Più forti e degne di merito le motivazioni salvezza della Spal che, con un gol per tempo, regola un dimesso Benevento

- Sport IlVaglio.it

In una gara falcidiata dalle assenze sono alla fine più forti, e comunque degne di merito, le motivazioni della Spal in quella sorta di derby-salvezza fra neopromosse (a senso unico, quello ferrarese) che arride ai padroni di casa, frustrando le ambizioni di 'arbitro' del Benevento, il cui solo senso agonistico è appunto legato alla possibile resistenza da offrire sul campo di gioco alla regolarità del campionato, in particolare in tema sopravvivenza nella categoria (in chiusura esterna, fra due settimane, si profila il Chievo). Come di consueto sono un paio, fra distrazioni ed ingenuità difensive (una per tempo), a disegnare il punteggio sul tabellone, in un turno praticamente sottrattosi al giudizio critico perché abilmente costruito in chiave mediatica, sin dalla vigilia, proprio sull'insufficienza d'organico dei giallorossi, rivelatasi comprensibile zavorra ma non certo giustificazione sufficiente a interpretare novanta minuti in controtendenza rispetto alla volitività delle scorse settimane. Nella diffusa mediocrità spesa sul terreno di gioco, almeno è stata premiata la lucidità, la freddezza, l'occasionale ma decisiva spietatezza della Spal, rivelatasi alla fine la più attrezzata ad affrontare le tempeste perfette dellla serie A, fra le tre (Verona e Benevento le compagne sventurate d'avventura) che hanno ottenuto un anno fa la promozione alla massima serie, Un passo indietro dei sanniti, in conclusione, accoppiatosi al significativo passo in avanti degli estensi, a questo punto, ed a buon diritto, ancora pienamente – e con merito, come si ricordava in avvio - in corsa per la salvezza senza aver destato affatto l'impressione, nell'arco del torneo, di essere avanti, per organico e motivazioni, a questo Benevento: le è stata finora sufficiente, però, l'umiltà societaria e l'adeguamento tecnico alla categoria tradottosi nella concretezza legata alle limitate aspirazioni senza accampare scuse, per fare un campionato 'consapevolmente' di retroguardia.

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Il tabellino:

SPAL: Gomis, Cionek, Antenucci (K), Mattiello, Kurtic, Vicari, Everton Luiz, Felipe, Costa (86' Salamon), Paloschi (90' Bonazzoli), Grassi (87' Schiattarella). A disp: Poluzzi, Marchegiani, Simic, Bonazzoli, Konate, Esposito, Schiavon, Salamon, Vitale, Schiattarella, Drame, Barbosa. All.: Semplici

BENEVENTO: Puggioni, Letizia (59’ Sparandeo), Djimsiti, Viola, Gyamfi, Venuti (69’ Del Pinto), Diabaté, Parigini, Sandro (K), Iemmello (71’ Coda), Sagna. A disp: Brignoli, Rutjens, Del Pinto, Coda, Sanogo, Volpicelli, Sparandeo. All.:De Zerbi

Arbitro: Marco GUIDA di Torre Annunziata; assistenti: Crispo – Schenone

Reti: 26’ Paloschi, 83’ Antenucci (rig.)

Ammoniti: Vicari, Sandro, Mattiello, Sparandeo.