Come prevedibile, da Napoli arrivano i fondi per Città Spettacolo ridotta a kermesse. Il lamento delle 5 Stelle

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E' vero che risulta piuttosto stucchevole tornare in maniera ciclica a parlare di Benevento Città Spettacolo e del vespaio di polemiche innescate delle dichiarazioni degli attori istituzionali di primo piano, siano essi sindaco, assessore, consiglieri comunali e senatrici della Repubblica... pudicamente definitesi “portavoce” (e c'era chi criticava che ci si rivolgesse l'appellativo di “compagno”, un tempo...), ma non se ne può fare a meno quando il tema viene sbattuto in prima pagina per il solito, strumentale interesse politico dell'amministrazione locale teso a 'fomentare' le masse prospettando loro la possibile sottrazione dei panini al kebab, della movida animata dai dj, delle bancarelle con le ovvie eccellenze enogastronomiche, dei concertini di piazza – in uno a qualche (meno sentita) rappresentazione teatrale.

Le previsioni meteoeconomiche della serata del 20 giugno hanno reso fievole il rombo dei tuoni mastelliani della vigilia (leggi: http://ilvaglio.it/article/7483/mastella-minaccia-pochi-soldi-da-napoli-chiudo-citta-spettacolo-ma-si-annuncia-una-trattat.html) ed il cielo sopra Benevento Città Spettacolo ha preso nuovamente a rischiararsi (leggi: http://ilvaglio.it/article/7491/dopo-i-tuoni-di-mastella-il-cielo-vira-al-sereno-su-benevento-citta-spettacolo.html).

Gli esecrabili nemici del giorno prima (la Regione salernocentrica) sono divenuti i destinatari dell'ossequio del giorno dopo (“...ringraziamo il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca e l’Assessore regionale allo Sviluppo e Promozione del Turismo, Corrado Matera ...”) ed è quindi probabile che la pitoccheria centralista si sia voltata in liberalità.

Insomma, la missione partenopea dei dioscuri della cultura cittadina (Mastella-Picucci, e si penta chi aveva pensato per un attimo a Giordano in luogo dell'assessore...) ha allargato lo spazio di trattativa per un'addizione finanziaria alla dote della rassegna (i presunti 100.000 €) ristabilendo - è lecito supporre – almeno l'obolo precedente (150.000 cocuzze).

Tutto ciò in favore di una rassegna ritenuta “tra i primi cinque Festival italiani”, secondo la rimasticatura acritica di una sorta di classifica di un quotidiano pubblicata un anno fa, probabilmente legata più all'aspetto della tradizione (il fatto che nonostante gli attacchi di Mastella-Picucci-Giordano fosse ancora i piedi dopo trentotto anni) che alla sostanza, svilita dal panino con altre manifestazioni e snaturata nel divertimentificio cui sopra s'è accennato.

Giova ripetere invece che, dopo appena quattro edizioni, il Festival in Alta Irpinia con la griffe Vinicio Capossela in luogo di Renato Giordano (Sponz Fest, Calitri) per presenze e qualità ed inventiva assieme ha di gran lunga inaugurato una formula innovativa ed accattivante e surclassato l'attuale kermesse beneventana... prendendo pure 10.000 € in meno di finanziamenti regionali nel 2017, senza i lamenti di routine.

Al coro delle prefiche sannite hanno aggiunto tonalità governative le senatrici cinquestelle del territorio (leggi: http://ilvaglio.it/article/7490/de-lucia-ricciardi-m5s-programmazione-culturale-regione-matrigna.html), portavoce di se stesse nel sostenere più che la causa locale (a Città Spettacolo è giusto pro forma dedicato qualche rigo) il malgoverno regionale, ovvero la distribuzione a senso quasi unico dei fondi campani per la programmazione culturale 2018 (quasi due terzi sui 12 milioni e passa di euro).

Non che non sia più che opinabile e penalizzante tale assetto, ma i 4 milioni e passa al Giffoni Experience e gli oltre 2 milioni di euro a Luci d'Artista, nel capoluogo salernitano, magari hanno una qualche motivazione. Sottaciuta, nell'intervento di De Lucia e Ricciardi, in rapporto alla qualità che dovrebbe motivare la spesa altrove: il primo è un festival (ma chiamarlo tale è riduttivo) sostanzialmente unico al mondo, figlio di una intuizione formidabile (la cultura rappresentata dai bamini) allevata con uno speciale gusto ed altrettanta attenzione per il particolare nonché le antenne sempre ritte per le trasformazioni succedutesi nei quarantasette (47) anni della sua storia; il secondo è il classico evento (nato in Campania nel 2006) che - per dirla alla Mastella – accresce davvero il 'PIL' in termini di economia territoriale del turismo (basta sfogliare qualche pagina internet, in proposito).

Infine, le nostre (loro...) senatrici ri-scoprono il campanile (“...evidente la disparità di trattamento da parte della Regione che non definiremmo più matrigna ma ancor peggio ...”) ma fuggono da una disamina sullo stato attuale dell'arte nella “città della cultura” (sarebbe Benevento, per inciso), eludendo l'interrogativo più semplice: un finanziamento, qualunque esso sia e di qualunque importo, è davvero meritato o, per usare le parole da loro spese, “il valore o meno delle proposte è altra cosa ma a quanto pare la Regione Campania non ne ha tenuto conto visto che molti euro (compresi quelli di Benevento? - Ndr) degli oltre 12 milioni vengono assegnati a scatola chiusa"?