Testamento biologico - Registro delle dichiarazioni anticipate: Benevento come una lumaca

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Una buona notizia. Non può che definirsi così, con formula semplice, la nota con la quale il Comune di Amorosi, in valle Telesina, ha portato a conoscenza dell'opinione pubblica sannita la recente approvazione consiliare, all’unanimità, della delibera di istituzione del Registro comunale delle dichiarazioni anticipate del trattamento sanitario (DAT), con la conseguente approvazione del regolamento di gestione (leggi: http://ilvaglio.it/article/7495/amorosi-istituito-il-registro-delle-dichiarazioni-anticipate-del-trattamento-sanitario.html). Fa seguito, questo ‘blitz' nelle acque chete dei diritti civili nel Sannio, a quello di Castelpoto (la delibera di Giunta Comunale è del 28 febbraio 2018), primo ente locale in provincia a dotarsi, appunto, del ricordato Registro che ospita la registrazione cronologica delle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà, rese dal dichiarante relative alle proprie DAT.

E siamo qui a ricordare, paradossalmente, d'essere dinanzi a due amministrazioni virtuose... solo perché hanno dato un senso compiuto ad una legge dello Stato, quella del 22 dicembre 2017, n. 219: “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”. Secondo la quale “ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di determinarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Indica altresì una persona di sua fiducia... - denominata «fiduciario» - che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie”.

Questa la grammatica, divenuta pratica a Castelpoto e Amorosi, per caso amministrate da esecutivi di centrosinistra come quello che in Parlamento ha approvato la norma appena ricordata, non particolarmente gradita – in via generale - agli ambienti cattolici. Naturalmente ci si augura non sia tale prospettiva 'ideologica' a determinare l'assenza, per ora, dal novero delle amministrazioni appunto 'virtuose' di Benevento che s'è fatto impartire una lezione di efficienza (e civiltà) dai più piccoli centri sanniti appena citati. Eppure, la sollecitazione politica in tal senso è venuta a tempo debito, anche se non è stato il centrosinistra beneventano a muoversi con riflesso pronto poco dopo l'approvazione della Legge sul Biotestamento (leggi: http://www.ilvaglio.it/article/6717/si-attui-a-benevento-la-normativa-sul-biotestamento-e-anche-quella-sulle-unioni-civili.html) bensì il M5S con i consiglieri comunali Marianna Farese e (allora) Nicola Sguera, che lo scorso 19 gennaio (quindi oltre sei mesi fa) ricordava di aver “inviato proposta di delibera consiliare che porti all’istituzione di un Registro delle Dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari (DAT)” appellandosi “al Sindaco e al Presidente del Consiglio perché predispongano tutti gli atti necessari” per un atto “doveroso ed improcrastinabile” (leggi: http://www.ilvaglio.it/article/6714/m5s-il-comune-di-benevento-abbia-un-registro-per-il-testamento-biologico.html).

Per reperire tracce di quest'iter si deve giungere al 29 maggio: la pausa evidente di riflessione istituzionale termina in Commissione Politiche sociali, quando il presidente della stessa, Adriano Reale (mastelliano), informa i presenti di aver ricevuto una nota a firma di Di Dio e Fioretti (PD), Nicola Sguera contenente la richiesta per l'istituzione del registro per il deposito delle DAT. Il 31 maggio si avvia la discussione sul Regolamento per l'istituzione del registro, dando lettura dei primi tre articoli: “Dopo ampia discussione (dalle ore 8.50 alle 9.30, Ndr) il Presidente chiude la seduta rinviando l'argomento alla prossima seduta utile in prosieguo”. Il 5 giugno in Commissione è presente anche la neoassessora Anna Orlando (FI), edotta sui recenti lavori della stessa, tra cui appunto le DAT. L'ampia discussione dura, sui tre punti, dalle 8.43 alle 9.30. Il 14 giugno siamo alla lettura degli ultimi articoli del Regolamento, ma il “Presidente propone di rinviare l'approvazione nella prossima seduta”, quando esso sarà discusso assieme al modello di dichiarazione integrata “con eventuale sostituto fiduciario più il nome del medico curante. I presenti condividono la proposta del Presidente”.

L'ampia discussione va dalle 8.55 alle 10.00. Il 19 giugno si procede alla lettura del Regolamento. Siamo alla meticolosa cura del dettaglio: “Il Presidente ribadisce che nel modello da presentare allo Stato Civile oltre al nome del medico curante e del fiduciario è opportuno aggiungere anche quello del sostituto fiduciario. Nella richiesta, inoltre, è necessario riportare anche il codice fiscale del disponente”. L'ampia discussione va dalle 8.48 alle 9.30, però “il Presidente dà mandato alla segretaria di apportare le modifiche in modo da poter approvare il regolamento nella prossima seduta utile”. Quella, si suppone, del 21 giugno. Nella quale, invece, “dopo aver riletto il regolamento si evince che bisogna apportare qualche piccola modifica, come sostituire la parola 'dichiarazione' con 'disposizione'. Dopo ampia discussione (8.48-9.35, Ndr), vista l'importanza dell'argomento” ... i punti di sospensione sono necessari per tirare il fiato e scoprire che “si decide di rimandare lo stesso alla prossima seduta utile”.

Cala il sipario, per ora, sui verbali, nella loro versione resa pubblica ufficialmente, della Commissione Politiche Sociali del Comune di Benevento. Che, come abbiamo constatato, viaggia spedita come una lumaca.