Verso il nuovo piano traffico: la riduzione delle auto in strada deve essere la stella polare

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Si configura come un tentativo (anche) di concertazione dal basso il varo del nuovo piano traffico e sosta della città di Benevento, nelle sue linee essenziali presentato dal Comune – sindaco Mastella e assessora Delcogliano – e dal tecnico, Spinosa, che se ne è aggiudicata la... messa su strada. Sì, perché stavolta i cittadini potranno dire la loro, attraverso la solita proceduta informatica che, vestendo i panni di una sorta di referendum on line, permetta il dialogo con l'istituzione. Indicando problemi, suggerendo magari soluzioni delle quali l'ente locale farà (dovrebbe fare) tesoro.

Non può esserci regolamentazione dei diritti e doveri dei più forti, quelli inscatolati fra quattro ruote, senza che sia affermata, però (e in sede di presentazione i progettista non ha eluso il problema), la tutela in 'filiera' degli anelli più deboli: i pedoni, i sostenitori della mobilità alternativa, gli utenti del trasporto pubblico locale. Abituarsi a girare a piedi, servirsi di mezzi dal ridotto impatto ambientale e dall'elevato apporto salutare (come le biciclette), affidarsi all'efficienza degli autobus urbani sono tre elementari, e fondamentali, presupposti di qualsiasi progettualità volta a disciplinare poi il traffico 'alto'.

E forse qualcuno avrebbe dovuto ricordare - non in sede di presentazione magari ma al riparo dalle orecchie indiscrete della stampa o dei cittadini pensanti – all'inconsapevole tecnico incaricato dall'ente che:

chi si muove a piedi lo fa a suo rischio e pericolo, per via innanzitutto del degradato stato dell'arte delle infrastrutture di cui sono fatti i tragitti da affrontare e, se vogliamo, anche del possibile 'concorso di colpa', e relativa percentuale (10, 20 o 60%...) di cui ritrovarsi caricati dalla creativa giustizia locale quando un uomo con il fucile (l'automobile) incontra un uomo con la pistola (le sue scarpe);

le piste ciclopedonali di cui la città mena paradossalmente vanto nelle classifiche sulla qualità della vita sono, come dire, al di fuori della cinta muraria, e – per restare sempre ad una paradossale visione della vita su due ruote – almeno quelle zone del centro cittadino che permetterebbero un tale sfogo addirittura sono interdette al transito, nonché alla discussione, dinanzi all'atteggiamento dell'attuale esecuti fatto di irremovibili divieti;

il trasporto pubblico locale è passato da una gestione 'fallimentare' ratificata dalla scomparsa della municipalizzata di settore di proprietà, per l'intero, dell'ente locale, alla gestione non certo esaltante (non è un caso che non si registri alcuna novità rispetto al passato, anzi...) di una società privata attanagliata da una miriade di problemi (dall'acqua mancante al deposito ala mancata valorizzazione del patrimonio delle strisce blu, per esempio).

Con tali presupposti, per cui gli unici suggerimenti possibili riguardano la piena attuazione di una sorta di 'rivoluzione', pratica e di costume, porre mano ad un Piano Traffico senza solide basi che favoriscano una riduzione del volume delle auto in strada si rivelerà impresa ardua per il designato esecutore, che corre il rischio di fare la foglia di fico di un committente (palazzo Mosti) il cui interesse principale consiste nell'agitarsi per corroborare l'impressione di un (falso) movimento.