I regolamenti a Benevento per la Giunta Mastella valgono solo se non ostacolano il consenso

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Si decide, si protesta, si cambia. Pare la trafila ordinaria di un approccio 'flessibile' a un problema, potrebbe rivelarsi una mina interrata su ogni tragitto politico/amministrativo a Benevento. Scriveva palazzo Mosti, inflessibile, lo scorso 19 giugno: “Il Settore Attività Produttive rende noto che, in occasione dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima delle Grazie, verranno prese in considerazione solo le istanze di occupazione di aree pubbliche pervenute entro il 20 maggio 2018, così come disposto dall’art. 30 del regolamento comunale per la vendita su aree pubbliche”.

Registrava palazzo Mosti, già il 22 giugno, il malumore, sfociato poi in aperta protesta, di quei commercianti ambulanti 'fuori termine', la cui domanda cioè risultava pervenuta dopo il 20 maggio.

Decideva in deroga e in “via straordinaria” la Giunta comunale (assenti Mastella e Del Prete) il 29 giugno (delibera 151) - a seguito dell'interlocuzione dell'assessore al ramo, Ambrosone, e della verifica con le forze dell'ordine della compatibilità con la circolare Gabrielli del 2017 e comunque delle limitazioni per la sicurezza pubblica - di accogliere anche le istanze degli operatori commerciali prodotte oltre il termine previsto.

Ci si stringerà, dunque, e non sia mai detto che qualcuno resti scontento, secondo la logica dell'apertura di credito che anima (secondo i casi) la Giunta Mastella, ben attenta a non scivolare in cadute di consenso popolare, stavolta nel settore produttivo.

Resta una piccola considerazione, infine.
Ricordano, gli ambulanti, di “aver saputo soltanto il 19 giugno scorso e tramite gli organi di stampa della scadenza entro il 30 maggio così come disposto dall'articolo 30 del regolamento comunale per la vendita su aree pubbliche per la presentazione delle richieste” (Ntr24).
Ebbene, il Regolamento per l'esercizio delle attività di commercio su aree pubbliche (quindi anche il suo 'famigerato' articolo 30) è stato approvato dal Consiglio comunale, con proprio atto (n. 33), il 28 aprile. Del 2000!
Insomma, “Indietro tutta” di palazzo (Mosti) nonostante il tormentone di arboriana memoria: “Io vado al Regolamento”...