E Sua Eccellenza si fermò a mangiare... La breve tappa di Di Maio a Benevento

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Selfie, allegria, orgoglio: e il vicepremier Luigi Di Maio accusò una pausa mangereccia a Benevento, nel suo viaggio di trasferimento dalla Puglia a Roma. Addirittura spot indiretto, e occasionale, della proposta (non indecente) di fare della via Appia un patrimonio Unesco, sotto la spinta della riscoperta culturale di Paolo Rumiz all'uopo colta dal sindaco di Benevento Mastella. Il rimescolio in salsa locale della commedia all'italiana, ci ricorda dunque – attraverso gli affannati fan pronti allo scatto e gli ossequianti media pronti al riscatto - che “Sua Eccellemza si fermò a mangiare”, traducendo nella realtà le fantasie di Mario Mattioli. Laddove il genio di Totò, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Virna Lisi e Lauretta Masiero lascia il posto a ministro e deputato sannita fissati a compulsare, a tavola, lo smartphone, come adolescenti qualsiasi chiamati al rito della pizza&cocacola, relativamente educati e incapaci di una qualsivoglia comunicazione verbale. Perché i destini del Paese sono il frutto acerbo solo di una connessione web, che prescinde dal contorno. E anche dal primo piatto.

Sarà questo il motivo per cui, nella foga di riferire dell'evento/avvento, i lettori non sono stati informati dell'essenza del rito, il menù. C'è da sperare, quindi, che la prossima volta di Di Maio a Benevento sia una fermata e non una sosta, segno di un interessamento meno virtuale e più concreto.