Sanità e polemiche politiche: la medicina delle eccellenze ha troppo distanziato l'umanità della medicina

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Nella sequenza, ormai piuttosto lunga, di interventi politici in materia sanitaria, spicca per la sobrietà di toni quello dell'assessore comunale beneventano Luigi De Nigris. Pur restando, come è ovvio, sulle posizioni espresse dal sindaco Mastella, cioè condividendo i dubbi sull'atto aziendale del “Rummo” e, più in generale, sui problemi cui potrebbe trovarsi invischiato il varato ospedale San Pio, che accorpa la struttura di Benevento al nosocomio di Sant'Agata dei Goti, l'assessore rivendica – giustamente – un diritto di critica nel solco però di un confronto che non mortifichi i rappresentanti del territorio rispetto a chi decide, più in alto. Insomma, un richiamo alla normale dialettica in un contrapporsi che, invece, in qualche caso (da entrambe le parti che discutono in maniera animata) valica il confine della ragionevolezza, nei toni adoperati.

Interessa, a De Nigris, in particolare sottolineare l'impoverimento e il regresso qualitativo del comparto sanitario locale (che poggia su lacune di figure professionali e obsolescenze strutturali). Certificato da un esodo, cioè dal venir meno, da una sottrazione: “Le nostre migliori eccellenze mediche, se non sbaglio sono ormai salite a cinque, stanno scappando via dal Sannio per mettersi al servizio di altre strutture pubbliche”. Tutto giusto.

Anche se viene da chiedersi: ma nelle zone di guerra come fanno? Ma nelle zone del cosiddetto terzo mondo come fanno? Ma nelle zone povere e impervie, come fanno? Ma nelle zone arretrate, come fanno?

Fanno, evidentemente, che il diritto alla salute è lasciato alla buona sorte, non potendo mai offrire, quelle zone, adeguato organico o lustre apparecchiature alla professionalità delle eccellenze mediche. Giustificate all'esodo, quindi, secondo la logica suesposta.

E' altrettanto evidente, pertanto, che - grazie alla migrazione delle eccellenze - il divario delle prestazioni è destinato strutturalmente ad accentuarsi: concentrato in picchi di qualità e assediato da periferie umilmente questuanti un livello decente di assistenza. Forse la medicina delle eccellenze ha un po' troppo distanziato l'umanità della medicina.