Consiglieri e assessori cattivi pagatori di tasse e tributi: solo un'opera di distrazione

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...e poi (chissà) ne rimase solo uno. Non la (mediocre) rimasticatura da un capolavoro della Christie, bensì proprio il risultato dell'operazione 'morosità' scattata a febbraio 2017 al Comune di Benevento. Innescata da un articolo del quotidiano Il Mattino (partendo dalle 'disattenzioni' sui tributi locali per approdare alle decisioni della Corte dei Conti). Foriera di tante polemiche tra i consiglieri e gli assessori comunali vistisi tirati in ballo per debiti nei confronti del Comune di Benevento, elemento – quest'ultimo – capace di far scattare la tagliola dell'art. 63 del Testo unico degli enti locali, ovvero l'incompatibilità con la carica ricoperta. Quella che ha schivato, per ora, l'unico consigliere comunale coinvolto, Capuano (di Forza Italia). La cui posizione non è stata discussa nel corso dell'ultima riounione dell'Assise in archivio (7 giugno) perché ancora rinviata in Commissione per ulteriori accertamenti.

L'onda lunga della 'gogna mediatica' di oltre un anno fa si è spenta, dunque, in una modesta risacca, al punto che appare lecito domandarsi quale senso abbia avuto armare, in principio, la manina giornalistica. Può starci una scuola di pensiero più maligna, quella che porta a propendere cioè per un classico polverone. Sollevato al fine di distogliere l'attenzione dai problemi reali, di tenere sotto pressione consiglieri e/o assessori, di occultare difficoltà politiche del momento: quando il caso scoppiò, si era, ad esempio, a poco più di un mese dalla dichiarazione di dissesto ratificata dal Consiglio comunale e a cavallo dell'insediamento della Commisisone straordinaria di liquidazione.

Per i meno amanti della dietrologia, invece, il coperchio sollevato al pentolone delle (presunte) morosità ha prodotto uno sbuffo di vapore salutare per le casse dell'ente locale. Magari senza lo strombazzamento mediatico, ci saranno state posizioni studiate, riviste o proprio sanate, in un percorso di accelerazione filato via di pari passo con lo smorzarsi dell'eco indignata di chi era stato tirato in ballo, a torto o ragione, dal malizioso scritto di stampa. Qualcuno, insomma, avrà prestato maggiore attenzione a bollettini e versamenti, 'uniformandosi' – dall'alto della carica istituzionale – all'onesto contribuente senza alcuna carica, ma pagante. Propagandando all'esterno, in conclusione, pure un'immagine specchiata del civico consesso.