Una mezz'oretta e via! Tante riunioni in Commissione ma brevissime per i consiglieri comunali di Benevento

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Decisamente non ci si arricchisce, nel percepire il gettone di presenza delle Commissioni consiliari, per quanto la datata polemica insorta fra Mimmo Franzese e Nicola Sguera a forza di note stampa e cifre snocciolate permise di concentrare nuovamente su di esse un fascio di attenzioni pubbliche. Ma fra cartellini timbrati nelle sedute, oneri riflessi, assenze giustificate sui luoghi di lavoro, eccetera, le Commissioni consiliari del Comune di Benevento continuano a essere un nido di vespe, a pensarne male, o un ingranaggio importante del meccanismo amministrativo e politico, perché – ha detto il presidente del Consiglio comunale Luigi De Minico – “si fanno quando servono ed in ruolo sinergico ai lavori dell’Aula dove poi le delibere approdano per essere esaminate” (Gazzetta di Benevento).

Poi magari accade che alcuni verbali di dette Commissioni rechino scolpita la tempistica dell’adunanza delle stesse (altri no, ed è un danno alla medesima e invocata trasparenza). Una di esse, per esempio, nel corso del mese di gennaio, ha trovato il modo, fra gli intervalli di una convocazione e l’altra, di riunirsi cinque volte, in differenti giorni (talora con qualche ingresso a lavori già in corso), secondo la seguente scansione oraria:
dalle 15 alle 15.26;
dalle 15 alle 15.32;
dalle 12 alle 12.40;
dalle 15 alle 15.40;
dalle 15 alle 15.30 - in totale 2 ore ed 8 minuti.

La pensosità degli argomenti trattati, e il dibattito a essi legato, ha probabilmente imposto un calendario così diluito eppure stringato nella discussione. Senza voler entrare nel merito di quest’ultima, certo una media di 33 minuti a seduta di Commissione, parte dei quali trascorsi in attesa della verifica del numero legale (ovviamente poi verificato al punto da rendere valide le adunanze), sembra spegnere sul nascere le critiche e, al contrario, dare davvero vigore alle parole ancora di De Minico, secondo il quale “le tante chiacchiere che si fanno sui giornali potrebbero far passare messaggi errati all’opinione pubblica, nel senso che le Commissioni sembra si facciano o per perdere tempo o per far ricorso al gettone”…