Tutto in Comune... Benevento città in cui un sindacato, in conflitto di interesse, accusa di goffaggine un altro sindacato

- Economia Lavoro IlVaglio.it

Un banale, in fondo piccolo errore nell’invio di una nota stampa è in grado di offrire uno sguardo più limpido sull’agitato mondo delle relazioni istituzionali in campo lavorativo, al Comune di Benevento. Accade così che sabato 7 aprile, a commento dell’incontro di calcio fra il Benevento e la Juventus, le cui operazioni organizzative hanno avuto un esito felice, comandante e vicecomandante del corpo di Polizia Municipale, e cioè Giovanni Fantasia e Fioravante Bosco nell’ordine, abbiano inteso comunicare la loro soddisfazione all’opinione pubblica. Appunto attraverso uno scritto in cui si elogia, senza errore, il “generoso impegno di tutto il personale comandato in servizio” proprio per la tenuta del piano di viabilità adottato in occasione della partitissima del Vigorito. E tutto ciò nonostante il “goffo tentativo di tenere l’assemblea sindacale (l’aveva posta in calendario la Fp Cisl, Ndr) proprio durante l’importante evento”.

E’ una critica, chiara, diretta, rispettabile, perché viene appunto da una delle parti in causa, quella per così dire ‘datoriale’, rappresentando Fantasia e Bosco in questo caso il Comune di Benevento.

Fa specie però che tale nota stampa sia stata inviata due volte, a pochi minuti di distanza l’una dall’altra (la prima alle 20.09, la seconda alle 20.18). Con due indirizzi di partenza diversi, sia pure con la medesima sigla in calce, come firma: “Ufficio stampa Corpo Polizia Municipale Benevento”.

Il primo mittente è stato il “sindacato dei cittadini”, ovvero la Uil, sulla cui carta intestata è redatto il testo a firma dell’Ufficio stampa dei vigili urbani della città. Il secondo mittente, invece, nel rivelare un testo stavolta spoglio di ulteriori simboli, e con una bella e anonima intestazione in grassetto del “Corpo Polizia Municipale Benevento” che giustifica la paternità dell’ufficio stampa, è stato Fioravante Bosco presso la Uil (dunque ancora un indirizzo ascrivibile a una precisa sigla sindacale).

Quando si parla di ‘conflitto di interessi’ non è necessario andare a cercare esempi particolarmente eclatanti e legati a nomi e circostanze di elevato livello. Anzi. E’ nelle pieghe degli avvenimenti minuti che si possono scorgere avvisaglie certo non edificanti, in questo caso, per gli intrecci del vissuto sindacale. Questo (chiamiamolo così) ‘lapsus’ del doppio invio testimonia della insostenibilità di un doppio ruolo: quello di rappresentante di alto livello del datore di lavoro e quello del rappresentante sindacale. Una dimostrazione plastica, insomma, di come gli interessi possano davvero confliggere, secondo un umano buon senso. Ma non secondo il Comune di Benevento e la Uil.