Arrestato un 49enne per concorso nella rapina costata la vita a un uomo a Montesarchio

- Cronaca IlVaglio.it

Il procuratore della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro, ha comunicato in una conferenza stampa, stamattina, l'avvenuto arresto di un 49enne di Tocco Caudio, Paolo Spitaletta. E’ accusato di rapina, omicidio preterintenzionale e porto in luogo pubblico di pistola; la rapina è avvenuta il 10 aprile a Montesarchio, in un'abitazione. Vittime due anziani fratelli, Angela Parente di 85 anni e Giovannandrea Parente, 83enne, ques'ultimo morto - in seguito ai colpi patiti nel frangente- nell’ospedale “Rummo di Benevento, ” per “insufficienza multiorgano in oggetto con imponenti lesioni encefaliche di natura traumatica”. I carabinieri della Compagnia di Montesarchio e del Nucleo Operativo del Comando di Benevento hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dello Spitaletta in concorso con un 26enne di Montesarchio, Valentino Improta, sulla base delle dichiarazioni rese dalla vittima e da alcuni testimoni, delle intercettazioni e dei dati investigativi che hanno consentito agli inquirenti di ricostruire la vicenda.

Queste le parole di Aldo Policastro: "Subito dopo la rapina, le attività investigative si sono concentrate sul 26enne, ritenuto il probabile autore dell'evento delittuoso a danni dei fratelli Parente che per tale motivo è stato raggiunto da un avviso di garanzia". Le successive indagini hanno ricondotto la rapina ai due uomini "grazie ad alcune testimonianze, a un'attenta analisi del traffico telefonico delle utenze in uso agli indagati, alle attività tecniche di intercettazioni e all’esame dei tabulati telefonici e del traffico veicolare".

"In seguito - ha rivelato ancora Policastro - la madre del 26enne ha denunciato la scomparsa del figlio, avvenuta il 2 maggio, con l'auto di sua proprietà. Il 4 maggio, poi, è stato ritrovato a Tocco Caudio un cadavere carbonizzato, non identificato, proprio all’interno del citato veicolo.

Le indagini successive hanno consentito di ricostruire i dettagli esecutivi, la dinamica e i ruoli avuti dai due nella rapina e la causa della morte dell'83enne. Dalle dichiarazioni e da un' attenta analisi del traffico telefonico delle utenze in uso agli indagati, dall’esame dei tabulati telefonici e da altri accertamenti tecnici relativi all’autovettura poi incendiata si sono ricostruiti i momenti successivi alla rapina.

L'auto usata per la rapina in uso allo Spitaletta è rimasta impantanata e successivamente è stata recuperata". "E' stato individuato con esattezza il luogo in cui ciò è avvenuto - ha continuato Policastro -. Improta, dopo la rapina, ha incontrato preoccupato il complice e lo ha informato di aver ricevuto la notifica dell’avviso di garanzia per la rapina, dicendogli di aver bisogno di denaro per le spese conseguenti al procedimenti avviato.

La consulenza medica, espletata dopo l’esame autoptico, ha fatto emergere chiari elementi di riscontro alla circostanza che a determinare la morte di Parente è stato il trauma cranico cagionato dal pugno sferrato da Improta e dalla consequenziale caduta dell’anziano".

Policastro ha reso noto che "Spitaletta è gravato da numerosi e gravi precedenti penali anche specificim ed è stabilmente radicato nel contesto criminale locale. A carico di Improta non è stata chiesta alcuna misura cautelare, essendo altamente probabile che sia morto, a seguito della scomparsa, atteso il rinvenimento sul Taburno del cadavere carbonizzato nella vettura a lui in uso. Sul punto sono ancora in corso accertamenti tecnici.

Spitaletta è stato ora trasferito presso la casa circondariale di Napoli Secondigliano. Contestualmente , i militari dell’Arma hanno proceduto a numerose perquisizioni domiciliari nella Valle Caudina e in quella Vitulanese alla ricerca di armi ed esplosivi, date le molte attività criminose con usio delle armi verificatesi in tali territori".