovane insegnante di storia dell’arte.
 In una selva di acronimi, circolari ministeriali, bandi da decifrare e concorsi da superare, l’autrice racconta le peripezie dei professori precari sottoposti a innumerevoli prove fisiche e psicologiche per riuscire a guadagnare un’agognata cattedra; ripercorre le vite dei colleghi, le lezioni in aula, i dialoghi con gli alunni e, non ultimo, quello che le è più caro: la magia del rapporto docente-ragazzi.
 Nel racconto della vita tra i banchi, Isabella Pedicini sovrappone al punto di vista dell’insegnante lo sguardo dell’alunna che è stata, restituendoci un ritratto sincero della scuola in cui l’esperienza di chi scrive si fonde a quella degli scolari di ieri e di oggi. La scuola, allora, è vista come archetipo dell’inconscio collettivo, intramontabile e immutabile, con i suoi tempi e le sue ossessioni, il suo lessico speciale, il suo arredo d’antan in legno e fòrmica. E, soprattutto, con il suo ruolo di enorme responsabilità nei riguardi della società.

Nel libro, continua la nota diffusa alla stampa, l’autrice riporta le sveglie all’alba per arrivare in tempo per la prima ora, l’emigrazione al Nord, i corsi di formazione, l’horror vacui dei professori precari davanti all’arrivo dell’estate, il fatto di ritrovarsi ogni anno in un nuovo istituto...
Ma anche l’amore per l’insegnamento che è più forte dei tranelli burocratici: insegnare rimane sempre il mestiere più bello del mondo. 
«Per i docenti precari nulla, dopo la compilazione del primo modulo, sarà come prima. Prove fisiche e mentali si succederanno giorno dopo giorno, sempre sopra i 38 gradi Celsius, sempre quando internet o la stampante non funzionano.» «Luogo dell’inconscio collettivo, la scuola riemerge durante il sonno col suo potente carico simbolico: passano i lustri, i giorni, le stagioni, cambiano i letti, gli appartamenti e i continenti, ma finisco sempre alla lavagna a fare un’equazione di secondo grado. Eccomi, ancora una volta, stretta nel mio banco, inciso di ‘Carmine ti amo’, ‘Juve merda’ d’annata e paradigmi latini, a rispondere all’appello, a chiedere in prestito un vocabolario, a rifare all’infinito l’Esame di Stato. Le scuole restano luoghi sedimentati silenziosamente nella nostra psiche, eterni, indistruttibili e irrimediabilmente ansiogeni. Ma allora, fuori dal sogno, cosa ci faccio di nuovo qui?».

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Isabella Pedicini (Benevento, 1983) è docente di storia dell’arte nelle scuole superiori, giornalista, saggista e scrittrice. Tra le sue pubblicazioni: Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola (Contrasto 2012); Ricette umorali (Fazi 2012); La camera incantata (con Mimmo Jodice, Contrasto 2013); Ricette umorali. Il bis (Fazi 2015); Byblos. Un’esperienza sensazionale (Electa 2015).