Il colore dell'alcol: la nazionalità è il primo indice di notiziabilità pure nelle escandescenze degli ubriachi

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Talora la fonte è un comunicato stampa. Ad esempio una nota diffusa, l'8 luglio, dalla Questura di Benevento in cui vengono riferiti fatti di cronaca, nera: l'aggressione a un incolpevole custode di un'organizzazione di solidarietà cittadina, proseguita anche nei confronti dei poliziotti intervenuti per ristabilire l'ordine. Protagonista, una donna di 27 anni, immigrata, di origini africane. In preda ai fumi dell'alcol. Ovvero priva di lucidità mentale in virtù di un abuso: di liquidi, in questo caso. Sorge, di conseguenza, una domanda: cosa ha determinato l'accaduto? La nazionalità (nigeriana)? Lo status (immigrata)? L'eccessivo consumo di alcol?

E' questo il punto di sutura tra la fonte, appunto il comunicato stampa, e la sua diffusione attraverso i canali di informazione, il momento in cui viene comunque esercitata una scelta: come proporre e trasmettere all'opinione pubblica quanto accaduto. Ecco il modo maggioritario:

1) Nigeriana aggredisce agenti di polizia.
2) Nigeriana aggredisce custode della Caritas, poi calci e pugni ai poliziotti.
3) Immigrata ubriaca aggredisce custode Caritas e poliziotti: bloccata.
4) Aggredisce custode della Caritas e poi colpisce i poliziotti, arrestata nigeriana.
5) Aggredisce custode della Caritas di Benevento e si scaglia contro gli agenti della Polizia di Stato, nigeriana arrestata dalla Squadra Volante.
6) Si scaglia contro i poliziotti, arrestata giovane nigeriana.
7) Una nigeriana irregolare aggredisce il custode della Caritas e si scaglia contro i poliziotti che cercano di farla ragionare.

E qualcuno di questi titoli, dovrebbe apparire quasi superfluo specificarlo, è comparso su media on line che hanno come riferimento culturale l'attuale Destra di Governo: suona davvero complesso afferrare, in tal caso, il senso dell'insistenza su nazionalità e status della giovane donna...

Volgiamo per un attimo lo sguardo all'indietro, pescando ancora nella cronaca nera.
8) Ubriaca aggredisce residenti di un palazzo (maggio, Toscana).
9) Ubriaca, danneggia auto in sosta e aggredisce i carabinieri: 34enne arrestata (gennaio, Lombardia).
10) Ubriaca, aggredisce un uomo con le forbici: denunciata (aprile, Sicilia).
11) Ubriaca dà in escandescenza al pronto soccorso: blocca le ambulanze e aggredisce medici e poliziotti (novembre 2017, Piemonte).
12) Ubriaca, aggredisce verbalmente e fisicamente la madre per ottenere altri soldi per comprare degli alcolici: arrestata (aprile 2017, Sicilia).
13) Ubriaca aggredisce poliziotti a suon di calci: in manette una donna (marzo, Lazio).
14) Donna ubriaca aggredisce gli agenti e viene denunciata (febbraio, Toscana).
A scorrere questa seconda galleria di titoli, sembrano comparire presupposti simili all'episodio beneventano: quale, infatti, è l'elemento in comune? L'abuso di bevande alcoliche.

Sorge dunque un interrogativo: cosa viene posto in risalto nel veicolare l'accaduto al lettore? Ovvero, traducendo: chi legge è in grado di dire - prima di aver scorso il contenuto, cioè limitandosi al solo titolo - di che nazionalità è la colpevole e quale è la sua condizione giuridica? (E chi suppone sia italiana, nella maggior parte dei casi, non è lontano dalla realtà...).

Quindi: è più pericoloso l'episodio caratterizzato dal primo blocco di titoli, o quello degli altri titoli citati nella seconda raccolta, o l'uno e gli altri si equivalgono per il danno arrecato alla società sul filo della gradazione dell’alcol ingerito? La domanda è retorica, la risposta, nei due blocchi di titoli, è il chiaro segno dei tempi bui che viviamo.