Il M5S: Tutte le strutture sportive devono avere trattamento eguale

- Politica Istituzioni IlVaglio.it
Nicola Sguera
Nicola Sguera

Scrivono i consiglieri comunali di minoranza di Benevento del M5S, Marianna Farese e Nicola Sguera: Oggi, durante la discussione in Consiglio comunale relativa al Bilancio di previsione, la capogruppo di maggioranza, Molly Chiusolo, ha detto, nel difendere il documento ed elencando quanto l’Amministrazione Mastella sta facendo per il risanamento delle casse comunali, che si stanno recuperando i crediti nei confronti delle strutture sportive, regolarizzandone le posizioni attraverso convenzioni. Abbiamo già ricordato in altri interventi che riteniamo positiva l’azione dell’Amministrazione in tal senso, rispetto alla “confusione” (usiamo un eufemismo) regnante fino al 2016 (e a morosità purtroppo irrecuperabili come quella di oltre 100 mila euro del CRAL Rione Libertà).

Abbiamo però richiamato l’attenzione su alcune situazioni da affrontare con decisione, rispetto alle quali (non riusciamo a trovare altre motivazioni) la stessa maggioranza consiliare si trova spaccata. Insomma, chiediamo che si usino pesi e misure eguali!

Entriamo nel merito con un esempio concreto. Il Palazzetto “Mario Parente” (cosiddetto “Palaparente”) è emblematico di quanto sia difficile (ma necessario per equità) sanare alcune anomalie ereditate dal passato.

Ricostruiamo la storia. Nel 2001 veniva firmata la convenzione per 9 anni (scadenza 2011) con la Virtus Benevento. Nel 2010 il Tribunale di Benevento considerava risolto il rapporto per morosità della società e intimava il rilascio dell’immobile. Nel maggio 2015 la Corte di Appello di Napoli accoglieva il ricorso della società previo pagamento morosità. Nel frattempo società e Comune dialogavano: la prima rivendicava lavori svolti, il secondo chiedeva il pagamento degli arretrati, constatando la mancanza di qualunque autorizzazione formale a tali lavori e del titolo di occupazione del Palazzetto.

La Virtus, anche attraverso i propri legali, ha sempre sottolineato come la mancanza di agibilità della struttura avesse costretto a spese straordinarie. Nel 2016 gli uffici segnalavano una corposa morosità. Nell’aprile 2016 la società Virtus Benevento comunicava di aver svolto lavori straordinari (a seguito dell’alluvione) e chiedeva la compensazione con il debito maturato.

Ricostruita per sommi capi la vicenda, più volte affrontata in Commissione Sport, e tenendo conto della linea della Commissione stessa, cioè sollecitare con atti formali gli Uffici a regolarizzare quanto prima tutte le situazioni sospese, attraverso bandi di evidenza pubblica, ritenendo in ogni caso non percorribile, ove accertati e accettati i lavori straordinari (che secondo la convenzione spettavano alla società), una compensazione del dare e dell’avere (ricadendo il credito del Comune nel dissesto e l’eventuale debito da deliberare “fuori bilancio”), riteniamo improcrastinabile la messa a bando del Palazzetto.

Non si tratta di mettere in discussione i meriti di chi promuove in città attività sportive, ma è necessario che ciò accada nel rispetto di regole che devono valere inderogabilmente per tutti. Come dicemmo in altra circostanza, non possono esserci figli e figliastri di questa Amministrazione. È il caso del Palaparente ma anche del Paladua, ad esempio, così come è urgente stipulare la convenzione per lo stadio Ciro Vigorito (e ripensare per tempo, ora che purtroppo il Benevento è matematicamente retrocesso in serie B, la questione del mercato S. Colomba da parte dell’Assessore Ambrosone).

Chiediamo, dunque, agli uomini di buona volontà presenti nella maggioranza e nella Giunta di adoprarsi celermente in tale direzione, dando indicazioni univoche agli uffici competenti.