I meritati complimenti al gioco del Benevento targato De Zerbi. Ma i rimpianti dell'allenatore stonano

- Sport di Giovanni Festa
Roberto De Zerbi
Roberto De Zerbi

E' ormai patrimonio del mondo calcistico nazionale il complesso di prestazioni giallorosse che, non da ieri ma da più settimane, ha favorito sia una maggiore regolarità del campionato quanto, soprattutto, una maggiore considerazione critica della squadra. Piovono insomma elogi sul Benevento (si pensi al rilievo che la stampa ha dato alla gara contro la Juventus, per esempio), che non fanno purtroppo il paio con i punti in classifica: la società, infatti, sta scivolando verso la serie cadetta. Il piccolo raccolto di soddisfazioni, però, sta evidentemente ripagando anche i tifosi, mai stanchi di far sentire la loro presenza e voce, e sempre vicini a chi si sbatte sul campo di gioco. Questa piacevole 'pubblicità' si riverbera sugli atleti stessi che ora magari sono osservati con maggiore attenzione, e naturalmente sull'allenatore Roberto De Zerbi: quando si legge e si ascolta e si vede in tv che la squadra gioca un buon calcio - pur arrendendosi nel punteggio alla fine dei 90' – siamo dinanzi a un palese riconoscimento alla componente tecnica della validità del lavoro svolto.

Proprio per questo motivo non è piacevole che l'allenatore, come sta facendo da un po' di tempo, si lasci andare a giudizi piuttosto banali tipo “...peccato non aver iniziato l'anno con questo gruppo”, e altre valutazioni di simile tenore. Oltre il dato che non si è dinanzi a un complimento per la complessiva gestione dell'annata e, in via più diretta, per il segmento targato Baroni-Di Somma (avallato dal presidente e comunque già condannato dai fatti), restare calati nell'attualità senza cercare di riscrivere la storia sportiva coi 'se' e coi 'ma' appare atteggiamento di buon senso: cogliere il meglio con quel che si ha a disposizione, insomma, è la gran parte del lavoro di un allenatore.

A voler fare le pulci, pur nella consapevolezza che fra il Benevento del girone di andata e quello del girone di ritorno la differenza, in qualità, è notevole, dalla decima giornata del campionato di serie A (quando è stato avvicendato in panchina Marco Baroni) a quella appena in archivio (la trentunesima di trentotto), la media-punti di De Zerbi è 0,6 a incontro. Includendo i rimanenti sette turni, si guadagnerebbero insomma altri quattro punti (ma tutti ci si augura non sia così), toccando quota 17 e, addirittura, parametrandola sui 38 turni del torneo si toccherebbe quota 23 punti, non certo sufficiente a garantire la salvezza.

Ecco perché, talvolta, è meglio guardare avanti che volgere lo sguardo indietro, con rimpianti non giustificabili.