A proposito delle reazioni a sinistra sulla mancata partenza del Governo Conte

- Effetti collaterali di Giovanni Barra

State esultando. Lo vedo, lo sento. A sinistra è tutto un esultare sciatto e disperatissimo. Oddio, non sempre sciatto, non sempre disperatissimo, non sempre a sinistra. Almeno non a sinistra come la intendo io o come la intende la storia delle dottrine politiche. In qualche caso, l'esultanza si fa ricercata, controllata, argomentata, a tratti pedante, poco esultante. Altrove, singhiozzante, dilemmatica, attraversata da sensi di colpa, allarmismi inerziali, catastrofismi pigri. Lo vedo, le stesse facce lungimiranti che esultavano timidamente per l'insediamento del governo Monti, voilà, adesso gongolano svogliatamente per il mancato governo Conte. Ma cos'è successo, da dove proviene questa ventata di euforia problematica (a sinistra persino l'euforia diventa pallosa)? Cos'è che agita tanto Lucia Annunziata e Marco Damilano?

Risposta: l'Europa a trazione franco-tedesca ha bocciato indirettamente la candidatura di Paolo Savona, illustre economista indicato dal pentaleghismo per il dicastero dell'economia in virtù delle sue posizioni eurocritiche maturate in tempi recenti, e lo ha fatto attraverso il veto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Quest'ultimo, con la suddetta mossa, uscendo con impareggiabile protagonismo dalle domeniche della storia e dividendo l'opinione pubblica, si è guadagnato ogni tipo di considerazione. Sintetizzo quanto detto di lui: garante dei non italiani, per i perplessi moderati; esecutore testamentario della sovranità nazionale e della democrazia italiana, per i perplessi pirotecnici; salvatore della patria, per i sedicenti responsabili. Risultato: il trappolone di Salvini, una specie di supereroe machiavellico se paragonato alla folla di statisti ispirati che gli si è opposta, è giunto a compimento; la prevedibile escalation leghista, come dimostrano i sondaggi, potrà finalmente avere inizio; i promettitori di professione, deresponsabilizzati dall'alto, avranno materiale di prima scelta su cui edificare, in chiave referendaria, la prossima pomposa campagna propagandistica. Grazie Mattarella, grazie davvero.

La motivazione ufficiale della morte in culla del governo Conte? Gli operatori finanziari hanno storto il naso. E, si sa, nessun movimento nasale sa essere convincente come quello degli operatori finanziari. Provo a esprimere il medesimo concetto in un altro modo, magari dispiegandolo e senza scomodare narici tecnocratiche: l'indicazione di un ministro dell'economia perfettamente coerente con le istanze eurocritiche sottintese all'elettorato pentaleghista, e provenienti dalle stanze dei bottoni in corpo, è incompatibile con le aspettative delle agenzie di rating, più vicine alle stanze dei bottoni tout court. Manca ancora qualcosa. Riformulo un'ultima volta affinché si possa penetrare al meglio la gravità della situazione: la volontà politica della maggioranza degli elettori italiani, democraticamente espressa, è inconciliabile con la volontà dei mercati; ma i mercati hanno la precedenza, ergo, la volontà politica degli elettori italiani può anche andare a farsi benedire. Ergo, il meccanismo democratico può anche andare a farsi benedire.

Ora, tali inferenze, tali interferenze, che rassicurano senz'altro i mercati, quietano i rialzi dello spread (?) e si fondano su un processo alle intenzioni subito da un ministro dell'economia mancato (il quale aveva smentito ogni possibilità di uscita dall'euro ben prima della decisione definitiva di Mattarella), dovrebbero impensierire, a mio modestissimo avviso, ogni cittadino italiano, a prescindere dall'appartenenza politica (alla prima accusa sbavante di pentaleghismo, lo giuro, non risponderò delle mie azioni!) e dalla condivisione delle manovre di ritrattazione del debito che lo stesso Savona avrebbe, con ogni probabilità, portato avanti. Dovrebbero impensierire perché questo drammatico precedente, se unito all'imposizione del compianto governo tecnico, rischia di alimentare impulsi retrotopici non più reversibili.

Invece, a sinistra, continuo a vedere tappi di champagne svolazzanti e carte costituzionali sventolanti: non desta alcuna preoccupazione il fatto che un europeismo cieco, vuoto, retorico, tecnocrate, neoliberista, proteso ad avvantaggiare gli stati membri più ricchi attraverso politiche economiche improntate sull'impoverimento sistematico e scientifico degli stati membri più deboli, abbia dato prova, ancora una volta, della sua enorme capacità di ingerenza, decidendo del destino economico della nostra nazione.

“Sarà una battaglia incredibile tra chi vuole uscire dall’Europa e chi vuole un’Italia forte ma dentro l’Europa. Sarà una battaglia tra chi combatte sulla base di fake news e chi porterà numeri, fatti, argomenti. Sarà una battaglia tra chi mette in discussione l’appartenenza atlantica dell’Italia e chi non vuole cambiare una linea di politica estera che l’Italia segue da 70 anni. Sarà una battaglia tra chi scommette sull’antipolitica e chi crede nella politica” (Matteo Renzi). Così parlò, così parlò il Lord di Castamere...