Santamaria va con Mastella? Le trasformistica politica locale denuncia l'incoerenza elettorale

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Gennaro Santamaria e Raffaele Del Vecchio
Gennaro Santamaria e Raffaele Del Vecchio

Sta gettando un po' nello scompiglio il mondo della politica beneventana la notizia che si rilanciano per primogenitura diversi organi di informazione, quella di un eventuale approdo nella squadra del sindaco Mastella (il suo staff). Trattasi di Gennaro Santamaria, la cui ultima casacca indossata, tra le tante e le altre, è stata quella dei Centristi per l'Europa, giusto un paio di mesi fa a sostegno del centrosinistra di Renzi tramite Casini, e il cui ultimo incarico di derivazione politica è stato in via Cristoforo Colombo 44, a Roma, come capo della Segreteria del Ministro dell'Ambiente Galletti per un compenso lordo di 72.378,75 euro.

Il malumore è radicato nella maggioranza che contorna Mastella, impegnata a districarsi in questioni di elevato spessore etico/amministrativo e a far quadrare i conti elettorali: “A noi di Forza Italia spettano due Assessorati e quelli ci devono essere garantiti”, per dire con le parole del capogruppo azzurro a palazzo Mosti Capuano a Gazzetta di Benevento.

In quest'ameno quadro, sulla cui scacchiera si disegnano i ruoli da assegnare all'assessore forzista Antonio Reale e la defenestrazione di Patrizia Maio, assessora forzista, per restare ai casi berlusconiani, quindi, spicca in queste ore il paventato arrivo di Santamaria che, ha scritto Il Mattino, “suscita l'avversione non solo di larga parte dei consiglieri mastelliano, bensì pure dell'intero gruppo di Forza Italia”. Quest'ultimo, in particolare, lamenta “le scelte diverse fatte a livello elettorale”, rincara Ottopagine.

Giusto per restare nei confini dei berlusconiani, è ineludibile riferire anche qualche piccolo dato, come la presenza tra gli azzurri di palazzo (Mosti) di Luigi Scarinzi o Vincenzo Sguera. Le cui scelte diverse a livello elettorale pure sono patrimonio comune (e del Comune): gli elettori ricordano, per esempio, che entrambi, appena tra maggio e giugno 2016, erano in lizza dalla parte di Del Vecchio sindaco e candidati col centrosinistra, contro Mastella.

“Santamaria è stato uno dei promotori dello schieramento contrario (a Forza Italia e Mastella, Ndr) alle amministrative di due anni fa”, scrive ancora Il Mattino inserendo anche questa motivazione in quel “siamo contrari” pronunciato all'unisono da Forza Italia.

E guardando con un po' d'attenzione i cerchi in acqua divenire più ampi per via delle pietre lanciate nello stagno della costanza di casacca, lo stesso capogruppo azzurro attuale, Capuano, pure vanta – prima d'ammorbidire le sue pulsioni politiche giovanili chez Berlusconi - passaggi in Allenza Nazionale e nella Destra di Storace.

Infine, risalendo per i rami, che dire proprio del sindaco Mastella, addirittura Ministro in due schieramenti contrapposti, ovviamente in tempi differenti, con Prodi e con Berlusconi?

Più in generale, insomma, si può ben dire che la fluidità, in politica, sia quasi una dote: per restare a galla, per rimettersi in gioco, per assaporare esperienze diverse, per non scollarsi da incarichi, e così via. A Benevento prima e più che altrove.

Santamaria o non Santamaria, insomma, l'unica scusa avanzata dalla classe di amministratori che la città si è data, che proprio non è digeribile a un'opinione pubblica ormai mitridatizzata, è quella della diversità nelle scelte a livello elettorale.

Un po' di coerenza politica nel tacere, in tale contesto, invece, potrebbe rivelarsi utile a non dar forza alla deriva in cui Benevento è piombata.