Scarinzi dopo il PD lascia anche i berlusconiani - Ma il consigliere smentisce: resto in Forza Italia

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Luigi Scarinzi
Luigi Scarinzi

Dà corpo a quelle che si potevano solo ritenere supposizioni, la tenaglia Mattino-Gazzetta di Benevento che, operando nella profondità in cui è caduta la vicenda politica cittadina di Forza Italia, da essa risale con la più classica delle indiscrezioni divenuta conferma: il piccolo freddo fra il consigliere Luigi Scarinzi e il gruppo consiliare ‘azzurro’. “Troppa confusione nel partito”, s’apprende leggendo, e quindi Scarinzi “non fa più parte del gruppo di Forza Italia al Comune di Benevento”.

Che FI viva nel perimetro provinciale, oggi, una stagione d’ambasce, è cosa nota. Che si dibatta nell’ambiguità della leadership (Lonardo/Mastella-De Girolamo), lo è altrettanto . Che lo stesso nucleo di palazzo Mosti favorisca più l’idea di una scissione piuttosto che costituire un esempio di compattezza (dagli assessori da rimuovere ai capigruppo sfiduciati), è pure un dato risaputo. Ora trova almeno la sponda mediatica e pubblica del “dietrofront” di Scarinzi il malessere covato nel silenzio dei principali protagonisti (dopo una mail a una giornalista resa nota la De Girolamo si è silenziata, mentre la senatrice Lonardo, nei suoi incontri istituzionali, getta lì solo qualche accenno superficiale al destino del partito). L’ex esponente del centrosinistra (Pd) transitato a consiliatura in corso nel centrodestra (FI) ora sarà nuovamente costretto all’anonimato del Gruppo Misto, a palazzo Mosti.

Dal quale potrebbe risultare difficile far emergere – individualmente - una “collocazione neutra finalizzata al perseguimento del bene comune ai beneventani tutti” (che poi dovrebbe essere la mission del Consiglio tutto…), in particolare quando la capacità di incidere sui processi decisionali si riduce. Conviene dunque spendere una parola di conforto. E ricordare che in questi tempi di post-politica tutto s’assomiglia, le casacche scoloriscono, le appartenenze si reggono su frontiere ballerine. Resta in astratto, dunque, a Scarinzi ancora una carta nell’emiciclo del palazzo, quella dei Cinque Stelle, in questo momento per giunta ben più che vincente e, per lui, dall’inesplorato futuro (in fondo i reprobi delle recenti politiche dai massini dirigenti grillini, in cerca di alleati di governo, già sono stati perdonati…). Il passo non pare impossibile, tra l'altro si tratterebbe di lasciare uno Sguera per uno Sguera.
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Letto stamane l'articolo, Luigi Scarinzi ha così smentito quanto riportato dai giornali:
Caro Direttore,
leggo che avrei lasciato anche Forza Italia. Posso garantire che non è assolutamente vero. Ho avuto una divergenza di opinioni con il gruppo che mi ha spinto a decidere di non partecipare agli incontri, momentaneamente, in attesa di chiarimenti.

Non ho lasciato il partito né il gruppo consiliare. Purtroppo qualcuno ha pensato di dare in pasto a qualche giornalista, una semplice discussione interna, distorcendola e travisandola. Mi scuso anche per conto di questo misterioso amico... Tanto dovevo per stima e amicizia, essendo, ripeto, la notizia non vera assolutamente.