"Le eccellenze mediche scappano dal Sannio e nessuno si interroga"

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L'assessore alla Sanità Luigi De Nigris
L'assessore alla Sanità Luigi De Nigris

"Dopo la seconda sconfitta elettorale subita nel giro di poco più di un anno, la prima è quella del Referedum costituzionale del 4 dicembre 2016, il PD ha aperto una lunga riflessione ed ha individuato, non solo a livello locale, nell’autoreferenzialità, nella mancata voglia e nell’incapacità di “ascoltare” gli altri, le maggiori cause del grave disastro politico. Un’analisi che però non sembra sia servita a molto, almeno stando alle dichiarazioni rese all’unisono dal Presidente De Luca e dal deputato regionale Mortaruolo, che hanno criticato i commenti di alcuni Sindaci, tra quello di Benevento, massima Autorità sanitaria locale, che doverosamente e legittimamente hanno espresso sull’Atto aziendale dell'A.O. “G. Rummo” di Benevento, approvato con delibera del Direttore Generale n. 212 del 30 marzo 2018": è l'avvio della nota diffusa alla stampa da Luigi De Nigris, assessore alla Ricerca e Sanità del Comune di Benevento.

Che prosegue: "Prima ancora di polemizzare o snobbare gli amministratori, coloro che hanno redatto l’atto o lo difendono acriticamente farebbero meglio ad interrogarsi sul perché le nostre migliori eccellenze mediche, se non sbaglio sono ormai salite a cinque, stanno scappando via dal Sannio per mettersi al servizio di altre strutture pubbliche; a cercare di capire su chi grava la responsabilità di non far svolgere al meglio prestazioni sanitarie all’interno dell’Azienda sannita. Va dunque apprezzato chi da diverse prospettive richiama con determinazione l’attenzione su questi aspetti della sanità locale; chi, tra cui molti addetti ai lavori, sostiene che l’atto aziendale proposto dall’ASL è buono sulla carta, ma rischia di essere disatteso per chissà quanti anni. Solo menti fantasiose possono infatti immaginare di fermare l’esodo delle nostre eccellenze; colmare le grosse lacune mediche (mancanza di anestesisti, chirurghi, radiologi, radioterapisti, fisici ed oncologi) ed infermieristiche; rinnovare le attuali attrezzature tecnologiche che non consentono di erogare prestazioni sanitarie di adeguato livello, perché vetuste ed obsolete. L’assenza di un normale confronto, unito all’attribuzione di poteri in capo ad un Commissario che immagina di essere depositario di verità assolute in qualunque campo dello scibile umano, è inaccettabile e va dunque evidenziato, con mezzi e regole democratiche, perché i rappresentanti territoriali non vanno mortificati ma ascoltati".