Atto aziendale dell'A.O: Rummo, la Fials: sia annullato per vizio di legittimità

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Se c'è qualcuno che non ci sta, questa è la Fials: la segreteria provinciale del sindacato, infatti, ha licenziato una articolata nota diffusa alla stampa e soprattutto spedita ad una ampia platea di interlocutori istituzionali, dal Direttore Generale al Collegio Sindacale A.O. “G. Rummo” di Benevento, dal Ministro della Salute al Presidente dell’A.N.A.C. Cantone, dal Presidente della Giunta Regionale On.le Vincenzo De Luca al Commissario ad Acta per la Sanità della Regione Campania, nonché alla Procura Regionale della Corte dei Conti, alla Commissione Consiliare Speciale Regione Campania, al Direttore Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale Avv. Antonio Postiglione, al Presidente della Conferenza dei Sindaci (Mastella) della provincia di Benevento, al Sindaco di Sant’Agata dei Goti Valentino ed a tutti i Deputati e Senatori neo eletti. L'oggetto è piuttosto 'semplice' rispetto alla lunga sequela di indirizzi, e soprattutto richiama una attualità fortemente discussa in questo periodo: "Richiesta di Annullamento e/o Revoca delibera n.212 del 30/03/2018. Azienda Ospedaliera “G. Rummo” di Benevento". Fuori dal riferimento burocratico, si tratta della delibera che ha previsto il “Adozione Atto Aziendale del DCA n.54/2017 e del DCA n.8/2018”. Ebbene, pe ri motivi che si leggono di seguito, animati da una serrata critica allo strumento in questione, la Fials ha inteso ricorrere "avverso tale atto e ne richiede l’annullamento per vizio di legittimità"

Scrive il sindacato: "Il DCA n. 18 del 18.02.2013 avente ad oggetto: 'Approvazione atto di indirizzo per l’adozione dell’atto aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Campania – Ulteriori integrazioni ' all’art.11.1 prevede tra le - Procedure per l’adozione dell’atto aziendale - che “l’atto aziendale è adottato dal Direttore generale con proprio provvedimento, previo parere del Collegio di Direzione nella sua attuale composizione, informati preventivamente e sentiti il Comitato di rappresentanza dei sindaci, il Consiglio dei sanitari e le Organizzazioni Sindacali”.

L’atto aziendale è stato approvato con la delibera di cui all’oggetto ma non è stato informato e/o sentito:

il Comitato di rappresentanza dei sindaci non è stato sicuramente sentito;

il Consiglio dei sanitari in quanto il Direttore Generale NON LO HA MAI COSTITUITO nonostante fosse previsto: dal comma 12 dell’Art. 3 della D.Lgs 502/92 , dall’art.25 della Legge Regionale n.32/94; dal citato DCA n. 18 del 18.02.2013 della Regione Campania che definisce al punto 12.9 che: “II Consiglio dei sanitari, costituito con provvedimento del Direttore generale, è un organismo elettivo dell'Azienda Sanitaria Locale e dell'azienda ospedaliera con funzioni di consulenza tecnico-sanitaria. Esso fornisce parere obbligatorio al Direttore generale per le attività tecnico-sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo e per gli investimenti ad essa attinenti. Si esprime, altresì, sulle attività di assistenza sanitaria. Le modalità di funzionamento del Consiglio dei sanitari sono previste da un apposito regolamento”. Precisa inoltre che “la rappresentanza del Consiglio dei sanitari delle aziende ospedaliere è identica a quella delle aziende sanitarie locali ma è interamente formata da personale ospedaliero. Va garantita, in ogni caso, la presenza dei responsabili dei dipartimenti ospedalieri che si aggiungono ai componenti elettivi del consiglio, senza diritto di voto”.

Il DCA n.18/2013 indica, al punto 11.3, il termine di 90 giorni entro il quale il Direttore Generale doveva procedere all’adozione del regolamento per fissare le modalità di funzionamento del Consiglio dei sanitari termine disatteso e ampiamente trascorso da oltre un anno; dallo stesso atto aziendale redatto ed approvato con DELIBERAZIONE N.1023 DEL 30/09/2016 dal Direttore Generale Pizzuti che al punto 3.10, riconferma pedissequamente quanto disposto dall’atto di indirizzo relativamente alla costituzione del Consiglio dei sanitari ma nonostante ciò in un anno e mezzo non è stato costituito. Una gravissima inadempienza, la mancata costituzione del Consiglio dei Sanitari in quanto organismo elettivo che “fornisce parere obbligatorio al direttore generale per le attività tecnico-sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo, e per gli investimenti ad esse attinenti.”. Il Direttore Generale Pizzuti, come detto nel nuovo atto, ha completamente depennato il Consiglio dei Sanitari, ci auguriamo che su tale argomento il Presidente De Luca Intervenga con URGENZA per obbligare ad applicare la legge che la stessa Regione Campania ha previsto e richiamato.

Nell’atto aziendale manca la dotazione organica quindi non è chiara l’organizzazione dei servizi relativi alla dotazione di personale degli stessi oltre che presso il Rummo in particolar modo su quelli dislocati a S. Agata dei Goti. La determinazione della dotazione organica aziendale ai sensi del punto 12.2 del DCA 18/2013 rientra tra i compiti a cui deve provvedere il Direttore Generale. POTERI E COMPITI DEL DIRETTORE GENERALE richiamati dallo stesso Direttore Generale Dott. Pizzuti al punto 3.2 dell’Atto Aziendale adottato con DELIBERAZIONE N.1023 DEL 30/09/2016 dal Direttore Generale. Se manca la dotazione organica all’atto e quindi la successiva approvazione della Regione a cosa si farà riferimento in termini numerici e di figure professionali?

Questo è in contrasto anche con quanto previsto al punto 11.2 del DCA n. 18 del 18.02.2013 Regione Campania che individua i contenuti dell'atto aziendale che discendono direttamente dalle norme del D.Lgs. n. 502/92 e s.m.i., e da altre norme della legislazione nazionale e regionale. Infatti al punto 11.2 precisa che: “Con l’atto aziendale, quindi, le aziende sanitarie adottano un documento che deve essere rappresentativo della complessità aziendale con tutte le caratteristiche strutturali e con il quale vengono almeno definiti:” e tra i vari punti spicca: “l’individuazione, tramite uno specifico allegato all’atto aziendale, dei dipartimenti, delle unità operative complesse, semplici dipartimentali e semplici, nonché dei coordinamenti e delle posizioni organizzative, come rideterminati a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, sulla base delle indicazioni contenute nei programmi operativi e delle presenti linee guida. Per ognuna delle citate articolazioni aziendali deve essere riportato: il numero di personale dipendente a tempo determinato e indeterminato distinto per ruoli, discipline, profilo professionali e tipologia di contratto”. TUTTO QUESTO NON E’ STATO FATTO E’ MANCA NELL’ATTUALE ATTO AZIENDALE.

E’ solo il caso di segnalare al Ministero, alla Regione, alla Corte dei Conti ed ai rappresentanti politici che la Circolare n. 3 del 23/11/2017 avente ad oggetto: “indirizzi operativi in materia di valorizzazione dell’esperienza professionale del personale con contratto di lavoro flessibile e superamento del precariato, al punto 3.2.2. ADEMPIMENTI PRELIMINARI E PIANO TRIENNALE DEI FABBISOGNI, precisa che: “L’articolo 20 del d.lgs. n. 75/2017 prevede che le procedure di reclutamento speciale ivi previste devono svolgersi in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di cui all'articolo 6, comma 2, del d.lgs. 165/2001 e con l'indicazione della relativa copertura finanziaria. Tuttavia, nelle more dell’adozione delle linee di indirizzo e di orientamento nella predisposizione dei piani dei fabbisogni di personale, le amministrazioni possono comunque procedere all’attuazione delle misure previste dall’articolo 20 a partire dal 2018, tenendo conto dei limiti derivanti dalle risorse finanziarie a disposizione e delle figure professionali già presenti nella pianta organica.”. La stabilizzazione al Rummo è quindi dal Direttore Generale resa impossibile in quanto l’azienda è priva di pianta organica. Il tutto in contrasto con il DCA n.67 del 14/07/2016 che ha provveduto alla definizione del fabbisogno di personale delle Aziende Sanitarie della Regione Campania cha la punto 7 evidenzia: “Rideterminazione delle dotazioni organiche - A seguito della determinazione delle dotazioni organiche delle singole Aziende sanitarie, la Regione provvederà alla verifica: del rispetto dei parametri definiti nella presente linea guida; del rispetto del tetto di spesa; del rispetto dell’equilibrio economico-finanziario del triennio successivo, da verificarsi con cadenza annuale in sede di negoziazione delle risorse e di verifiche periodiche sui Conti Economici di ciascuna azienda“.

Nell’allegato 2, “ripartizione dei posti letto per struttura”, oltre a non essere presente il numero totale dei posti letto, manca la differenziazione tra posti letto ordinari, DH e DS nonostante il piano ospedaliero li evidenzi. Evidenziamo che i Comitati di Dipartimento non sono eletti dal 200, quindi scaduti dal 2010. Qualche Direttore di dipartimento è in carica dal 2003 ad oggi. Praticamente 15 anni di capo dipartimento, quando possono essere rinnovati solo per una volta, mentre altri che oggi hanno l’incarico non sono stati mai eletti. Lo stesso atto aziendale redatto ed approvato DELIBERAZIONE N.1023 DEL 30/09/2016 dal Direttore Generale Pizzuti conferma quanto previsto al punto 16.6 del DCA 18/2013 che relativamente ai Direttori di dipartimento precisa che “La Direzione del Dipartimento è affidata, con specifico contratto triennale, rinnovabile, consecutivamente una sola volta, con atto deliberativo del Direttore generale, ad uno dei direttori delle Unità Operative complesse afferenti al Dipartimento stesso, nell’ambito di una rosa di candidati proposta dal Comitato di dipartimento". Questa O.S. invita questa direzione a sospendere ad horas tale situazione.

UOSD Programmazione, Progettazione, Valutazione Strategica e Gestione della Performance; UOSD Medicina del Lavoro; UOSD Preospedalizzazione e Gestione dei Trasporti; UOSD Implementazione dei Processi e Monitoraggio delle Attività Direzionali tutte strutture senza dipartimento in contrasto decreto 18/2013 che nei criteri di individuazione delle UOSD alla lett. B evidenzia che hanno “funzione strategicamente rilevante per il buon funzionamento del Dipartimento”. Nessuna di queste strutture è inserita in un dipartimento quindi sono state create Unità Operative Semplice Dipartimentali senza la propedeutica presenza del Dipartimento.

L’ingegneria clinica a pagina 21 è individuata come UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE, a pag. 54 è individuata come UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE DIPARTIMENTALE, nell’allegato 2 è UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE, a pagina 57 UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE DIPARTIMENTALE, a pagina 59 UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE, a pag. 60 di nuovo UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE. Non siamo in grado di sapere se è UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE DIPARTIMENTALE o UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE … una confusione.

Il decreto 18/2013 a pagina 71 precisa che: ”I posti letto attribuiti all’SPDC restano nella disponibilità delle ASL e non concorrono al computo dei posti letto delle AORN ospitanti per il calcolo delle UOC totali.”. Nell’atto dell’Azienda Ospedaliera Rummo di Benevento invece sono conteggiati per il calcolo della struttura complessa e di conseguenza della semplice; Negli attuali Atti aziendali già approvati dalla Regione nel 2016 erano previsti 468 posti letto per l’Azienda Ospedaliera Rummo di Benevento e 94 posti letto per il Presidio di Sant’Agata dei Goti per un totale di 562 posti letto. Nel piano ospedaliero sono invece presenti 544 posti letto totali per le due strutture quindi sono previsti 18 posti letto in meno nella intera Provincia di Benevento. La città di Benevento perde però 66 posti letto passando dagli attuali 468 posti letto dell’atto aziendale novembre 2016 ai 402 posti letto dell’atto aziendale della delibera in oggetto. Nei 402 posti letto sono compresi i 18 posti letto dell’ASL del SPDC quindi i posti letto reali del DEA Rummo di Benevento sono 384 posti letto di questi 24 posti letto sono di riabilitazione e lungodegenza quindi l’ospedale Rummo, la Città di Benevento si troverà a pieno regime con 360 posti letto. Le principali eccellenze come le strutture complesse di Neurochirurgia, Neurorianimazione e Oncologia che vengono trasferite a S. Agata dei Goti un paese che dista 45 minuti da Benevento. In questo completo scollamento però la Neuroradiologia, l’Anatomia Patologica, la Radioterapia e la Terapia del Dolore restano a Benevento nonostante queste attività sono indispensabili per consentire la nascita e messa a regime di un polo oncologico nel rispetto dei protocolli attualmente presenti al Rummo e secondo i normali standard di sicurezza. Il Presidio di S. Agata dei Goti acquisisce 48 nuovi posti letto però perde il pronto soccorso anche se vede comunque la presenza di un presidio di primo intervento ma non sono più presenti le strutture di Ortopedia e Cardiologia quindi i traumi e i problemi cardiaci degli abitanti della valle telesina devono essere necessariamente trasportati a Benevento o Caserta. Inoltre il Presidio di Sant’Agata dei Goti viene trasformato in Casa di Riposo prevedendo altri 50 posti letto di lungodegenza e riabilitazione, quindi riportando l’ospedale al di sotto dei 100 posti letto reali.

DAL 01/03/2016 AL 30/03/2018 SONO STATI ADOTTATI ED APPROVATI 3 ATTI AZIENDALI PENSIAMO CHE SIA RECORD NAZIONALE DELLA CONFUSIONE ORGANIZZATIVA. NON C’E’ IL TEMPO DI PROGRAMMARE CHE GIA’ SI CAMBIA. Sicuramente con questo vortice di cambiamento hanno raggiunto l’obiettivo di cancellare una eccellenza sanitaria del sud Italia come quella dell’Azienda Ospedaliera “G. Rummo” di Benevento questo grazie alla logica che anziché aggiungere nella Provincia di Benevento nuove unità operative come ad esempio una Medicina Nucleare, nelle mani dei privati, si è preferito spostate dal Rummo le strutture già operative e funzionanti da anni, sulle quali si erano fatti grandi investimenti, a S. Agata dei Goti mettendo in cantiere altri investimenti per creare strutture già esistenti configurando certamente un evidente danno erariale e arrecando un evidente disagio a tutte le popolazioni delle aree interne che per recarsi a S. Agata dei Goti devono percorrere più di 120 km. di strade inesistenti. La scrivente O.S. chiede al Direttore Generale l’annullamento della delibera n. 212 del 30/03/2018, in quanto è illegittima e priva di ogni pregio giuridico".