Spettacolo di emozioni e reti a Santa Colomba: finisce 3-3 la sfida salvezza per l'Udinese giocata con dignità dal Benevento

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Sei reti, uno spettacolo che non ha deluso, una alternanza nel punteggio in grado di tenere desta tensione ed attenzione, una conclusiva divisione della posta che suona onesta e premia lo sforzo del Benevento di continuare ad animare la categoria del brio della sua presenza e dell'Udinese di continuare a nutrire speranze d'esserci ancora.

Il presupposto della gara del Vigorito è classico della bassa classifica, alla vigilia designandosi (in parte...) appunto come sfida-salvezza quella fra Benevento e Udinese. Solo che i primi e padroni di casa a essa hanno abdicato matematicamente una settimana fa, mentre i secondi vi si sono invece a sorpresa trovati invischiati come logica conseguenza di undici sconfitte consecutive che hanno motivato pure un cambio tecnico in corsa.

In cronaca non può non registrarsi in avvio una fase di torneo che arride, genericamente, ai colori bianconeri: si siede sulla panca friulana del Vigorito proprio un ex juventino, Igor Tudor. E, al pari dei fratelli maggiori di strisce e titoli, issa ad un effimero vantaggio i suoi nella prima post-Oddo già entro il quarto d'ora, sfruttando la classica idiosincrasia dei giallorossi sulle palle da fermo (mai lenita, nonostante cambi ed aggiustamenti tecnici): dal fallo di Venuti al colpo di testa indisturbato sulla punizione susseguente ad opera di Vidmer pare di assistere ad una replica del gol di Higuain a San Siro, sia pure con diversa angolazione.

Comunque lo stesso Venuti si riscatta una decina di minuti dopo, imbeccando, con un traversone perfetto, Viola che, come la classica lama nel burro difensivo avversario (pan per focaccia, invero), s'avvita in tuffo e di testa ristabilisce l'equilibrio. E così s'imbocca per la prima volta il tunnel degli spogliatoi, nella cornice di un instancabile supporto dei diecimila di S. Colomba, per i quali ancora una volta il tempo è circolare nella sua proposta d'eccellenza del calcio nazionale: non c'è inizio né fine, ma solo spettacolo che alla visione avvince, con i suoi alti e bassi. Ed al diavolo come è andata a finire...

Vira dal giallo al rosso, come colore del cartellino rifilato dopo 12' della ripresa a Cataldi, la tonalità tecnica che ridisegna il Benevento (si scinde la coppia di punta, si puntella la retroguardia) dopo l'ennesima ingenuità nella fase difensiva che ha provocato il fallo e la conseguente espulsione, Torna, insomma, a riproporsi una sorta di parallelo bianconero della serata precedente a Milano: ospiti in superiorità numerica ma pure meteo 'innervosito', con condizioni di impreviste avversità (vento e minaccia di pioggia) che fanno il paio con l'eco delle... radioline da Verona, fiele puro per i palati udinesi.

Poi, tra 25' e 30', accade anche a Benevento quel che si legge o vede altrove: il dribblomane Brignola vede spegnersi stavolta un suo efficace eccesso contro il braccio di Pezzella, piuttosto distante dal corpo. Nulla di fatto, in avvio, poi le proteste giallorosse muovo Maresca al Var per una suspense conclusa con la prevedile scoperta del colpevole: dagli undici metri torna al gol Coda.

Ecco, il copione ora ricalca in modo pedissequo, nel suo gioco di rimandi, quello fra Inter e Juventus. Con l'Udinese, ovviamente, ad indossare i panni cromatici che le spettano. Infatti, c'è giusto il tempo di esultare sugli spalti locali, prima di raccogliere alle spalle di Brignoli un tocco di Lasagna, in una difesa immobile, e ancora di Lasagna (un minuto fatale, sempre come a San Siro) su involontario assist di testa di Venuti. Non è mai cresciuto, alla fine, il Benevento, conservando il difetto infantile della 'mollezza' in difesa che, in una squadra destinata per caratura tecnica e qualità tattica già ad un campionato di rincorsa, si è rivelato una zavorra.

Per fortuna dei tifosi beneventani, infine la sceneggiatura si slabbra, e da un corner al 90' arriva l'incornata che fissa il pareggio e il primo acuto in campionato di Sagna. Almeno viene ristabilito il merito e sancita una sorta di 'regolarità' alla trama della partita. Chiusa, come ormai è consuetudine, col saluto che squadra e tifosi si rimandano, soddisfatta l'una entusiasta l'altro.
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Il tabellino -

Benevento: Brignoli; Sagna, Djimsiti, Tosca, Venuti; Cataldi, Sandro, Viola; Brignola (dal 46′ st Gyamfi), Iemmello (dal 13′ st Parigini), Djuricic (dal 35′ pt Coda). A disposizione: Piscitelli, Brignoli, Del Pinto, Venuti, Billong, Volpicelli, Lombardi. Allenatore: De Zerbi

Udinese:: Bizzarri; Larsen, Danilo, Samir, Pezzella; Widmer (dal 32′ st Zampano), Behrami, Fofana, Barak (dal 1′ st De Paul); Balic; Lasagna (dal 37′ st Perica). A disposizione:Scuffet, Borsellini, Ingelsson, Nuytinck, Maxi Lopez, Pontisso, Halfredsson, Adnan. Allenatore: Tudor.

Arbitro: Maresca.

Reti: al 13′ pt Widmer, al 24′ pt Viola, al 31′ st Coda (rigore), al 33′ st Lasagna, al 34′ st Lasagna, al 45′ st Sagna

Ammonizioni: Venuti, Cataldi, Behrami, Balic, Brignola, Pezzella

Espulsioni: al 12′ del s.t. Cataldi per doppia ammonizione

Spettatori: 10.168