Il 25 Aprile, la Festa della Liberazione, è lo scrigno dove si serbano le gioie di Famiglia

- Opinioni di Giovanni Festa

Esistono, nel Calendario Civile di questo straziato Paese, fogli su cui sono impresse date che il nuovismo e la fregola politica dell’attualità non riescono a cancellare in via definitiva. Per nostra fortuna. E il 25 Aprile permette ancora oggi di cogliere il frutto dell’eroico e doloroso ‘lavoro’ della Resistenza tradottosi nell’antifascismo quale valore fondante della Costituzione, cioè, quale tessuto connettivo della Storia di una Nazione periodicamente sott’attacco d’una democrazia animata dalla pervicace voglia di cambiamento da parte delle élite istituzionali.

Come se la nuova rappresentazione del potere avvertisse l’insopprimibile necessità di contrastare alle radici la ritenuta idolatria di un sistema dove il passato è tradizione e forza per fare spazio alle più significative contingenze.
Quali?
Il fascismo della legge del più forte e dell’ordine sulle coste. La degenerazione nazistoide di alcune sigle illegali guardate come mero folklore. Il populismo senza retroterra che ha allevato le pulsioni distruttive incanalando il malessere nel tunnel di una furia ‘gastrica’ anticastale.

Dinanzi allo stato decadente e pulviscolare della proposta di Sinistra non perde di senso, oggi più che mai, la domanda di legalità che si fa carne nel rispetto della Costituzione: la chiamata alla celebrazione non statica del 25 Aprile che rivolge l’associazione dei Partigiani (ANPI), di prima e seconda generazione, non è dunque quella sacca ideologica nella quale si intendono, con cattiva coscienza, ammassare fino al punto di renderli irriconoscibili i tratti democratici del Paese, ma è lo scrigno dove si serbano le gioie di Famiglia.

Del loro valore, inestimabile, è opportuno ci si faccia sempre carico: la vicinanza fisica o l’adesione morale al senso del 25 Aprile ha il privilegio di trasformare l’uomo da ladro in custode.
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Iniziative sono state proposte nella giornata del 25 Aprile, a Benevento, a cura dell’associazionismo locale (clicca e leggi) dal tradizionale corteo popolare alle 10 da piazza Orsini a un festival dalle ore 15 a piazzetta Vari (Capiterà di imbattersi in una fascia – soprattutto tricolore - che cinga il corpo dello Stato sul territorio attestando la paternità anche istituzionale della ricorrenza?).