PIU Europa - Undici rinviati a giudizio per gli ipotizzati appalti truccati al Comune di Benevento

- Cronaca IlVaglio.it

La Giudice per l'Udienza preliminare del Tribunale di Benevento, Gelsomina Palmieri, ha stabilito per il prossimo 25 settembre 2018 la prima data del dibattimento per l'inchiesta della locale Procura, iniziata nel 2015, sulle ipotizzate illiceità nella aggiudicazione degli appalti del Comune di Benevento, per il programma dei fondi europei definito PIU Europa. I fatti in processo si sono verificati sotto la precedente amministrazione comunale, dal 2011 al 2013. Undici i rinviati a giudizio: Angelo Mancini, già dirigente comunale e coordinatore del Programma PIU Europa, e gli imprenditori: Mario Siciliano, Pietro Ciardiello Fioravante Carapella, Angelo Collarile, Giuseppe Pancione, Pellegrino Parrella, Antonio D'Addona Guido Mastantuono, Angelo Pilla e Carmine Iannella. Gli imputati si sono dichiarati innocenti.

Le accuse, a vario titolo, emerse con l'emissione di provvedimenti cautelari, poi attenuati e revocati, vanno dalla turbativa d'asta, alla corruzione, all'associazione a delinquere: è stato ipotizzato il pagamento di tangenti. Gli appalti in questione sono relativi alla costruzione del terminal per gli autobus extraurbani in Contrada Santa Colomba, la riqualificazione dell'esistente Ponte sul Sabato e di quelli ciclopedonale (in costruzione) e carrabile (ancora da venire e che sbucherà in Via Torre della Catena) in costruzione sul medesimo fiume, nonché per altri lavori al Rione Libertà e in Contrada San Vito.

Due indagati, Collarile e Carapella, nel corso di questi 22 mesi hanno provato a ottenere il rito abbreviato e il patteggiamento, ma la difesa non ha trovato l'accordo necessario con la Procura e la loro posizione, inizialmente stralciata, è stata riunita a quella degli altri 9 indagati.

L'attuale sindaco Clemente Mastella, pochi mesi dopo il suo insediamento a Palazzo Mosti, ha licenziato il dirigente Angelo Mancini (che era stato immediatamente sospeso dal servizio).

L'indagine quando emerse fu caratterizzata dall'ipotizzato uso di un endoscopio per sbirciare nelle buste contenenti le offerte per le gare d'appalto. Gli indagati, come già scritto, da subito si sono dichiarati innocenti.