Benevento – Un polverone sul nulla la vicenda del Centro negato e ri-concesso dal Comune ai disabili

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Clemente Mastella e Nicola De Blasio
Clemente Mastella e Nicola De Blasio

Più semplicemente, un inquilino moroso. 40.000 euro di fitti non pagati, eccolo il problema dei problemi che ha attanagliato il Centro sociale polifunzionale “E' più bello insieme”, ospitato in via Firenze, al rione Libertà. Quindi, contro i disabili assistiti dal ricordato Centro e attraverso una 'burocratica' missiva che paventava la chiusura dello stesso il 30 giugno, il Comune ha inteso fare la voce grossa. Generando una mobilitazione diffusa (Caritas e web non si sono risparmiati), prima del ritorno del sereno, sancito da un incontro istituzionale a palazzo Mosti dai molteplici dettagli. Che interessano poco, pur se si rivelano stuzzicanti per le cronache. Interessa, invece, rilevare le solite litanie sulle colpe della precedente amministrazione di centrosinistra, guidata da Fausto Pepe, e delle sue omissioni, che hanno condotto – per esempio secondo l'esponente ora in maggioranza, con Forza Italia (ma alle ultime elezioni comunali candidato con lo stesso Pepe nel centrosinistra) Vincenzo Sguera – a “rapporti fra le parti... totalmente pretermessi di guisa che l’Ente ha dovuto spesso affrontare, come nel caso di specie, situazioni paradossali e surreali”.
Deposti il vocabolario e l'ammirazione per il desueto ma aulico linguaggio, resta un pensiero così tradotto: nulla hanno fatto prima e ora a noi della maggioranza di centrodestra tocca far rispettare la regola.

Interessa, ancora, rilevare, come invece questo aspetto debitorio (la regola di cui si diceva) mai sia stato in modo esplicito citato dalle parti, entrambe. Poco edificante, infatti, si sarebbe rivelato: per l'uno, il centro, incapace di far fronte a un obbligo finanziario; per l'altro, che certo introitando la somma richiesta non si sarebbe risollevato dal dissesto. Interessa, poi, capire se l'atteggiamento dell'Amministrazione Mastella è – oggi - univoco, verso gli 'inquilini' morosi, tutti.

Questo per dire, altrettanto semplicemente, che è stato montato un polverone sul nulla, nato e morto nell'arco di un paio di giorni, con un debito di immagine maturato da entrambe le parti: il Comune per l'applicata formula dell'essersi dimostrato forte con i deboli; il Centro in questione per aver creduto che i tempi delle vacche grasse della collateralità 'politica' fossero eterni al punto da disinnescare gli impegni economici.

Infine, e a proposito di silenzi e comparsate: non si ricorda una parola, sul tema, dell'assessore di recente nomina ai Servizi sociali, Anna Orlando. Certo presente fisicamente alla decisiva riunione di palazzo (Mosti), ma assente in spirito a ogni tipo di dibattito, oscurata dall'ingombrante figura del primo cittadino. Perché, dunque, retribuire o gratificare una figura istituzionale (di un assessore) destinata al silenzio o, al più, alla comodità di una prevedibile pubblicistica?