Piovani dirige l’Orchestra Filarmonica di Benevento nel Teatro Romano illuminato e gremitissimo: un successo

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Un Teatro Romano di Benevento gremito in ogni ordine di posti, tanti anche quelli in piedi sulla sommità, ha fatto da sfondo al concerto di chiusura della seconda edizione del Festival BCT (Festival Nazionale del Cinema e della Televisione Città di Benevento). Nicola Piovani ha diretto la locale Orchestra Filarmonica che ha suonato tra suite sinfoniche di alcune colonne sonore tratte dai film dal pluripremiato compositore e direttore d’orchestra romano. Uno dei monumenti più belli (e malcurati) del capoluogo sannita è stato abbellito da un’avvolgente illuminazione, inaugurata proprio ieri, per l’occasione, e realizzata dalla Gesesa, la società mista privato-pubblica che gestisce il servizio idrico in città. Il concerto è stato un successo, applausi a scena aperta per quanto ascoltato, continue richieste di bis e standing ovation (Vai alla Fotogallery).

Piovani ha spiegato la scelta delle tre suite sinfoniche in forma di concerto: “Nel totale rispetto delle partiture originali, ho composto e assemblato i brani in modo da renderli più adatti a un’esecuzione in teatro… Il pubblico dei concerti, rispetto a un pubblico cinematografico, è più concentrato sull’ascolto puro e questa concentrazione merita da parte mia rispetto”. Ed effettivamente il pubblico di Benevento ha seguito le esecuzioni con attenta partecipazione.

Le tre suite hanno preso il nome di tre registi con cui Piovani ha lavorato. Suite Taviani con brani da “Fiorile”, “Il sole anche di notte”, “La notte di San Lorenzo” e “Good morning Babilonia”; Suite Benigni con brani da “Pinocchio” e “La vita è bella”; Suite Fellini con brani da “Intervista”, “La voce della luna” e “Ginger & Fred”.

Nicola Piovani non ha mancato di condividere gli applausi con i vari solisti della Filarmonica di volta in volta in evidenza nelle varie esecuzioni. E va detto che i musicisti sanniti non hanno fatto rimpiangere altre e più note compagini musicali guidate nella sua lunga e lusinghiera carriera dal direttore d’orchestra.

Qualche nota stonata solo prima che i musicisti prendessero posto: la troppo lunga passerella iniziale dell’onnipresente e onniparlante sindaco Mastella, quasi a intestarsi il festival da altri organizzato e pure a gigioneggiare (finache con un countdown per l’accensione delle luci), approfittando del numeroso pubblico lì accorso decisamente non per ascoltare lui.

Come gli organizzatori infatti hanno scritto: “Il Festival è manifestazione che si finanzia da sé, attraverso il recepimento di sponsorizzazioni private e del reperimento di fondi, ministeriali e regionali, che lo Stato centrale destina, in maniera esclusiva, a manifestazioni di carattere culturale e di interesse pubblico che presentino determinati requisiti, formali e sostanziali, indicati dalle leggi dello Stato. Il Comune di Benevento, pertanto, non indirizza alcun tipo di finanziamento alla realizzazione della kermesse, né sottrae l’ente organizzatore (Associazione Culturale Visivamente, nel caso di specie) dall’onere del regolare pagamento delle spese relative agli adempimenti necessari in ordine alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubbliche oltre che a quelle necessarie alla conservazione del decoro e dell’igiene dei luoghi ove l’evento si svolgerà”.

Non meno prolissi di Mastella i dirigenti di Gesesa nel lodarsi e nel ringraziare un infinità di propri referenti. L’unico a parlare poco è stato quello che avrebbe potuto farlo ben più degli altri, Antonio Frascadore, il direttore artistico del BCT (che sobriamente ha ringraziato gli intervenuti e si è detto soddisfatto per la riuscita dell’intera manifestazione) e la sua concisione è stata molto apprezzata.