Il depuratore che verrà a Benevento di fatto affidato senza gara alla Gesesa. I cittadini si organizzino per impugnare la delibera

- Opinioni di Pompeo Nuzzolo

In questo articolo pareremo di quanto deliberato dalla Giunta Comunale di Benevento in favore della progettazione, costruzione e gestione del mancante depuratore delle acque reflue e di fogna, da parte della Gesesa SpA. Ma consentitemi una breve premessa, d'ordine più generale.
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E' l’economia politica al centro del 'Capitale' di Carlo Marx? No, ma la critica dell’economia politica. Che vuol dire? Che l’Economico vale per Marx come figura dello Spirito , come espressione della nuova potenza che lo incarna nel mondo contemporaneo. L’Economico è per Marx ciò che sarà la Tecnica per Heidegger: l’energia che informa di sé ogni forma di vita, che determina il Sistema complessivo delle relazioni sociali e politiche, che fa nascere un nuovo tipo di uomo. Così Massimo Cacciari sha scritto di Marx sull’Espresso di qualche settimana fa. E veniamo a noi.
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Con la delibera n. 92/2018, la Giunta Comunale di Benevento ha affidato di fatto, per agevolarne il procedimento, in modo diretto alla Gesesa la progettazione, costruzione e gestione del costruendo depuratore. Dopo qualche giorno, il Consiglio Comunale, la cui delibera non è stata ancora pubblicata, con un dispositivo che approva le premesse indicate nell’atto, di fatto ha confermato l’operato della Giunta.

Nell’aprile del 2017 fu definita la convenzione con il commissario straordinario che avrebbe dovuto, attraverso procedure di evidenza pubblica, affidare la progettazione del depuratore. Per eseguire una procedura europea per l’affidamento di servizi di ingegneria, ci vogliono al massimo tre mesi.

Torniamo all'oggi. Il commissario straordinario, prendendo atto dell’accaduto tra Giunta e Consiglio, ha valutato positivamente le decisioni assunte per la loro capacità di agevolare le procedure e ha confermato gli accordi presi.

Personalmente, conosco un solo modo per agevolare le procedure, quello di attivarle ed eseguirle. Con un anno di ritardo, a Benevento, invece, si affidano i servizi di ingegneria che, espletando le procedure previste dal Codice dei contratti, si sarebbero potuti affidare agli inizi dell’estate del 2017. Si resta perplessi, quindi, sulle motivazioni alla base della scelta semplificazione e si prende atto che la concessione di un servizio pubblico è stata affidata in modo diretto senza esperire le procedure di evidenza pubblica.

A tale semplificazione hanno partecipato almeno tre enti: Comune di Benevento, Commissario straordinario ed Ato. Appare evidente che gli organi pubblici ritengono che la prassi, come qualcuno ha detto, di estendere servizi aggiuntivi all’attuale gestore non previsti nell’oggetto del contratto, sia prevalente sul dettato legislativo. Tale espansione insieme alla progettazione, costruzione e gestione del depuratore, consentendo alla Gesesa di diventare gestore unico delle due provincie, Benevento ed Avellino, produce anche una espansione del bilancio di tale società da 12, 5 milioni ad almeno dieci volte tanto.
La gara, prevista in tali casi, invero, non serve solo a individuare il miglior operatore possibile, ma anche per stabilire il prezzo di mercato, cosa che con l’affidamento diretto non si verifica. Quali sono i criteri per stabilire il prezzo di mercato? Qual è il vantaggio per il Comune di Benevento ?
Non credo che la Gesesa sia disponibile a concedere, mediante lo statuto societario, i vantaggi che, tramite la riforma di cui all’art. 17 del dlgs 175/2016, il socio Comune potrebbe ottenere attraverso una gara competitiva ad evidenza pubblica.

Penso, invece, che la logica sia stata quella indicata dal Professor Cacciari, citata a inizio di questo articolo.
Bisogna prendere atto della trasformazione genetica dell’istituzione e della politica che, da luogo di riflessione e confronto per cercare il bilanciamento tra interessi e diritti concretamente in conflitto, sono diventate il luogo sul come incidere sulle procedure per concretizzare meglio la categoria dell’Economico, in questo caso degli interessi della finanza. Aver privatizzato i servizi senza liberalizzare è l’effetto di questo pensiero unico.

L’unico elemento competitivo, la gara, in un settore sostanzialmente monopolistico viene superato da una “procedura semplificata". Tutto questo modifica le relazioni fra cittadini, utenti di un servizio gestito in regime di monopolio chiamato naturale, e il Comune di Benevento che li rappresenta e che, evitando le procedure di evidenza pubblica alle quali era affidato il ruolo della mediazione fra interessi e diritti, li induce a trovare forme di partecipazione diverse all’interno del sistema istituzionale.

Preso atto di tutto ciò, credo che, in questa realtà, spetti ai cittadini il compito di tutelare il bene comune dell’acqua e cercare di ripristinare la garanzia giuridica quale categoria necessaria per bilanciare gli interessi e i diritti.

Impugnare le delibere in tutte le sedi deputate e organizzarsi attraverso l’apertura di un conto corrente, invitando i cittadini più sensibili al tema a contribuire alle spese legali, pare proprio sia diventato l’unico modo di tutelare un bene comune.