Un Assist per la ex Colonia elioterapica e per la memoria della palla al cesto

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Il racconto del basket attraverso le tappe di una evoluzione transitata per la palla al cesto e la pallacanestro è sempre piacevole da ascoltare. In particolare quando la memoria indugia sul passato remoto, solleticata dalle parole dei protagonisti di allora finite per incrociarsi con l'attualità rimodellata della Colonia Elioterapica. Dunque, la chiacchierata a più voci che ha sostanzialmente chiuso la manifestazione “Un assist per la Colonia”, appunto nella struttura così come venuta fuori dai lavori del PIU Europa, ora gestita dalla cooperativa Batololongo, si è rivelata un momento di “intimità” cestistica consumato pubblicamente e venuto a saldare la generazione dei pionieri e quella del futuro di questa disciplina sportiva (i 130 e passa bambini del minibasket che hanno animato il campo da gioco nei cinque giorni della manifestazione). Niente di sorprendente, se non il segreto gusto della rievocazione nel clima poco paludato di una serata informale, che – nei suoi ovvi limiti - ha chiamato a raccolta i brillanti nomi e le testimonianze di un tempo (Umberto Musco, Mario Napolitano, Vincenzo Moretti, Mario Collarile, Peppino Di Lorenzo, il giornalista 'divulgatore' premiato durante la serata Rino Di Dio, Gennaro De Masi – per esempio) fra assenze fisiche (Ievolella, Guido Martinelli, il 'prof' Di Pietro) e, purtroppo, 'ideologiche' (padre Antonio Bevilacqua). Un omaggio circoscritto nell'interesse ai soli ultra... qualcosa, ma non per questo meno ricco di significato, la fotografia di un mondo scomparso sulla quale si versano stille d'emozione inspiegabili, quelle che hanno irrorato le radici di un movimento fermo, oggi e certo con più costrutto, al rimpianto piuttosto che al compiacimento. Il passato è venuto a galla fra ilarità e commozione (Rocco Di Gioia) in una struttura che col passato che ne ha dettato la storia ha oggi poco in comune. Così come venuta fuori dai progetti a sfondo europeo, la ex Colonia Elioterapica ha infatti dismesso i panni di cittadella dello sport per acquistare quelli di spazio sociale multiforme privo però del senso di aggregazione garantito dal ruolo conquistato negli anni e dalla sua importanza in termini di promozione della fondamentale attività di far crescere la mente anche attraverso l'esercizio del corpo.