Non basta Diabatè, la Juventus batte 4-2 il Benevento grazie a Dybala e a 2 generosi rigori

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Ma che belli, quei bambini sugli spalti. Ma che bello quel catino interamente riempito, Ma che bello quello stadio colorato in maniera così vivace. E quel volto di ragazza, che trasuda emozione e passione, e quelle bandiere al vento. E lo spettacolo delle due tifoserie. Il pallone batte sul campo come un cuore nel petto. E' la festa della serie A del Sannio, e chissenefrega della classifica, dell'abisso dei 65 punti di scarto fra le due squadre che riflettono anche la diversa qualità e gli obiettivi divergenti: la via per lo scudetto, lassù in alto, una passerella d'onore e di onori che culmina in un ritorno fra i cadetti, per i padroni di casa. Su tutto, però, l'entusiasmo, il piacere, l'orgoglio locale di essere parte attiva d'uno spettacolo di sport e testimonianza perenne di un evento di sport.

Poi c'è pure la partita, come è naturale, e l'apnea sannita sin dai primi minuti, dalla quale la squadra di casa riemerge dopo un quarto d'ora abbondante... solo per rimettere la palla dal centro del campo a seguito di una prodezza di Dybala, innescato da Cuadrado (sempre pungente) nell'immobilità difensiva giallorossa. L'orologio della microstoria sferica beneventana si ferma al 24' del primo tempo, quando Diabatè – sempre lui - sospinge in rete una palla recuperata da Guilherme dopo una gran botta di Djuricic (eccellente il suo stato di forma in questo periodo) respinta con bravura da Szczesny. Poi il corso delle cose prende nuovamente le sue pieghe e smorza in gola il piacere di chiudere la prima frazione al pari dei campioni d'Italia: serve il Var per certificare l'ennesimo passaggio a vuoto difensivo che si traduce in un penalty trasformato da Dybala a fil di sirena. Rigore dubbio, molto dubbio.

Ci (ri)pensa Diabatè, dopo cinque giri di lancetta della ripresa: colpo di testa dal corner, specialità della casa per la pertica maliana. Beh... l'ultima della classe che risale da un doppio svantaggio con la prima è quantomeno il segno di una autorevolezza da non disconoscere ai sanniti.

Ancor più riconosciuta dagli avversari bianconeri, 'costretti' alla doppia punta (entra Higuain). Servirà ancora un rigore alla Juve, servirà come sempre una disattenzione difensiva al Benevento per disfare la tela faticosamente rattoppata: tre per Dybala. Stavolta il rigore è ancora più dubbio del precedente. Non può non sottoliearsi un dato obiettivo: per concedere un rigore reclamato dai piemontesi l'arbitro, l'ineffabile signor Pasqua, ha con zelo fatto ricorso alle imagini del Var e li ha accontentati. Quando a protestare sono stati i campani sul secondo rigore più che generosamente concesso, il direttore di gara a rivedere le immagini non è voluto andare...

Poi è la Juve a giocare di rimessa, ripartenza, contropiede: confeziona Douglas Costa una splendida rete, che chiude i giochi dopo aver saltato i birilli giallorossi a scarsa protezione di Puggioni.

Il leit-motiv dei commenti sarà: il Benevento esce a testa alta dal Vigorito, il Benevento ha impegnato più del previsto la Juventus, il Benevento è stato pericoloso quanto bastava perché la squadra di Allegri desse fondo a tutte le energie e la sua classe per averne ragione, il Benevento ha creato un inatteso surplus di sofferenza negli avversari. Ed è giusto così.

Guardando negli interstizi dei novantaquattro minuti, però, è possibile scorgere un pizzico di rammarico ed un po' di risentimento: il primo per aver peccato come al solito di leggerezza in alcune decisive e difensive fasi di gioco, il secondo per aver peccato come al solito - e colpevolmente (perché ci sono occasioni che vanno evitate in certi casi...) - di leggerezza in alcune decisive e difensive fasi di gioco.

Sotto il profilo della ricordata qualità, delle aspettative, della scala di valori il risultato finale può anche starci: sono stati i dettagli più piccoli, anche occasionali, a rendere però infernale, agonisticamente, la stagione giallorossa. Certo, con un arbitraggio più efficente oggi, il commento finale poteva anche essere diverso...

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Il tabellino:

Benevento: Puggioni; Sagna, Djimsiti, Tosca, Venuti; Viola, Sandro (36' st Del Pinto); Djuricic; Brignola (18' st Cataldi), Diabaté (25' st Iemmello), Guilherme. A disposizione: Brignoli, Rutjens, Coda, Gyamfi, Billong, Sanogo, Volpicelli, Lombardi, Sparandeo. All.: De Zerbi.

Juventus: Szczesny; Lichtsteiner, Rugani, Benatia, Alex Sandro; Marchisio (18' st Higuain), Pjanic, Matuidi; Cuadrado (13' st Douglas Costa), Mandzukic (33' st Khedira), Dybala. A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Chiellini, Howedes, Asamoah, De Sciglio, Bentancur, Sturaro. All.: Allegri.

Arbitro: Fabrizio Pasqua di Tivoli

Reti: 16' pt Dybala (J), 24' pt Diabatè (B), 48' pt Dybala (J, su rig.), 6' st Diabatè (B), 29' st Dybala (J, su rig.), 37' st Douglas Costa (J).

Ammoniti: Mandzukic (J)