M5S e Lega rinsaviti danno all'Italia il governo. La falsa partenza sia d'insegnamento

- Opinioni di Carlo Panella
I vicepresidenti del Consiglio dei Ministri Di Maio e Salvini
I vicepresidenti del Consiglio dei Ministri Di Maio e Salvini

I partiti di Di Maio e Salvini sono rinsaviti; più precisamente, sono stati fatti rinsavire dagli effetti disastrosi per l'Italia e gli italiani, sul piano economico finanziario, dell'affidabilità e dell'immagine, causati dal loro pretestuoso e scomposto, ai limiti del ridicolo, reagire a un semplice no alla nomina di un ministro. Legittimamente il Presidente della Repubblica l'aveva espresso e solo questo doveva contare (le valutazioni di merito sulle preoccupazioni di Mattarella erano e sono chiaramente opinabili, ma questa è tutt'altra storia). E invece c'è stata l'assurda reazione di Lega e M5S che, 5 giorni fa, avevano deciso di non voler dare ancora un governo al Paese, dopo essersi fatti attendere più di 80 giorni.

Di più, hanno scatenato una gazzarra, folle al punto da chiedere la messa in stato di accusa di Sergio Mattarella, l'impeachment del Capo dello Stato! Esito? Spread alle stelle, interessi sul debito pubblico rapidamente lievitati, crisi istituzionale, annuncio/minaccia di ricorso alle piazze, colpo ulteriore alla credibilità internazionale dell'Italia!

La saggezza e la mano ferma del Presidente della Repubblica, pronto nel reagire, mantenendo la calma e incaricando in piena burrasca, il tecnico Cottarelli con possibili elezioni a luglio, hanno saputo governare la nave in gran tempesta. Saggezza supportata dalle voci di dentro giunte a Lega e M5S (in arrivo sempre più forti dal paese reale) invitanti i capi alla responsabilità, nonché dai costi salati delle reazioni e preoccupazioni dei mercati internazionali e da tutti i creditori dell'enorme debito pubblico dell'Italia.

E così, finalmente, dopo 4 giorni, M5S e Lega hanno dovuto fare marcia indietro, accettare l'inappuntabile - sul piano formale - no a Savona per quel ministero, spostarlo a un altro incarico, molto meno importante e di impatto internazionale, e fatto nascere il governo Conte che giurerà oggi pomeriggio.

Era quello che fin dall'inizio si aspettava il presidente della Repubblica e che andava fatto immediatamente. E' stato impedito dalla relativa capacità politica dei nuovi governanti (alcuni all'esordio) sommata a qualche seducente sirena del "tanto peggio tanto meglio", immaginando di lucrare qualche voto e scranno in più col repentino ritorno alle urne.

Il M5S si è ravveduto per primo e ha dovuto fare una ineffabile, repentina marcia indietro sul gridato impeachment per Mattarella (un giorno santo, un altro diavolo per i gialli di Grillo) dicendosi pronto a collaborare con il Presidente della Repubblica . Salvini ci ha messo più tempo, ma poi ha dovuto diventare responsabile ed eccolo ora, con Di Maio, vicepresidente del Consiglio.

Al di là della lettera della Costituzione e della costante prassi (sul ruolo decisivo del Presidente della Repubblica nella nomina dei ministri) - che non dovevano far sorgere dubbi sull'assoluta legittimità dell'azione di Mattarella per Paolo Savona- sarebbe comunque bastato il buon senso a evitare il disastro, come ho già scritto (clicca e leggi) a caldo su queste colonne. Bastava dare un altro ruolo formale nel Governo nascente a Savona, come è poi accaduto spostandolo ad altro ministero. Contano le cose da fare, molto di più, di chi è chiamato, con tanti altri, a farle.

Meglio tardi che mai, comunque, anche se l'imperizia e l'arroganza mostrate da M5S e Lega sono riuscite nell'incredibile risultato di aver fatto male (malissimo) prima ancora di cominciare. Speriamo che servirà tale esperienza nella concreta azione di governo che oggi va a cominciare.