Aspirazioni parlamentari a Benevento, mentre da mesi a Roma si prova a fare un governo

- Opinioni IlVaglio.it

Ore di tensione nei palazzi del potere politico. Dove truppe ingenti di padri e madri della Repubblica sono a chiedersi se il loro destino di legislatori durerà (per la nostra agonia) lo spazio di un mattino oppure (sempre per la nostra agonia) verrà spalmato su un quinquennio. Voto o governo, insomma, è stato il dubbio che ha tormentato le notti delle elite del paese.

In attesa di conoscere il sapido parere dei movimentisti pentastellati partiti dal Sannio per Roma, evidentemente alle prese con la calibratura delle giravolte politiche del loro ex presidente del consiglio in pectore nella stesura del contrattino di palazzo (Chigi), nel perimetro provinciale comunque due big hanno già in qualche modo avuto modo di esternare preferenze. A prima vista contrastanti, in realtà parallelamente convergenti.

Citando un suo post su Facebook, Ottopagine del 9 maggio titola: “Governo tecnico? Scelta non condivisibile”, esemplificazione dello schierarsi della senatrice “azzurra” Sandra Lonardo contro l'eventualità evocata dall'ultimo giro di consultazioni del Presidente della Repubblica Mattarella. Il mandato, invece, secondo la berlusconiana sannita, andava comunque “assegnato in ossequio alla volontà popolare, essendo il Centrodestra arrivato prima alle elezioni”.
Quando si dice la preveggenza...

Commentando (siamo alla fine di aprile) l'esplorazione del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, dall'altro versante (ri)scopriamo l'anima 'martiniana' (da Maurizio Martina) del Sottosegretario Umberto Del Basso De Caro. Che, scrive Tv7, così dichiara, in chiara antitesi al suo ex presidente del Consiglio e segretario di partito toscano: “Il Partito Democratico é chiamato a decidere se accettare di fare un Governo insieme al Movimento Cinque Stelle o no, e per farlo è necessario sedersi ad un tavolo e scoprire le carte”.
Quando si dice la fuga in avanti...

La versione dialogante in chiave sannita, comunque, è stata affossata dagli eventi successivi e dalla cerniera chiusa in via definitiva dal Pd, aperto solo a soluzioni per cosi dire quirinalizie (scartate dai fatti successivi).
Voglia di governo in entrambi i casi, comunque, che fa emergere un'aspirazione a conservare la situazione attuale (parlamentare).