Arrivederci Roma: una sola squadra in campo al Vigorito. Il Benevento domina contro l'Hellas: doppietta di Diabatè, apre le danze Letizia

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Al 90', la statistica relativa al numero dei tiri in porta dell'Hellas Verona (zero, per la cronaca), quella sul possesso palla (triplo rispetto agli avversari veneti) e, nel corso della gara, l'immagine delle scorrerie del Benevento negli ampi spazi della difesa ospite nonché il tambureggiamento che ha prodotto una serie quasi incalcolabile di palle-gol, rendono meglio di qualsiasi altro commento tecnico il senso di un incontro giocato da una sola squadra, quella di casa.

Il recupero del turno di campionato rinviato per la dolorosa vicenda Astori si è dunque risolto nella quarta vittoria casalinga della formazione giallorossa, la più netta: per il punteggio finale (3/0), per la supremazia esercitata in ogni angolo del campo. E' pur vero, e va detto subito, che il Verona è rimasto nello spogliatoio – e meno male che questa doveva essere una partita decisiva nella rincorsa della salvezza -, è altrettanto vero, però, che il Benevento si è rivelato lontano parente di quello non ammirato nella fasi finali contro la Lazio (e certo non è stato il 'ritiro' a portare consiglio); è ancora più vero, infine, che questa – la lotta disperata per non tornare fra i cadetti - è la vera dimensione delle due squadre. Valutata in quest'ambito, ebbene – nonostante la classifica – è la squadra di De Zerbi quella che meriterebbe di giocarsi la chance della permanenza, non avesse invece dispensato troppo spesso incertezze tattiche (o troppa spavalderia, o troppa prudenza) e limiti caratteriali (palle inattive, deconcetrazione), sommatisi, in particolare nel girone di andata, ad una chiara inferiorità tecnica rispetto alla categoria.

Ma è ancora il tempo di godersi la vittoria, assaporando gli sprazzi di bel gioco dalla metà campo in su, non potendosi esprimere giudizio sulla fase difensiva, cui l'inconsistenza scaligera ha concesso un turno di vacanza. E, sulle ali comunque di un onesto entusiasmo, proiettarsi sull'anticipo di sabato 7, quando al Vigorito arriverà la Juventus. Che non è il Verona, che dunque imporrà un cambio di pelle al Benevento: ecco quindi una bella sfida per dimostrare come non sia stata solo un'occasionale circostanza la prova offerta al cospetto degli 11000 appagati sugli spalti, offrendo loro (ma saranno molti di più) continuità di impegno.

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Il tabellino:

Benevento-Hellas Verona 3-0
Benevento:
Brignoli; Venuti, Djimsiti, Tosca, Letizia; Brignola (dal 41′ st Volpicelli), Del Pinto, Viola, Djuricic(dal 34′ st D’Alessandro; Iemmello (dal 25′ st Guilherme), Diabate. A disposizione: Candeloro, Rutjens, Cataldi, Coda, Gyamfi, Billong, Sandro, Sagna, Lombardi. All.: De Zerbi.

Hellas Verona: Silvestri; Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Souprayen; Romulo, Buchel, Calvano (dal 26′ pt Felicioli), Valoti (dal 1′ st Petkovic); Verde, Cerci (dal 21′ st Fossati). A disposizione: Coppola, Borghetto, Zuculini, Aarons, Lee, Bianchetti, Tupta, Kumbulla, Bearzotti. All.: Pecchia.

Reti: 25′ pt Letizia, 21′ st e 39′ st Diabaté

Arbitro: Doveri

Note: ammoniti Del Pinto, Buchel, Letizia, Felicioli