I fratelli Addabbo e la la storia del cinema a Benevento da approfondire

- Cultura Spettacolo di Francesca Lago

Nell’ambito della seconda edizione del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione (BCT), in programma in città dal 4 al 9 luglio, in una sala al piano terra di Palazzo Bosco Lucarelli al Corso Garibaldi è stata allestita la mostra “La storia del Cinema a Benevento – I fratelli Addabbo”, a cura dell’Associazione Culturale B.B.T.(Biblioteche, Beniculturali, Territorio di Benevento). La mostra rievoca l’avvento del cinematografo nel capoluogo attraverso riproduzioni fotografiche di materiale documentario provenienti dall’emeroteca provinciale di Benevento e dagli archivi Boscia e Gravina.

I pionieri del cinema a Benevento si chiamavano Michele e Armando Addabbo: furono loro, in contatto con emissari dei fratelli Lumiere, a inaugurare nel 1908, nei pressi di piazza Roma, la prima sala cinematografica, la Santa Cristina. I primi film proiettati erano brevissimi e accompagnati dalla musica dal vivo eseguita da un pianista. L’immediato successo di pubblico nel giro di appena due anni portò gli Addabbo ad aprire il Cinema Sannio che aveva una capienza maggiore. E così la concorrenza non tardò ad arrivare: in città con il Cinema Roma dei fratelli Anzuino e a San Bartolomeo in Galdo con la sala cinema, teatro e cafè chantal di Nicola Borrillo.

L’intraprendenza e la lungimiranza degli Addabbo non attirò solo imitatori ma valse anche un prestigioso riconoscimento, come si legge in uno dei tanti trafiletti esposti in mostra: “Apprendiamo con vivo piacere che i fratelli Michele e Armando Addabbo, che tanti graditi spettacoli hanno saputo far godere alla nostra cittadinanza, sono stati premiati con la medaglia d’oro, e con il relativo deplom de grand prix alla III Esposizione Universale di Parigi. Auguri e congratulazioni”.

La maggior parte del materiale fotografico esposto è destinato alla ricostruzione dell’avventura degli Addabbo; il brevissimo percorso è poi arricchito da una proiezione, della durata di 20’ minuti, di spezzoni di vecchie pellicole come Quo Vadis e Gli Ultimi giorni di Pompei e dagli scatti del fotografo Alessandro Caporaso dedicati a un altro luogo simbolo della storia del cinema beneventano, il cinema-teatro Massimo, che ha interrotto le sue proiezioni nel 2008, esattamente 100 anni dopo l’apertura della sala Santa Cristina.

Una parete della sala è infine destinata ad accogliere i “Pensieri in libertà” dei visitatori. Uno dei commenti porta la firma di un discendente degli Addabbo: “Ringrazio quanti hanno concorso alla realizzazione di questa mostra perché mi avete reso orgoglioso di appartenere a una famiglia che ha contribuito allo sviluppo di questa città”.

Ad accogliere il pubblico è il curatore Enzo Gravina, fotografo, giornalista ed esperto di storie e tradizioni del Mezzogiorno, coordinatore della “Banca della memoria” della B.B.T. La sua presenza permette di approfondire non solo la vicenda dei due cineasti ma anche aspetti e episodi della storia e del folklore beneventano, dalla battaglia di Benevento alla leggenda delle streghe.

La mostra è visitabile nei giorni del festival dalle ore 18 alle ore 23 e risente del brevissimo lasso temporale in cui è stata allestita, lamentato dallo stesso Gravina, il cui aspetto più evidente è il cambio improvviso di location dall’annunciato palazzo Collenea a Palazzo Bosco Lucarelli. L’iniziativa ha comunque il merito di far conoscere ai cittadini beneventani due protagonisti poco conosciuti della sua storia e potrebbe costituire un punto di partenza per un futuro lavoro di approfondimento.

La B.B.T., assente dalla precedente edizione del festival, intraprende quest’anno una collaborazione destinata, nelle intenzioni dei suoi fondatori, a durare nel tempo attraverso ulteriori percorsi rivolti alla valorizzazione della storia locale.