I vandali distruggono la Spina Verde, chi vuol farla vivere è ignorato e la Giunta Mastella non pone rimedio

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E' cronaca di questi giorni l'ultimo atto vandalico ai danni di una struttura della Spina Verde, al rione Libertà, nella fattispecie l'Auditorium. Ed è cronaca anche quella che ha raccontato delle maniche rimboccate degli attivisti del quartiere, il L@p Asilo 31, per ripulire il suo devastato interno e simbolicamente la sozzura ambientale che lo ha generato. In più, con la provocazione/garanzia di un presidio permanente per evitare che altri scempi potessero aggiungersi alla serie di episodi archiviati ma, soprattutto, senza alcun colpevole individuato, nonostante le 'minacce' istituzionali di servizi rinforzati e/o telecamere accese sui raid e, giunta solo al termine della catena di incursioni, della denuncia contro ignoti vergata dal Comune di Benevento.

Tutto ciò è stato oggetto anche di un incontro in sala a cura dell'Assemblea Popolare del Rione Libertà, prima che le porte dell'Auditorium venissero nuovamente 'sigillate' (sic!) a cura dell'autorità. Speriamo non in attesa di un nuovo fatto di cronaca.

Dall'Assemblea, intanto, è venuta fuori (postata su facebook) la considerazione “che l'abbandono e la mancanza di progettualità siano la causa prima della devastazione”, perché “uno spazio pensato come un teatro non può essere una cattedrale nel deserto, ma deve essere luogo e simbolo di cultura e di riscatto sociale non solo della comunità del rione Libertà, ma anche dell'intera città”. Parole non vane che riecheggiano la 'ricetta' di uno storico dell'arte come Tomaso Montanari, sia pure applicata alla sicurezza del patrimonio culturale del Paese con particolare riferimento ai musei (ma chi mai può dire che lo 'spazio' Auditorium non sia appunto un patrimonio possibile della cultura cittadina?): rendere i luoghi del sapere vivi e frequentati, nell'ottica di una “difesa civile, morale, intellettuale”.

Un... programma certo ambizioso, irto di difficoltà, gravido di responsabilità.

Che necessità, però, di un primo passo che non può che essere a carico dell'Amministrazione comunale di Benevento a guida Mastella. Se il 10 gennaio 2018 una nota stampa di palazzo Mosti concretizzava le parole dell'assessora Serluca nella promessa di un affidamento al Conservatorio ormai vicino (“la settimana prossima”...) e il 28 marzo 2018 il direttore del “Nicola Sala”, Giuseppe Ilario (sul sito anteprima24.it) ricordava che “una decina di giorni fa con l’attuale vice-sindaco, l’Assessore Maria Carmela Serluca, ci eravamo recati all’Auditorium per capire che danni erano stati fatti ed erano minimi. L’amministrazione infatti era pronta ad intercettare tra i 7 e i 9.000 euro per mettere a posto tutta la struttura e potercela poi consegnare”, ebbene ancora oggi manca proprio il presupposto perché si avvii quel percorso di consapevolezza che le realtà territoriali e culturali della città intervenuta alla ricordata assemblea (ed escluse da Mastella senza un giustificato motivo da qualsiasi possibile ammissione alla gestione della struttura) hanno dichiarato di voler intraprendere. In questo senso, dunque, le colpe (come minimo l'accidia) istituzionali gravano sui vandalismi.