Comunicare a giugno di voler chiudere il De La Salle è inaccettabile

- Opinioni di Rosario Minicozzi

Riceviamo e pubblichiamo - Sono il papà di un bambino di 5 anni, che da due frequenta la scuola dell'Infanzia presso lo storico istituto beneventano. Da qualche giorno sono circalte voci sulla imminente - e irrevocabile - chiusura dell'Istituto disposta dalla Diocesi e dall'Arcivescovo, a causa degli elevati costi di gestione della struttura. Non volendo entrare nel merito delle valutaizoni economiche compiute da S.E. Mons. Accrocca e dai Suoi collaboratori, come papà di un bambino che si appresta a compiere l'ultimo anno di scuola dell'infanzia, porta di accesso alle fondamentali scuole elementari, ritengo inconcepibile e contrario ad ogni canone di correttezza e trasparenza far trapelare, nel mese di giugno, molteplici voci sulla imminente chiusura dell'Istituto scolastico, senza darne seria e certa conferma o smentita (Clicca e leggi l'articolo in merito del Vaglio.it, NDR)

Come a tutti noto, infatti, le iscrizioni al prossimo anno scolastisco - quello 2018-2019 - sono state effettuate nello scorso mese di gennaio.

Comunicare - o, meglio, non comunicare ufficialmente - la chiusura della scuola a far data da settembre, nel mese di giugno, comporterà per tutti gli iscritti, circa 300 alunni tra tutti gli ordini, dall'infanzia al liceo, evidenti difficoltà nell'iscrizione al prossimo anno scolastico.

Certamente una soluzione verrà trovata, fosse solo perchè il diritto allo studio è costituzionalmente garantito, ma comprimere in questo modo il diritto di ogni individuo a poter scegliere dove seguire il prossimo anno scolastico è davvero inaccettabile.

Non si può non pensare, poi, agli insegnanti, ai collaboratori scolastici, agli ausiliari, ed a tutti coloro i quali quotidianamente svolgono il proprio lavoro - peraltro in modo eccellente - presso l'Istituto De La Salle che, come noi genitori, ad oggi non hanno alcuna certezza su cosa succederà a settembre.