Mastella minaccia: "Pochi soldi da Napoli, chiudo Città Spettacolo". Ma si annuncia una trattativa

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Renato Giordano e Clemente Mastella
Renato Giordano e Clemente Mastella

Il nuovo tormentone di periodo riguarda Benevento Città Spettacolo, la manifestazione culturale più datata della storia cittadina. Rischia quest'anno, a sentir risuonare l'allarme a telecamere e microfoni locali unificati, addirittura di saltare - proprio alla vigilia del quarantennale (ha debuttato nel 1980). La miccia è stata accesa dal sindaco Mastella a margine della presentazione degli eventi allestiti dal Conservatorio 'Nicola Sala' per la Festa Europea della Musica 2018. Il motivo? La “cifra irrisoria” stanziata dalla Regione Campania (100.000 euro in luogo dei 150.000 dello scorso anno), che avrebbe trattato la creatura - partorita in arte da Gregoretti e successivamente sostanziata negli anni '80 dall'ex sindaco Pietrantonio - come “una sagra paesana” (un tipo di festa, peraltro, non proprio agli antipodi da quanto proposto da Mastella...) smorzandone la “capacità propulsiva per la città e la provincia”. Senza ripensamenti partenopeo/salernitani, ha detto il sindaco di Benevento, “faremo altre cose, di grande buon gusto, di buon senso, di intelligenza creativa come il BCT” e i “centomila li restituiremo al mittente... li utilizzassero per qualche altro paese del salernitano”.

A parte quest'ultimo, orgoglioso gesto– solo annunciato, per ora -, giova ricordare che l'affievolimento della citata capacità propulsiva della storica rassegna teatrale (divenuta kermesse con Mastella) si registra a partire dall'edizione n. 37, del 2016, la prima dell'era Mastella/Giordano, con Città Spettacolo che si trasforma in un panino grazie all'abbinamento con “Il Crudo e il Cotto”. Formula ripetuta l'anno successivo, edizione n. 38, dove al marchio originale - sempre più sbiadito – si è affiancata “A Sud di nessun Nord”. Il problema del finanziamento, dunque, è stato reso marginale nel recente passato dall'opportunità di poter accedere ad altre casse (come dimenticare il 'fund raising' in delibera di un anno fa, o la opportuna 'rimodulazione'?) per ampliare lo spettro di una proposta in allontanamento dal progetto originale del regista, attore, giornalista, drammaturgo e intellettuale romano.

O chissà:
- guardando alla riduzione da altro angolo, è lecito magari pensare che l'incisività culturale della manifestazione di fine estate di Benevento si sia ridotta, planando in uno stato di normalità da 'accontentare' come una qualunque altra manifestazione di “paese”;

- spostando di nuovo la visuale, è anche lecito pensare che il programma proposto dal Comune di Benevento alla Regione (per ora sconosciuto) magari presupponga un impegno più corposo, venendo meno le stampelle dei due anni passati e di conseguenza le folle strabocchevoli ed entusiaste che riempiono il vuoto d'immagine.
Infine: farsi bastare il poco è un delitto?
Poi, certo, il sindaco Mastella può benissimo porre fine anche formalmente all'esperienza di Benevento Città Spettacolo, rispendendo l'obolo al mittente. In tal caso apporrà in calce al certificato di morte la 'sua' firma e non certo, come prova a spacciare nelle dichiarazioni, quella della Regione di De Luca. Per quanto quest'ultima dimostri d'essere 'micragnosa' e ingiusta nelle distribuzioni. Come del resto fa la politica di ogni colore a ogni latitudine. Ma alla politica si tornerà: dopo la minaccia di stop, già s'annuncia un incontro chiarificatore del Comune in Regione con l'assessore al ramo...