C'è anche una Benevento antirazzista che ha protestato per l'assassinio di Sacko Soumayla - Fotogallery

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C'è anche una Benevento antirazzista, solidale che protesta (Vai alla Fotogallery) per un giovane sindacalista dell'USB abbattuto come fosse un animale, a fucilate, la notte di sabato scorso, in Calabria, a San Calogero, ai confini tra le province di Vibo e Reggio. Si chiamava Sacko Soumayla, 29enne maliano; ha lasciato una moglie e una figlia di 5 anni. Da oltre 10 anni era in Italia, immigrato regolare, e difendeva i diritti negati ai suoi compagni africani, sfruttati oltre ogni limite nei campi. Sabato, con i due connazionali, Madiheri Drame, 30 anni, e Madoufoune Fofana, 27 anni, in una fabbrica da anni abbandonata, cercava lamiere da far utilizzare ai sui compagni nella baraccopoli sorta nell'area industriale di San Ferdinando, dove lui, peraltro, aveva già rimediato una collocazione, per sé e la sua famiglia. Non si sa ancora chi abbia sparato, ma quel che è certo è che l'omicidio è stato volontario. Da una Fiat Panda bianca, vecchio modello, l'assassino è sceso, ha mirato e ha sparato 4 colpi. Il primo ha ucciso Soumayla, il secondo ha ferito a una gamba Drame; Fofana è stato mancato ed ha potuto dato l'allarme.

Indipendentemente, dagli esiti investigativi è scattata la mobilitazione nell'Italia antirazzista, anche a fronte dell'assordante silenzio delle massime cariche istituzionali nazionali, rotto fortunatamente, stamane al Senato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo discorso per la fiducia. Ha stigmatizzato il barbaro assassinio, fatto le condoglianze ai familiari ed è stato applaudito dai senatori di ogni schieramento. Meglio tardi che mai...

Il sindacato USB ha organizzato, in poche ore, il presidio per oggi pomeriggio sotto la Prefettura, al Corso Garibaldi di Benevento. Presidio nutrito, composto da persone di ogni età, non pochi migranti, di varia provenienza, laici e cattolici, associazioni antifasciste e non solo, partiti politici presenti in parlamento e centri sociali, anarchici e sindacalisti.

Nei vari interventi (5) sono state ricordate le ragioni della manifestazione contro il razzismo sempre più preoccupante in Italia, le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere i migranti, il loro sfruttamento economico prossimo alla schiavitù, in un contesto di generale negazione dei diritti e d'oppressione sociale.

Discreta la presenza delle forze dell'ordine che hanno assistito a una manifestazione pacifica e di alto valore civile, per la solidarietà espressa e le parole spese.

Non è stata cosa da poco in una realtà dove le pulsioni razziste sono sempre meno nascoste e le tentazioni di sfruttare politicamente l'onda xenofoba sono in crescita e sempre più spudorate.

E nella quale, proprio mentre l'Italia civile si è indignata per i colpi sparati su Sacko Soumayla, il sindaco Mastella ha chiesto ieri al prefetto, e ottenuto per domani, una riunione in Prefettura del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico per non si sa quali gravi episodi di cronaca che avrebbero visto coinvolti dei giovani migranti. Sulla morte di Sacko Soumayla da Mastella e dalle altre istituzioni locali invece nememno una parola.