Con i tanti gravi problemi di Benevento irrisolti, i mastelliani al potere giocano a darsi incarichi e rinunciarvi

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Antonio Puzio
Antonio Puzio

L’ultimo guazzabuglio di palazzo (Mosti) è stato portato a conoscenza di un'opinione pubblica beneventana immaginata come affamata di retroscena politici 'piccanti' grazie a un articolo del Mattino del 26 giugno. Che ha raccontato di uno spacchettamento delle deleghe d’un paio d’assessorati, quelli facenti capo a Luigi Ambrosone ed Oberdan Picucci - e della piccola/grande ombra di disagio sotto cui entrambi hanno trovato riparo dal montare in alto della pressione arteriosa. Il destinatario delle attenzioni del sindaco/demiurgo Mastella è stato uno dei ‘responsabili’ del parlamentino locale, anche se la denominazione ufficiale è quella di capogruppo dei “Moderati”. Si parla, ovviamente, di Antonio Puzio, oggi in forza a non si sa quale forza politica, comunque anche presidente della Commissione consiliare Cultura, nonostante i lamenti e le rivendicazioni dei (sentitisi ‘traditi’) forzisti, la cui efficacia nel battere i pugni sul tavolo della politica cittadina è ben dimostrata dalla tenacia con cui Puzio ha sempre respinto l’ipotesi delle dimissioni.

E dunque, oggi (ma per poche ore…) premiato, anzi ‘promosso’, pronto appunto a farsi carico della delega alla promozione delle attività industriali e turistiche - si noterà la corretta citazione dell’incarico - in gentile coabitazione con Ambrosone (per il primo aspetto) e, per il secondo, Picucci, che già vive in un condominio quanto a competenze (Giordano, Frascadore…).

Sarà magari per tale fardello che soprattutto Picucci è stato strenuamente difeso dalla “aggressività” (…) del titolo del quotidiano partenopeo, che stamattina lo descriveva in pratica come “dimezzato”. a cura tanto della consigliera Annalisa Tomaciello, che secondo Gazzetta di Benevento ha addirittura annunciato “le dimissioni da presidente della Commissione Finanze”, quanto – soprattutto - del sindaco. Perché “in merito alla notizia riportata oggi dalla stampa, relativa all’affidamento delle deleghe al Turismo da parte del sindaco di Benevento al consigliere Antonio Puzio”, lo stesso primo cittadino, Clemente Mastella, ha ritenuto opportuno puntualizzare quanto segue: “Non è stata tolta alcuna delega all’Assessore Oberdan Picucci. A lui, restano in capo le deleghe al Turismo e alla Cultura, agli spettacoli, al sistema musicale, teatrale, ai patrocini e ai beni Unesco. Al consigliere Antonio Puzio va la Promozione delle attività industriali e turistiche che è cosa diversa. Promozione significa promozione, non Turismo”.

Il sindaco, insomma, non ha esitato a correggere lessicalmente l’articolista, De Blasio, in una inusitata (oltre che sporadica) contrapposizione tutta di marca ceppalonese dopo la recente saldatura amministrativa.

Poi in altra forma ha provveduto a salvare il soldato Picucci anche il passo indietro di Puzio: “Ringrazio il sindaco per la richiesta di collaborazione fatta nei miei confronti ai fini della crescita della città. Il conferimento della delega alla Promozione delle attività industriali e turistiche non voleva in alcun modo scalfire poteri di altri Consiglieri o Assessori. Rendendomi, però, conto dello stato di disagio, o finto disagio, che si è venuto a generare, e per non creare problemi al sindaco, per il quale nutro stima ed affetto, faccio un passo indietro nei confronti di tale delega”. Parole non prive di una acuminata punta polemica nei confronti dei suoi colleghi di coalizione, che colgono anche un altro risultato: Puzio, in fondo, dimostra di conoscere l'aspetto della rinuncia a un incarico, ma non andate a dirlo a Forza Italia…

Nonostante l’odierna cilecca, giova infine valutare nel complesso come Mastella riaffermi il suo intuito politico all’insegna delle novità. Dopo aver miracolosamente moltiplicato i vicesindaci, con la creazione dei consiglieri delegati – a scapito o meno delle deleghe assessoriali – sta provando a forgiare un esercito di generali, graduati con un maggiore o minore numero di stellette. Ma dove sono finiti i vecchi (ma utilissimi) ‘peones’ di una volta?